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	<title>Instagram - INSIDEART</title>
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	<description>Magazine di arte contemporanea e cultura</description>
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		<title>È morta Hilde Lynn Helphenstein, fondatrice del profilo satirico Jerry Gogosian</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/03/e-morta-hilde-lynn-helphenstein-fondatrice-del-profilo-satirico-jerry-gogosian/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Grossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 09:27:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Hilde Lynn Helphenstein]]></category>
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		<category><![CDATA[Jerry Gogosian]]></category>
		<category><![CDATA[Jerry Saltz]]></category>
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					<description><![CDATA[Scomparsa a 40 anni, Helphenstein ha rivoluzionato il racconto del mondo dell'arte a colpi di satira e meme taglienti]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hilde Lynn Helphenstein</strong>, curatrice e autrice della celebre pagina Instagram <em>Jerry Gogosian</em>, è morta all&#8217;età di 40 anni. La notizia è emersa dopo il ritrovamento del suo corpo all&#8217;interno del <strong>Rosewood Hotel</strong> di <strong>San Paolo</strong>, in <strong>Brasile</strong>, dove si trovava per sottoporsi a un intervento chirurgico. Secondo le prime ricostruzioni, accanto al corpo sarebbero stati rinvenuti una bottiglia di vodka vuota, un bicchiere infranto e alcune pillole non ancora identificate.A dare l&#8217;allarme sarebbe stato un uomo che si è presentato alle autorità come il suo chirurgo plastico. Preoccupato dopo aver tentato varie volte di contattarla telefonicamente, si sarebbe recato personalmente in hotel, dove ha avvertito il personale della struttura.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la scomparsa di Helphenstein, il mondo dell&#8217;arte perde una delle sue osservatrici più acute e irriverenti. Nel 2018 aveva creato <em>Jerry Gogosian</em>, il cui nome nasceva dall&#8217;incontro ironico tra quello del critico <strong>Jerry Saltz</strong> e del potente gallerista <strong>Larry Gagosian</strong>. Attraverso meme, satira e commenti pungenti, Helphenstein è riuscita a sovvertire il linguaggio spesso statico e istituzionale dell&#8217;arte contemporanea, creando un linguaggio dinamico in grado di trasformare i social in uno strumento di critica culturale. La forza del suo progetto risiedeva soprattutto nella profonda conoscenza dell&#8217;ambiente che raccontava. Prima di lanciare l&#8217;account, aveva infatti diretto una galleria a <strong>Los Angeles</strong>, esperienza che le aveva permesso di osservare da vicino i meccanismi, le contraddizioni e le dinamiche di un sistema spesso percepito come opaco e difficilmente accessibile. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1080" height="718" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/IMG20260602123623868.jpg" alt="" class="wp-image-335308" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/IMG20260602123623868.jpg 1080w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/IMG20260602123623868-600x399.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/IMG20260602123623868-1024x681.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/IMG20260602123623868-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Da questa posizione privilegiata nacque una voce capace di conquistare un pubblico eterogeneo: non soltanto appassionati, ma anche artisti, curatori, collezionisti e professionisti del settore. Con il passare degli anni, la sua crescente influenza ha portato alla luce dibattiti interni al mondo dell&#8217;arte, controversie legali, accuse di molestie e comportamenti ritenuti inappropriati, contribuendo a rompere il silenzio su temi spesso tenuti ai margini della discussione pubblica. La figura di <em>Jerry Gogosian</em> è quindi rimasta a lungo sospesa tra due immagini apparentemente opposte: da un lato quella di una divulgatrice capace di rendere più comprensibile e accessibile un ambiente tradizionalmente elitario; dall&#8217;altro quella di una provocatrice &#8211; un &#8220;troll&#8221; digitale -, spesso al centro di polemiche e controversie.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/action_40621665-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-335309" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/action_40621665-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/action_40621665-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/action_40621665-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/action_40621665.jpg 1499w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante le diverse opinioni sulla sua attività, la notizia della sua morte ha suscitato un&#8217;ondata di commozione nella comunità artistica internazionale. Numerosi messaggi di condoglianze sono comparsi sotto gli ultimi post del suo profilo Instagram, tra cui quello di Jerry Saltz, che la ricorda come una scrittrice acuta, profondamente consapevole e capace di mantenere uno sguardo lucido persino nel suo cinismo. Il critico ha inoltre sottolineato l&#8217;impatto che il suo lavoro ha avuto sul mondo dell&#8217;arte, ricordando con affetto e ironia la scelta di utilizzare il suo nome per il celebre account e riconoscendole il merito di aver messo in discussione gli equilibri del sistema artistico in un momento in cui, a suo avviso, era necessario farlo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/BFA_42925_6047559-1-1024x768-2.jpg" alt="" class="wp-image-335310" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/BFA_42925_6047559-1-1024x768-2.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/BFA_42925_6047559-1-1024x768-2-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/BFA_42925_6047559-1-1024x768-2-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Dal design alla provincia: il racconto di chi ha fatto del ritorno un progetto</title>
		<link>https://insideart.eu/2025/08/22/vita-lenta-il-racconto-di-chi-ha-fatto-del-ritorno-un-progetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ginevra De Pascalis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 07:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Link in bio]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[gianvitofanelli]]></category>
		<category><![CDATA[influencer]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[vitalenta]]></category>
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					<description><![CDATA[Dietro Vita Lenta c’è un percorso fatto di design, scrittura e ritorno alle origini. Gianvito Fanelli crea uno spazio ibrido dove branding, cultura e racconto si incontrano lontano dalle metropoli]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h5 class="wp-block-heading has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-cdef0405131891adb76e4a2d9b407c80"><em>Una nuova generazione di creativi sta riscrivendo il modo in cui guardiamo, comunichiamo e interpretiamo l’immagine.&nbsp;<strong>LINK IN BIO – Storie di creativi</strong>&nbsp;nasce per raccontare le loro visioni: un progetto che esplora i confini sempre più sfumati tra arte, design, moda e linguaggi digitali. Visioni ibride, approcci trasversali, estetiche che non chiedono definizioni.</em></h5>



<p class="wp-block-paragraph">C’è chi rincorre la velocità del digitale e chi, invece, sceglie di rallentare. Non per sottrarsi al presente, ma per viverlo con maggiore consapevolezza. È il caso di <strong>Gianvito Fanelli</strong>, fondatore di&nbsp;<strong>Vita lenta</strong>, progetto editoriale nato quasi per caso in provincia, tra le strade di Conversano, in un momento di ritorno e di riscoperta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da dove vieni, come hai iniziato e come ti consideri oggi?</strong><br>La mia formazione è da designer della comunicazione e dei servizi. Poi, nel corso degli anni, ho fatto un po’ di tutto: eventi nel campo musicale e del design, ho scritto per diverse testate nei campi del design, del lifestyle e del cibo. Oggi mi considero sempre un designer, un creator, direi un “creativo”. Vita lenta, il mio progetto più noto, è nata per caso, camminando per le vie di Conversano, la mia città natale dove sono tornato a vivere nel 2020. Credo che, in qualche modo, sia il trait d’union fra tutte le cose che ho fatto fino ad ora: c’è il racconto, c’è il branding, da poco ci sono anche gli eventi.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="308290" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_1080-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-308290" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_1080-768x1024.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_1080-450x600.jpeg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_1080-1152x1536.jpeg 1152w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_1080.jpeg 1440w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="308291" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_1836-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-308291"/></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Social e gusto estetico vanno a braccetto. Se dovessi pensare a uno stile a cui ti ispiri, quale sarebbe?</strong><br>Semplicità. Non credo nelle cose inutilmente complesse. La complessità aggiunta serve solo a mascherare l’assenza di sostanza, secondo me, in tutto: nel design, nel cibo, nella scrittura.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali strategie metti in campo per allargare la tua community?</strong><br>Nessuna strategia, solo essere autentico e cercare di raccontare qualcosa d’interessante e genuino, facendomi guidare un po’ dal mio istinto e senza cavalcare troppo i trend.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Anche l’arte e la cultura viaggiano veloce. Secondo te, quanto sono utili i social per la divulgazione culturale?</strong><br>Possono essere molto utili, ma la velocità porta con sé spesso la superficialità. I social possono essere un’ottima finestra su un mondo, un punto di partenza, ma poi le cose vanno approfondite.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="308292" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_1908-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-308292" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_1908-768x1024.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_1908-450x600.jpeg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_1908-1152x1536.jpeg 1152w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_1908.jpeg 1440w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>I social generano nuovi modi di fruizione. Quali sono vantaggi e limiti?</strong><br>Cerco di vederne più i vantaggi, in particolare l’aver democraticizzato tantissimo l’accesso all’informazione e la possibilità di esprimersi. Uno dei miei “motti”, magari un po’ naïf, è: “Anche se vivo in provincia, con la giusta dose di curiosità posso sapere cosa sta succedendo dall’altra parte del mondo”. Questo oggi avviene quasi in tempo reale, e non è poco. Il tema, il limite, è non rimanere confinati dietro lo schermo, ma conoscere nel mondo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da utente: il tuo profilo preferito?</strong><br>Impossibile rispondere. Vago dal trash più assoluto alle pagine più underground. Mi piacciono tantissimo le pagine e le persone capaci di raccontare pezzi di umanità: dall’amico @therainbowisunderstimated fino a @chinatownphill e @newyorknico. E anche le pagine di cani, ovviamente, come il side-project di @chinatownphill: @newyorkgoodboys.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="308293" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/DSF6815-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-308293" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/DSF6815-683x1024.jpg 683w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/DSF6815-400x600.jpg 400w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/DSF6815-768x1152.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/DSF6815-1024x1536.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/DSF6815.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>
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		<title>Tra Marte e Milano: la scrittura come bussola per orientarsi nel caos</title>
		<link>https://insideart.eu/2025/08/01/marte-e-milano-la-scrittura-come-bussola-per-orientarsi-nel-caos/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ginevra De Pascalis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 07:59:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Link in bio]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Marte]]></category>
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		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra Hopper, mocassini rossi e cantautori dimenticati, Fabrizio La Sorsa racconta come ha trasformato la scrittura in uno spazio di connessione emotiva, costruendo un’estetica personale fatta di contaminazioni e vulnerabilità]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h5 class="wp-block-heading has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-e66db2e0473a1200e02108717bd31cc9"><em>Una nuova generazione di creativi sta riscrivendo il modo in cui guardiamo, comunichiamo e interpretiamo l’immagine.&nbsp;<strong>LINK IN BIO – Storie di creativi</strong>&nbsp;nasce per raccontare le loro visioni: un progetto che esplora i confini sempre più sfumati tra arte, design, moda e linguaggi digitali. Visioni ibride, approcci trasversali, estetiche che non chiedono definizioni.</em><br></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Pugliese di origine e milanese d’adozione, <strong>Fabrizio La Sorsa (Mars)</strong> è un creativo, copywriter pubblicitario freelance, blogger e storyteller. Dopo gli inizi nel magazine 1977, dove lavora come redattore, nel 2016 fonda il blog Marte al piano di sopra, oggi diventato una community online. Tra i suoi format più seguiti c’è <em>Previsioni Meteoropatiche</em>, rubrica mensile che trasforma la meteoropatia in un’emozione condivisa, offrendo uno spazio di connessione a chi si riconosce in queste emozioni spesso trascurate. Scrive anche guide di viaggio, articoli e editoriali, e cura la newsletter MARTEdì, un appuntamento settimanale sui piccoli momenti della vita, tra racconti, lifestyle, musica e ispirazioni.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="699" height="1024" data-id="308086" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9629-699x1024.jpg" alt="" class="wp-image-308086" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9629-699x1024.jpg 699w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9629-410x600.jpg 410w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9629-768x1125.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9629-1049x1536.jpg 1049w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9629.jpg 1311w" sizes="auto, (max-width: 699px) 100vw, 699px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da dove vieni, come hai iniziato e come ti consideri oggi?<br></strong>Potrei esordire con una battuta e dire che vengo da Marte, ma forse – per usare un termine social – mi cringia anche solo averlo pensato. Anzi, forse mi cringia persino la parola cringe&#8230; meglio imbarazzo. Però associare la mia provenienza a un pianeta come Marte non è poi così sbagliato. Non perché io mi senta un alieno, anzi. Ma perché sono convinto che nessuno di noi provenga realmente da un solo luogo: siamo il risultato di tutti quei posti che ci hanno lasciato qualcosa, che ci hanno dato una spinta, che ci portiamo dietro, dentro, sopra e sotto. Siamo un’equazione che probabilmente non sappiamo ancora risolvere, e che ci porterà a rispondere a questa semplice domanda – “da dove vieni?” – in modo sempre diverso, di anno in anno. Oggi, la mia risposta è che sono nato in Puglia, cresciuto a Milano e che vivo come un segnalibro tra una città e una valigia sempre pronta. Ho iniziato a scrivere sin dal liceo, ed è un’esigenza più che una passione: qualcosa che mi porto dentro da sempre, anche quando studiavo Storia all’università. Oggi mi considero un creativo – anzi, un curioso – che si esprime scrivendo, ma che vive di creatività in ogni sua forma, nessuna esclusa.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="308088" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0820-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-308088"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="308090" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_4743-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-308090" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_4743-768x1024.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_4743-450x600.jpg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_4743-1152x1536.jpg 1152w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_4743.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Social e gusto estetico vanno a braccetto. Se dovessi pensare a uno stile a cui ti ispiri, quale sarebbe?<br></strong>È una domanda difficile, un po’ come chiedermi qual è il mio film preferito: ne ho troppi, e sceglierne uno solo sarebbe un’impresa. Mi sembrerebbe quasi di fare un torto a qualche opera che ho amato… finirei per paragonare questa scelta a un adulterio. Diciamo che non ho un’unica ispirazione precisa, ma piuttosto una serie di stili e cose che amo. Adoro le opere di Hopper, le foto di Martin Parr – che hanno ispirato molto l’apertura del mio canale all’inizio – ma anche Luigi Ghirri. Amo tutto ciò che è minimal, la brutalità ma anche l’estetica francese, la provence e soprattutto la corrente artistica de La Nouvelle Vague: tutto, dal modo di fotografare la realtà allo stile visivo, contenutistico e alla moda. Mi piace trovare l’eleganza nella decadenza e la decadenza nell’eleganza. Ho comprato tanti calzini rossi da abbinare ai mocassini per colpa sua. Sono cresciuto a pane e Jack Nicholson, e credo che, come accade per i padroni dei cani, tendo ad assomigliargli sempre di più, soprattutto nella stempiatura. Il modo di esprimere le parole di cantautori come Flavio Giurato e De Gregori, il cinema di Sorrentino e Lanthimos. Proprio per questo è complicato definire il mio stile sui social: è una centrifuga con annesso cucchiaino. Per me ruota tutto attorno alla ricerca e, di conseguenza, a categorie spesso molto diverse tra loro, musica, viaggi, moda, cibo, arte… e soprattutto la scrittura, che fa da cappello a tutto questo. Quindi no, non saprei definire neanche il mio stile. È più un raccoglitore di cose che amo tantissimo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="308092" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_7864-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-308092" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_7864-768x1024.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_7864-450x600.jpg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_7864-1152x1536.jpg 1152w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_7864.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali strategie metti in campo per allargare la tua community?<br></strong>Non uso strategie. Forse dovrei farlo – ogni tanto me lo chiedo – tipo cavalcare qualche trend o parlare in camera dando del “tu” alla community, raccontando cose che, francamente, non credo possano interessare davvero a lungo termine. I social mi divertono molto perché mi danno la possibilità di esprimere, come dicevo prima, tutto ciò che amo e tutti gli stili che mi piacciono. Forse ho un profilo un po’ bipolare, e proprio per questo cerco di essere sempre molto sincero e spontaneo, credo sia questa inconsciamente la mia vera chiave. Lo faccio soprattutto attraverso i miei scritti, che parlano di vita quotidiana, di sensazioni e spesso anche di emozioni personali. Potrei dire che la mia strategia è mettermi a nudo scrivendo: parlo di tutto ciò che mi cattura l’attenzione, che sento, che mi tocca. Così si crea una community che si rivede in quello che provo – e non solo si immedesima, ma si racconta a sua volta, condividendo opinioni, aneddoti o punti di vista. Siamo tanti meteoropatici, sul mio Instagram. Ok, ora credo di aver dato una delle risposte più ruffiane del mondo&#8230; ma ci credo davvero. Quindi sì, l’accendiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Anche l’arte e la cultura viaggiano veloce. Secondo te, quanto sono utili i social per la divulgazione culturale?<br></strong>I social sono molto utili, un mezzo importante che dovrebbe diventare sempre di più portavoce di conoscenza e cultura. Magari riuscendo anche a invitare gli utenti – parola che odio perché tratta le persone in modo impersonale, come se fossero numeri – a mettere il telefono in tasca e andare a toccare con mano l’arte, quella stessa arte che tanto ci serve nella vita e che troppo spesso ignoriamo. Quindi sono importanti, ma bisogna anche saperli rispettare e comunicare bene, trattando la divulgazione culturale con il giusto valore e rispetto. È un’arma a doppio taglio: se finisce nelle mani sbagliate, può fare molto male. Però credo che oggi i social siano un mezzo di intrattenimento rilevante, e che sia giusto investire sempre di più nel raccontare l’arte e nel farla scoprire, rispettando il linguaggio proprio dei social senza però farla scadere in banalità. Insomma, bisogna saper trovare un equilibrio per non finire a parlare di Modigliani o Sartre come se fossero concorrenti di Temptation Island.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="308091" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_5435-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-308091" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_5435-768x1024.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_5435-450x600.jpg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_5435-1152x1536.jpg 1152w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_5435.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="308089" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_5073-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-308089" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_5073-768x1024.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_5073-450x600.jpg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_5073-1152x1536.jpg 1152w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_5073.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>I social generano nuovi modi di fruizione. Quali sono vantaggi e limiti?<br></strong>Un po’ come dicevo prima, il vantaggio principale è poter arrivare a molte persone e, di conseguenza, riuscire a far scoprire qualcosa a chi prima ne ignorava l’esistenza. Il limite, invece, è la superficialità con cui vengono trattati alcuni argomenti. Questa mancanza di profondità rischia di generare vere e proprie catastrofi comunicative: fake news, contenuti privi di senso e valore, clickbait, ignoranza e tuttologia. Forse oggi sarebbe meglio saperne meno su alcuni argomenti, ma saperne meglio. È un po’ come se avessimo tutti paura di specializzarci, perché sentiamo il potere di poter fare tutto, di poter parlare di ogni tema, di essere costantemente informati, capaci, pronti.&nbsp; Questa è la grande illusione social che ci portiamo dietro anche nella vita personale, l’idea di poter controllare tutto, credo sia uno dei mali di questo secolo. Immaginiamoci se un Fantino iniziasse a gareggiare in F1 o ne avesse la presunzione, sarebbe strano no? Insomma, usiamoli bene… ma tagliarsi un polpastrello con una pagina resta sempre un bellissimo dolore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da utente: il tuo profilo preferito?<br></strong>Martin Parr, Lorenzo Bises, Vito_9999, Pierce Abernathy, Lara Bsmnn,&nbsp;</p>



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		<title>&#8220;All Eyes on Rafah&#8221;: il potere delle immagini nell&#8217;era social</title>
		<link>https://insideart.eu/2024/05/29/all-eyes-on-rafah-il-potere-delle-immagini-nellera-social/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2024 09:16:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Bombardamento]]></category>
		<category><![CDATA[campo profughi]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[rafah]]></category>
		<category><![CDATA[sfollati]]></category>
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					<description><![CDATA[Se l'espressione generata con l'AI è rimbalzata vertiginosamente sul web, i video di Rafah pubblicati dai giornalisti palestinesi sono stati limitati o addirittura rimossi: forse perchè, seppur inconsciamente, condividere la verità fa ancora paura]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;immagine<strong><em> All Eyes on Rafah</em></strong>, raffigura una tendopoli per rifugiati in un&#8217;area a <strong>sud di Gaza</strong>, dove l&#8217;attacco israeliano della scorsa domenica ha causato decine di morti tra gli sfollati. Solo su Instagram ha ottenuto <strong>29 milioni di condivisioni in meno di 24 ore:</strong> influencer, atleti, celebrità, chiunque sembra aver voluto partecipare &#8211; consapevole o meno &#8211; a questo improvviso &#8220;click&#8221; di sensibilità collettiva. E fino a qui nulla di male, se non fosse che nella stessa giornata i video di <strong>Rafah</strong> (veri) pubblicati dai giornalisti palestinesi &#8211; e che mostravano le atroci conseguenze dell&#8217;attacco &#8211; sono stati limitati o in alcuni casi rimossi dai social media per &#8220;contenuti espliciti o violenti&#8221; e che dunque violavano le politiche della piattaforma.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="997" height="1024" data-id="251453" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/1-89-997x1024.jpg" alt="" class="wp-image-251453" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/1-89-997x1024.jpg 997w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/1-89-584x600.jpg 584w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/1-89-768x789.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/1-89-1496x1536.jpg 1496w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/1-89.jpg 1870w" sizes="auto, (max-width: 997px) 100vw, 997px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>All Eyes on Rafah</em></strong> non ritrae alcuna forma di violenza, ma un silenzio che fa quasi paura. Generata dall&#8217;<strong>AI</strong>, non è realistica, bensì pulita, asettica, proprio &#8220;instagrammabile&#8221;, verrebbe da dire. Niente sangue, distruzione, macerie, corpi bruciati, sofferenza. Niente di tutto questo, niente che evochi anche solo lontanamente la straziante atmosfera di un bombardamento appena avvenuto. E se l&#8217;intento da una parte è ovviamente quello di sensibilizzare lo sguardo al genocidio, dall&#8217;altra vi è censura, una normalizzazione di ciò che accade con una ripetizione dell&#8217;immagine selezionata fino allo sfinimento. I media hanno una influenza spaventosa sul mondo e sulle circostanze che viviamo: deumanizzare meccanicamente le tragedie, silenziare verità, rendere invisibile l&#8217;aggressore, ci rende paradossalmente complici di bugie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo qualche giorno arriva una provocazione giusta e sentita con la vera fotografia, sempre con la stessa modalità di condivisione social: cadaveri coperti e tante, troppe persone attorno. E un silenzio che nuovamente pervade la raffigurazione, questa volta rumoroso, vibrante. E chissà se riuscirà a coinvolgere lo stesso numero di persone.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="251458" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/5-11-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-251458" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/5-11-1-1024x576.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/5-11-1-600x338.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/5-11-1-768x432.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/5-11-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Solo poco più di un mese fa, <strong>Mohammed Salem</strong> si è aggiudicato il prestigioso <strong><em>World Press Photo of the Year</em></strong> con <a href="https://insideart.eu/2024/04/18/world-press-photo-vince-lo-scatto-straziante-di-un-mondo-che-ha-perso/"><strong><em>A Palestinian Woman Embraces the Body of Her Niece</em></strong>, </a>un&#8217;odierna pietà michelangiolesca che con tangibile dignità ci racconta l&#8217;orrore di <strong>Gaza</strong>. È una immagine vera certo, profonda e straziante a suo modo, ma impersonale e troppo &#8220;perfetta&#8221; per lo sguardo più disattento: una plasticità eterea e intoccabile, che forse più che avvicinarsi, ci allontana dalla sofferenza, atrofizzando emozioni che ci discostano dalla verità. È esteticamente bella, ma la storia che cela dietro di bello non ha proprio nulla.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" data-id="251455" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/2-60.jpg" alt="" class="wp-image-251455"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" data-id="251457" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/3-54.jpg" alt="" class="wp-image-251457" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/3-54.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/3-54-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/3-54-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Emozionarsi e sentirsi coinvolti da ciò che si vede è una parte significativa del processo cognitivo umano. Eppure, maggiore è il potere delle immagini e la loro presa affettiva sugli spettatori, maggiore è la loro probabilità di essere soggette a censura. Una censura impercettibile e ipocrita, più incoerente di qualunque forma di passata iconoclastia. La cancellazione della violenza è diventata &#8211; in tutti i conflitti e in questo in particolare &#8211; più frequente che mai. Ecco perchè forse, creare artificialmente immagini asettiche fa molta, molta meno paura: manipolarle, rendere implicito l&#8217;esplicito, non fa altro che aumentare il controllo su di esse e di conseguenza, su di noi.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="758" height="1024" data-id="251700" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/1-103-758x1024.jpg" alt="" class="wp-image-251700" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/1-103-758x1024.jpg 758w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/1-103-444x600.jpg 444w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/1-103-768x1037.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/1-103.jpg 828w" sizes="auto, (max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>TvBoy colpisce ancora: l&#8217;ironico murales sulla crisi dei Ferragnez</title>
		<link>https://insideart.eu/2024/02/26/tvboy-colpisce-ancora-l-ironico-murales-sulla-crisi-dei-ferragnez/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2024 09:41:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Ferragni]]></category>
		<category><![CDATA[Fedez]]></category>
		<category><![CDATA[ferragnez]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[murales]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
		<category><![CDATA[street-artist]]></category>
		<category><![CDATA[Tvboy]]></category>
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					<description><![CDATA[ TvBoy, provocatorio e pungente come sempre, presenta la sua terza opera sulla Ferragni, questa volta sulla sua chiacchieratissima separazione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>TvBoy</strong>, nome d&#8217;arte dello <strong>street-artist</strong> <strong>Salvatore Benintende</strong>, ha realizzato nel capoluogo lombardo, un murales assai ironico sulla nota e super-social coppia di celebrity. <em><strong>Doppio ritratto di&nbsp;Fedez e Chiara. Olio su tavola. Ducato di Milano</strong></em> è il tagliente titolo dell&#8217;opera, liberamente ispirata all&#8217;originario dittico di <strong>Piero della Francesca </strong>di fine <strong>&#8216;400</strong> e oggi agli <strong>Uffizi</strong>. L&#8217;artista riprende l&#8217;iconografia rinascimentale di <strong>Federico da Montefeltro</strong> e <strong>Battista Sforza</strong> e dà vita a una effigie iper-contemporanea dei <strong>Ferragnez</strong> ritratti come i <strong>duchi d&#8217;Urbino</strong>. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="240023" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/tvboy-4-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-240023" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/tvboy-4-1024x576.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/tvboy-4-600x337.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/tvboy-4-768x432.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/tvboy-4.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario dell&#8217;originale in cui i coniugi si guardano negli occhi, forse a causa della tensione che la coppia milanese sta vivendo, lo street-artist siciliano li ritrae di spalle. La rappresentazione di profilo infatti, eredità del glorioso passato degli imperatori romani, è un espediente per marcare la distanza con l&#8217;osservatore che è in questo caso un semplice testimone del muto dialogo dei due duchi. Ritrarre le figure di schiena come per l&#8217;opera di <strong>TvBoy </strong>è invece indice di contrasto, disaccordo ma anche segretezza. Sopratutto, milioni di spettatori &#8211; proprio come accade sui loro social &#8211; si possono inevitabilmente interporre fra loro.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="720" data-id="240021" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/tvboy-3-1024x720.jpg" alt="" class="wp-image-240021" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/tvboy-3-1024x720.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/tvboy-3-600x422.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/tvboy-3-768x540.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/tvboy-3.jpg 1438w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="470" height="532" data-id="240022" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/tvboy3-1.jpg" alt="" class="wp-image-240022"/></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le loro innumerevoli foto social, una spicca più di tutte. Un post del <strong>2019</strong> che per una curiosa coincidenza sembrerebbe riprendere vagamente la reale raffigurazione del quadro quattrocentesco, almeno da un punto di vista cromatico. Tra l&#8217;altro, non è  la prima volta che lo street-artist prende di mira l&#8217;influencer, in realtà protagonista di diversi <a href="https://insideart.eu/2024/01/17/chiara-ferragni-dentro-1984-big-brother-is-watching-you/">murales</a> sopratutto per le inchieste dell&#8217;ultimo periodo. Lo scorso dicembre <strong>TvBoy</strong> aveva già realizzato un murale ispirato alla vicenda del <strong>Pandoro-Gate</strong> e intitolato <em><strong>La beneficienza nell&#8217;era dei social</strong></em><strong>.</strong> Qui si vede <strong>Chiara Ferragni</strong> intenta a fare la carità a un senzatetto, senza però dimenticarsi di riprendere la scena dal suo immancabile cellulare. Ancora, nel <strong>2018,</strong> dopo le polemiche per il considerevole costo dell&#8217;acqua <strong>Evian</strong> sponsorizzata dall&#8217;influencer, aveva ideato <strong><em>Santa Chiara con acqua benedetta</em></strong>. Potenti allusioni che ironicamente fanno riflettere sugli infiniti paradossi della società contemporanea, dall&#8217;idolatria alle bugie che continuano a raccontarci.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="730" height="724" data-id="240033" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/f2.jpg" alt="" class="wp-image-240033" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/f2.jpg 730w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/f2-600x595.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 730px) 100vw, 730px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="800" data-id="240032" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/f1.jpg" alt="" class="wp-image-240032" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/f1.jpg 800w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/f1-600x600.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/f1-300x300.jpg 300w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/f1-768x768.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>
</figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il caso delle influencer agli Uffizi, tra perbenismo e questioni legate al sex work</title>
		<link>https://insideart.eu/2022/11/01/sex-work-e-mondo-della-cultura-relazione-impossibile-il-caso-degli-uffizi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Maria Mannocchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2022 07:40:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Drago]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Mucci]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Eva Menta]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli d&#039;Italia]]></category>
		<category><![CDATA[influencer]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[Only fans]]></category>
		<category><![CDATA[Uffizi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il caso degli Uffizi, guardando oltre la bufera mediatica, mostra il complesso rapporto tra istituzioni culturali e tabù sessuali]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">26 ottobre &#8211; È una mattinata pacifica, nei placidi corridoi delle <a href="https://www.uffizi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gallerie degli Uffizi</a>, turisti e curiosi si lasciano affascinare dai maestosi capolavori del Rinascimento e del Manierismo italiano, ignari del fatto che una tempesta mediatica è in procinto di avvolgere uno dei più prestigiosi e celebri musei d’arte della Penisola. Una bufera da smartphone, come quelle che di recente siamo sempre più abituati a dover vedere passare di fronte ai nostri sguardi di osservatori digitali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il post della discordia&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si placa ancora la polemica che ha investito nelle ultime giornate<strong> Alex Mucci </strong>ed <strong>Eva Menta</strong>, account Instagram da quasi dieci milioni di follower, che senza timore reverenziale e qualsiasi forma di discrezione posano di fronte alla Venere di Sandro Botticelli. Le due giovani modelle non nascondono di produrre reddito sulla piattaforma web d’intrattenimento per adulti <strong>Only Fans</strong>, in cui foto di nudo vengono condivise con altri utenti in cambio di un compenso. Gli scatti vengono caricati sui profili personali delle due che attraggono in brevissimo tempo un più che discreto riscontro ma non passa molto prima che gli Uffizi facciano sentire la loro voce, richiedendo e ottenendo la rimozione delle fotografie dai loro account Instagram.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le modelle acconsentono alla rimozione del contenuto ma non evitano di inviare al mittente un commento tagliente: «Sono le 4.30 del mattino &#8211; scrivono nei loro profili Instagram &#8211; e ci rendiamo conto che la situazione è sfuggita di mano. Sta diventando frustrante contenerla. Abbiamo deciso di archiviare (momentaneamente) il post per fare calmare le acque, almeno finché la situazione non rientri. Questa non è un&#8217;ammissione di colpa da parte nostra, che continueremo a far valere il nostro gesto come atto creativo e non denigratorio. Il post è solo archiviato, per ora».</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/influencer-only-fans-uffizi-2-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-218439" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/influencer-only-fans-uffizi-2-819x1024.jpg 819w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/influencer-only-fans-uffizi-2-480x600.jpg 480w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/influencer-only-fans-uffizi-2-768x960.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/influencer-only-fans-uffizi-2.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /><figcaption>Eva Menta e Alex Mucci</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Nessun <em>pomo della discordia</em>, nessuna divinità e nessuna ninfa in quest’episodio, il tempo dei miti antichi è ormai lontano: non basta un pomo a seminare la stessa discordia che adesso riesce a produrre un semplice post sui social. La morale oggi emerge solo nella disputa: diventa mantello di cui fregiarsi per rimarcare il proprio ruolo, per definire il proprio status, il polo a cui appartenere, per poi dissolversi e non lasciare nulla dietro di sé, se non pugni di lettere destinati a essere spazzati via dal fiato di un algoritmo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il commento delle istituzioni</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mucci e Menta non fanno troppa resistenza e il Museo ottiene ciò che è stato chiesto, disconoscendo una tale forma di mancanza di rispetto verso un capolavoro come quello finito, senza autorizzazione, sul loro feed di Instagram.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il museo tiene a sottolineare, e a mostrare mentre lo fa, che a un tale «spot indecente», come lo definisce <strong>Alessandro Drago</strong>, consigliere comunale di Firenze in quota<strong> Fratelli d’Italia</strong>, non si assocerebbe mai. L’istituzione culturale si giustifica con una nota in cui spiega: «Evidentemente le due persone sono entrate al museo con le giacche chiuse, e si sono guardate bene, poi aprendole, di rimanere fuori la visuale dei custodi: altrimenti sarebbero state accompagnate fuori dal museo, come è avvenuto negli altri analoghi casi (rari) avvenuti negli ultimi anni».&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/juli-kosolapova-vXG-k27PnQY-unsplash-680x1024.jpg" alt="Uffizi" class="wp-image-218417" width="349" height="526" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/juli-kosolapova-vXG-k27PnQY-unsplash-680x1024.jpg 680w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/juli-kosolapova-vXG-k27PnQY-unsplash-398x600.jpg 398w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/juli-kosolapova-vXG-k27PnQY-unsplash-768x1157.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/juli-kosolapova-vXG-k27PnQY-unsplash-1020x1536.jpg 1020w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/juli-kosolapova-vXG-k27PnQY-unsplash.jpg 1275w" sizes="auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Draghi evidenzia che «agli Uffizi si entra secondo il regolamento» che prescrive «un abbigliamento consono all’ufficialità degli ambienti museali» e che «per le riprese fotografiche» è «permesso scattare fotografie alle opere ai fini di uso personale e di studio», mentre «per ulteriori diversi utilizzi (pubblicazioni o usi derivati anche per scopo commerciale) va richiesta apposita autorizzazione e corrisposto, ove previsto, il pagamento di un canone». Per Draghi quindi «il regolamento è stato violato due volte: gli Uffizi chiedano la rimozione dei post che sfruttano l’immagine della Venere del Botticelli e sbeffeggiano il patrimonio artistico italiano; per stare in abiti succinti ci sono tante discoteche, evitiamo di farlo nel museo più importante di Firenze».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Controcorrente è l&#8217;idea del critico d&#8217;arte Vittorio Sgarbi che si è espresso sula questione: «Queste due ragazze andrebbero utilizzate (e non osteggiate) se la loro popolarità (sono seguite da 10 milioni di persone) servirà a portare più visitatori nei musei». Un&#8217;intuizione che non procede quindi sulla linea segnata in precedenza ma che mette in evidenza il potenziale comunicativo dell&#8217;accaduto. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il mondo della cultura non rinuncia ai suoi tabù</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il museo è un luogo sacro, un luogo di culto laico in cui rigide logiche e regole sociali dirigono il coro di comportamenti degli individui che lo visitano. Un assioma rigido e indiscutibile da cui il mondo della cultura, nella sua complessità, non si è poi così distanziato nell’arco degli ultimi secoli. Pensavamo che Chiara Ferragni con quella foto di fronte alla <em>Venere</em> &#8211; <em>NdR</em>, Sandro Botticelli è sempre al centro di queste tanto popolari quanto amare vicende &#8211;&nbsp; così contestata, avesse rotto il ghiaccio. L’episodio del 26 ottobre ci fa capire che non è così. Lo sguardo vigile e conservatore di un elìte che guida il fior fiore del nostro patrimonio culturale non sembra voler accettare che il mondo cambia, e in fretta.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi OnlyFans, la piattaforma dove operano le due modelle, conta più di 130 milioni di utenti con un guadagno stimato nel 2021 di circa 4 miliardi di dollari (fonte <a href="https://www.open.online/2022/09/01/onlyfans-creators-guadagni-2021/#:~:text=I%20creators%20di%20OnlyFans%20hanno,i%2061%20milioni%20del%202020." target="_blank" rel="noreferrer noopener">Open</a>). La maggior parte di questi introiti deriva da contenuti sessuali di natura esplicita da parte di sex workers. Il picco di interesse per la piattaforma è derivato, naturalmente, dalla&nbsp;pandemia di Covid-19.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le giovani ragazze al centro dello “scandalo” potrebbero essere il simbolo di una nicchia sempre più folta di sex workers che oggi vive soggetta a un apparentemente inestinguibile stigma. Nell’immaginario collettivo lo scambio di sesso per denaro rimanda immediatamente a due stereotipi ben radicati: quello delle donne di strada straniere sfruttate, e quello di una piccola élite che esercita la professione d’alto bordo. A loro volta, le persone protagoniste di questa storia unica incarnano perfettamente il ruolo della vittima, da una parte, o della “puttana” dall’altra.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="568" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/Schermata-2022-10-30-alle-21.59.48-1024x568.jpg" alt="Uffizi" class="wp-image-218419" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/Schermata-2022-10-30-alle-21.59.48-1024x568.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/Schermata-2022-10-30-alle-21.59.48-600x333.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/Schermata-2022-10-30-alle-21.59.48-768x426.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/Schermata-2022-10-30-alle-21.59.48-1536x852.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/Schermata-2022-10-30-alle-21.59.48.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Forse, riuscendo a mettere a frutto il tanto intelletto che la nostra millenaria cultura ci ha dato modo di ereditare potremmo sforzarci di guardare oltre. Il museo è luogo sacro, certo, ma perché simbolo di libertà, collettiva. Il guizzo perbenista degli Uffizi, ai quali non si può certo negare il talento di uscire candidi da polemiche taglienti, come è stato nel caso della collaborazione con Chiara Ferragni e la più recente vendita del <a href="https://insideart.eu/2022/05/25/la-faccenda-nft-uffizi-diventa-caso-mediatico-su-le-iene/"><em>Tondo Doni</em> di <strong>Michelangelo</strong> in forma di <strong>NFT</strong></a>, conferma lo spirito abolizionista che emerge in questioni analoghe, in cui si parla di sesso e&nbsp; lavoratori che con esso sbarcano il lunario.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Conclusioni&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La notizia della scorsa settimana quindi non si limita solo alla capacità degli Uffizi di uscire vittime innocenti da qualsiasi tempesta mediatica che li colpisca, non riguarda lo sdegno di un consigliere comunale che per formazione e valori non può condividere un atto del genere, non riguarda la censura. Il caso di Eva Menta e Alex Mucci mette sotto ai riflettori un’Italia che non sopporta le estremità, che si rifugia nella formalità, che accetta il politicamente corretto perché sicuro e non provocatorio, lasciandosi sfuggire l’ennesima occasione di mostrare al mondo come la cultura abbia il dovere di segnare il sentiero di una società autentica e pronta ad accettare il cambiamento. Un atteggiamento ipocrita che si incarna in un museo che gode delle luci della ribalta nascondendosi dietro il timore del giudizio del vicino, mentre si sazia il proprio bisogno voyeuristico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="681" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/chiara-ferragni-venere-di-botticelli-uffizi-1024x681.jpeg" alt="Uffizi" class="wp-image-218421" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/chiara-ferragni-venere-di-botticelli-uffizi-1024x681.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/chiara-ferragni-venere-di-botticelli-uffizi-600x399.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/chiara-ferragni-venere-di-botticelli-uffizi-768x511.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/10/chiara-ferragni-venere-di-botticelli-uffizi.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Apocryphal Gallery. Blitz cromatico di Fiorenzo Zaffina</title>
		<link>https://insideart.eu/2021/02/08/la-apocryphal-gallery-lancia-una-nuova-mostra-di-arte-contemporanea-digitale-la-personale-di-fiorenzo-zaffina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Quintieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2021 14:06:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calendart]]></category>
		<category><![CDATA[Apocryphalgallery]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[arte online]]></category>
		<category><![CDATA[Fiorenzo Zaffina]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
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					<description><![CDATA[La galleria di arte contemporanea Apocryphalgallery lancia una nuova mostra su Instagram, la personale di Fiorenzo Zaffina.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Blitz cromatico</em>, di<strong> Fiorenzo Zaffina</strong>, con il testo critico di Lorenzo Canova, è la XVII personale organizzata dall’<strong><a href="https://insideart.eu/2020/07/15/la-mostra-di-paolo-coteni-alla-apocryphal-gallery/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Apocryphal Gallery</a></strong>. I lavori dell’artista saranno visibili fino al 18 febbraio 2021 solo su Instagram nel profilo: @apocryphalgallery della galleria. La <a href="https://insideart.eu/2021/02/05/mercato-dellarte-antica-la-kunsthalle-di-amburgo-acquisisce-un-capolavoro-di-hackert-da-una-galleria-romana/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">galleria </a>di arte contemporanea è solo virtuale e si situa su Instagram. Nasce durante il lockdown da un’idea di Mario Nalli, ed è particolare perché gli artisti non hanno la possibilità di entrarvi preventivamente per vedere lo spazio, ma si devono affidare al proprio intuito. Inoltre le opere che si mostrano sono tutte di piccolo formato, anche se in esposizione sembrano grandi. Il percorso di Fiorenzo Zaffina inizia con il rompere muri di luoghi all’aperto ed al chiuso, questo perché Zaffina cercava di scavare nella memoria, nella stratificazione dei ricordi di tali muri, come fosse una maieutica artistica delle architetture. Parte del muro distrutto era spesso colorata. Poi ha cominciato a lavorare con il cemento cellulare creando delle spaccature sulla superficie, ad esempio nella mostra dal nome <em>Monolito</em>, ad Operaunica a Roma nel 2011 &#8211; qui il colore utilizzato era il rosso –. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="704" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2021/02/foto-comunicato3-1024x704.jpg" alt="arte contemporanea digitale" class="wp-image-192784" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2021/02/foto-comunicato3-1024x704.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2021/02/foto-comunicato3-600x413.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2021/02/foto-comunicato3-768x528.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2021/02/foto-comunicato3-1536x1056.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2021/02/foto-comunicato3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Fiorenzo Zaffina, installation view</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Al finissage si è svolta anche una performance: l’artista ha distrutto la scultura riducendola in vari blocchi. Zaffina ha scolpito anche il marmo, sempre rompendolo in parte, come nell’opera <em>Monolito Sardo</em>, che ora si trova permanentemente al porto de La Maddalena, realizzata in seguito alla vittoria della Biennale Arte e Natura de La Maddalena nel 2015: il colore che ha qui utilizzato è l’azzurro che richiama il mare e le onde. Infine ha incontrato il plexiglass, materiale di cui si serve attualmente e che ha usato anche in questa mostra. All’inizio si è cimentato con lastre di plexiglass, poi ha capito che per la sua poetica aveva bisogno di blocchi del materiale, che incide con dischi di diamante. Il diamante lascia una satinatura tale che, alla luce, la spaccatura sembra colorata di bianco e a volte espone l’opera così, senza interventi cromatici. Quando agisce, invece, con i colori &#8211; il suo preferito è il rosso, ma ama anche l’azzurro – essi sono fluorescenti e brillanti. La ricerca alla base dell’utilizzo del plexiglass è improntata sulla sua trasparenza che crea un vuoto in cui Zaffina può lasciare un segno che risulta inserirsi nella sala espositiva a partire da quel vuoto, da quell’assenza. Il suo segno è visibile da ogni prospettiva: laterale, dal basso, dall’alto, dall’interno, creando una molteplicità di fruizioni che rimangono legate alla sua personale tecnica. Alcune delle opere di piccolo formato presentate all’Apocryphalgallery sono state realizzate ad hoc, altre erano preesistenti. Dalla rottura dei muri, fino all’utilizzo del plexiglass, il percorso di Fiorenzo Zaffina si è sempre distinto per la sua originalità. Dal testo critico di <a href="https://insideart.eu/2014/12/17/giorgio-de-chirico-gioco-e-gioia-della-neometafisica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lorenzo Canova</a>: &#8220;Nei suoi Scavi Zaffina utilizza infatti il materiale plastico entrando nel corpo della sua solidità e sublimandone la materialità spostandola verso una dimensione metaforica di trasparenza e di accensione cromatica, in sculture dove i blocchi solidi di plexiglass vengono scavati, incisi e talvolta dipinti, tracciando ondate gelide di bianchi o paesaggi fiammeggianti di rossi, di arancioni e di gialli, dove il passaggio della luce elettrica attraverso la materia traslucida prende possesso dell’ambiente e lo domina nella pulsazione cromatica di una nuova vibrazione dinamica&#8221;.<br>Dall&#8217;8 febbraio alle 19 su Instagram <a href="http://@apocryphalgallery" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@apocryphalgallery</a> </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fou Resta</title>
		<link>https://insideart.eu/2020/11/03/fou-resta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2020 12:14:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calendart]]></category>
		<category><![CDATA[apocrypal gallery]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[federico aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[La personale di Federico Aprile nella Instagram gallery ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/11/foto-com.1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-191320" title="foto-com.1" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/11/foto-com.1-600x434.jpg" alt="" width="600" height="434" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/11/foto-com.1-600x434.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/11/foto-com.1-1200x869.jpg 1200w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/11/foto-com.1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fou Resta</em> è la tredicesima mostra personale organizzata da <strong>Apocryphal Gallery</strong>. I lavori dell’artista <strong>Federico Aprile</strong>, eseguiti quest’autunno 2020, saranno visibili fino al 16 novembre 2020 solo su Instagram nel profilo: @apocryphalgallery della galleria. <span style="font-weight: 300;">Solitamente gli artisti per realizzare una mostra si confrontano con lo spazio e per familiarizzare con esso, entrano, camminano, gli girano intorno, si rapportano, spostano lo sguardo, alzano e abbassano gli occhi, cercano un suggerimento e attendono con pazienza che lo stesso luogo gli doni la giusta ispirazione dei formati e dei contenuti. </span><span style="font-weight: 300;">Ecco allora che l’artista è convocato a misurarsi in una dimensione diversa, mettersi in gioco in uno spazio fuori dal comune, &#8221;falso&#8221;, ad interrogarsi e ri-progettarsi in una galleria inusuale, fuori da ogni canone di spazio espositivo. L’artista, certamente, e ne sono consapevole, deve decisamente cambiare il ragionamento e pensare al piccolo formato in una nuova dimensione. Invito dunque ad una nuova scommessa, e chi sa se forse porterà a nuovi stimoli e a risultati inaspettati. </span><span style="font-weight: 300;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Elettra Galeotti ci introduce nella ricerca e nella poetica di Federico Aprile, così scrive: &#8221;<em>Fou resta</em> è una foresta di impressioni, di memorie, di ciò che è passato e di qualcosa che rimane ma continua a mutare. È un’azione folle – fou in francese – e violenta, attraverso la quale si manifesta la natura in forme e colori verosimili, scatenata e impressa nella mente, come ricordo che si concretizza nell’immagine di un crimine. <span style="font-weight: 300;">La dualità gioca qui un ruolo fondamentale: la rappresentazione in bianco e nero è la memoria, il colore è la sua manifestazione in movimento. Da una parte vediamo il negativo, la scena del crimine, che si fa astratta e lontana, non più violenta. Dall’altra parte la spinta vitale in itinere, l’onda che si infrange, i lampi che danzano, le foglie che tremano&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;ARTISTA</strong><br />
<span style="font-weight: 300;">Federico Aprile. 1989, Reggio Emilia. </span><span style="font-weight: 300;">Nasce a Suzzara. </span><span style="font-weight: 300;">Nel 2015 consegue la specialistica in pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna e nel 2018 lavora come assistente alla Cattedra di Pittura del prof. Rinaldo Novali all’Accademia di Belle Arti di Bologna. </span><span style="font-weight: 300;">Nel 2015 è vincitore di Codice Italia Academy concorso promosso da Vincenzo Trione alla Biennale di Venezia 2015 e nel 2016 è finalista nella sezione Pittura al Premio Laguna 2016. </span><span style="font-weight: 300;">Durante il 2016 vive a Londra, esperienza che gli permette di entrare in contatto con importanti scene artistiche tra cui gli studi di Arebyte, in cui produce buona parte delle opere presentate nella mostra personale <em>A first for all</em> nella Galleria Ramo di Como nel 2018.</span><span style="font-weight: 300;"> </span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Natalie Krim, piacere solitario</title>
		<link>https://insideart.eu/2020/04/14/natalie-krim-piacere-solitario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Santoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2020 15:46:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calendart]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[autoerotismo]]></category>
		<category><![CDATA[disegni]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[influencer]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[masturbazione]]></category>
		<category><![CDATA[natalie krim]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=188288</guid>

					<description><![CDATA[L'artista che con le sue opere e i suoi gesti indaga la sessualità interiore e introspettiva al femminile, ma non solo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-11-alle-12.41.50.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-188298" title="Natalie Krim" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-11-alle-12.41.50.png" alt="" width="532" height="391" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Autoerotismo, non importa se femminile o maschile. Endorfina, naturale antidolorifico, interno e autoprodotto. Risorsa per far sì che la sessualità si esprima, perché ce n’è bisogno, anche quando bisogna evitare i contatti con le altre persone e rimanere a casa. Le illustrazioni di <strong>Natalie Krim</strong>, giovane artista australiana con base a Los Angeles, hanno come soggetto giovani donne in lingerie, che potrebbero essere considerate da un primo sguardo superficiale, frivole icone di piacere e di seduzione. In realtà sono molto più, e non c’entrano questioni di emancipazione femminile (almeno non solamente). Il messaggio è universalmente declinabile ed è una risposta alla situazione che stiamo vivendo, anche se artisti e creativi sembrano trascurarlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;">Che fine ha fatto la dimensione erotica nelle opere d’arte durante la pandemia? Per gli antichi l’uomo è per natura alla ricerca di quello che il linguaggio psicoanalitico freudiano indica con pulsione vitale, e che Jung descrive come energia psichica, che costituisce una vera e propria spinta vitale che non si limita solo all’ambito sessuale. In una parola: l’eros, a cui nessuno sfugge, e che gli antichi descrivevano come una forza implacabile dominante, che vive nelle menti umane, ma anche negli animali e nelle piante, potenza cosmica originaria. Questo principio che muove verso qualcos’altro, scorrendo dentro il tutto, era simboleggiato nella religione dal dio Eros, che aveva tra i tanti epiteti &#8221;pandemio&#8221;. Ironia amara, dato che il fenomeno che stiamo vivendo ha lessicalmente in comune l’etimo con la potenza-divinità «che appartiene a tutti» (πανδήμιος, comp. di «παν-» pan, e «δῆμος-»), la più potente spinta vitale.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Al di là di questa curiosa (e beffarda) parentesi di etimologia, c’è da riflettere. Mentre si vive nelle quattro mura domestiche, ci si sente spaesati, demotivati e impotenti. Ci siamo ossigenati di dispositivi online, di desiderio e di aspettativa, di speranza e di strazio, in una condizione di totale degenerazione sensoriale. Gli artisti stanno documentando in tempo reale l’emergenza da Coronavirus, ma nell’ampio spazio che l’arte si è ritagliata per infondere coraggio a una società ormai sfiancata, tra opere modificate con guanti e mascherine, e nuove iniziative lanciate, il motivo erotico sembra essere temporaneamente deposto, indice di un fortissimo senso di smarrimento e impotenza. Eppure sarebbe indicato condividere immagini che possano ridare nuova linfa e sani stimoli, estri e incentivi conformi alle norme. Se le imperanti nozioni di &#8221;isolamento&#8221; e &#8221;introspezione&#8221; hanno assuefatto la nostra percezione, perché allora non raccontare del &#8221;piacere solitario&#8221;?</p>
<p style="text-align: justify;">L’autoerotismo esiste e secondo gli esperti è la pratica consigliata in questo momento, e non solo per il piacere fisico che ne scaturisce. Natalie Krim, artista australiana, ha scelto di raccontare i suoi intimi viaggi dell’animo attraverso illustrazioni erotiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;">Personaggi dell’inconscio, ragazze desiderose, volitive e sfrenate, ma anche sensibili, vulnerabili e innocenti. La masturbazione metafora di ricerche introspettive. Tutto questo è il mondo creativo (e non solo) di Natalie Krim. Artista giovanissima, Natalie Krim è sexy e fa cose sexy. Fanatica indossatrice di lingerie, con un passato costellato da esperienze profondamente traumatiche e disturbo da dismorfismo corporeo, l’artista lavora continuamente sul proprio <em>state of mind</em>, modulando la sua forte sensibilità emotiva. Il suo studio è a Los Angeles, dove vive dal 2015 dopo essersi trasferita da New York. Ha circa 40mila follower su Instagram, dove si alternano foto delle sue opere, selfie e scatti della sua quotidianità, mentre mangia una banana o dipinge in biancheria. Ha anche posato in lingerie perché è una vera esperta in merito, dato che la colleziona e la studia da quando aveva 15 anni.</span></p>
<p style="text-align: justify;">I soggetti delle sue opere sono sempre ragazze, molto frequentemente rappresentate in solitudine mentre si masturbano. Si tratta di disegni e illustrazioni su pagine di giornale vintage che vanno dal 1800 ai primissimi anni del 1900, comprati dall’artista in negozi di antiquariato o al mercato delle pulci. Se a prima vista potrebbero sembrare semplici schizzi su un diario segreto, in realtà si tratta di qualcosa di incredibilmente privato frutto dell’esigenza introspettiva dell’artista. I soggetti di natura altamente erotica sono ragazze, alter-ego di Natalie Krim, ma accennano a sfumature più cupe, risultato dell’espressione del suo mondo interno. E la chiave di accesso è la rappresentazione erotica, il sesso è infatti il trucco con cui l’osservatore è attirato e, incuriosito, una volta dentro, percepisce ciò che è alla base della poetica dell’artista.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;">Osservando queste rappresentazioni eteree e oniriche del piacere femminile, sembra di entrare nel mondo segreto di qualcuno, in un luogo dove i desideri possono realizzarsi, ma confezionati nella dolcezza della fantasia di una giovane donna, con scene giocose dalle tinte chiare color pastello. Le espressioni tristi e le lacrime sono lenite e stemperate con disegni di piccoli fiori ed elementi vegetali e naturali. Le ragazze indossano raffinata biancheria vintage, a volte bombette e cappellini anni ‘20, tra le piante, spesso in posizione raccolta, o rannicchiate. Attraverso queste sensuali e innocenti pin-up Natalie si autorappresenta, e quando ne disegna più di una nella stessa composizione si tratta sempre di se stessa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;">Attraverso la metafora della masturbazione, l’intenzione di Natalie Krim è di promuovere semplicità, purezza e coraggio nell’affrontare il proprio subconscio intimo ed erotico, frutto della profonda dimensione introspettiva da cui provengono. Lo sguardo dell’artista è quindi sempre focalizzato su incoraggiare la coscienza nell’osservazione e nell’analisi della propria interiorità, rappresentata da pensieri, sentimenti, desideri, stimoli prodotti del pensiero stesso, come pure il senso dell’identità di una persona. Osservando le opere “da vicino” è chiaro che la carica erotica superficiale è il mezzo, un &#8221;gioco visivo&#8221; per portare lo spettatore a una dimensione più ampia: incitano alla fiducia, al risveglio delle pulsioni vitali e giungere a patti con se stesso e la propria storia e con il suo rapporto con il mondo, un senso di accettazione delle nostre paure, desideri, delle lotte e trionfi, incoraggiando l’espressione personale anche nei periodi più cupi, guardando avanti al futuro.</span></p>
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</p>
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		<title>Hay que caminar</title>
		<link>https://insideart.eu/2020/03/25/hay-que-caminar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2020 09:55:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calendart]]></category>
		<category><![CDATA[ak2deru]]></category>
		<category><![CDATA[Apocryphal Gallery]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Mario Nalli]]></category>
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					<description><![CDATA[Ak2deru porta alla Apocryphal Gallery la sua mostra dedicata al tema del viaggio. L'opening su Instagram il 26 marzo alle 19 ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/03/Ak2deru_hayquecaminar_ApocryphalGallery_6IMG_0375lowris.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-187976" title="Ak2deru, hay que caminar... Apocryphal Gallery" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/03/Ak2deru_hayquecaminar_ApocryphalGallery_6IMG_0375lowris-600x336.jpg" alt="" width="600" height="336" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/03/Ak2deru_hayquecaminar_ApocryphalGallery_6IMG_0375lowris-600x336.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/03/Ak2deru_hayquecaminar_ApocryphalGallery_6IMG_0375lowris-1200x672.jpg 1200w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/03/Ak2deru_hayquecaminar_ApocryphalGallery_6IMG_0375lowris-400x225.jpg 400w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/03/Ak2deru_hayquecaminar_ApocryphalGallery_6IMG_0375lowris.jpg 1650w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Viaggio come movimento perpetuo, come estensione della mente, come rigogliosa fantasia, come intessere passioni. Viaggio come ritrovamento di una meta, come perdizione nel non conosciuto, come approdo, come non ritrovarsi più. Tante altre sono le declinazioni del viaggio che molti artisti hanno indagato anche se rinchiusi dentro quattro pareti. Il viaggio non vuol dire solo spostamento corporale, ma anche spostamento immaginifico. Ed ogni volta che si parte o si raggiunge una meta, reale o illusoria che sia, si fa un’obliterazione di un biglietto, reale o immaginifico. È la continua obliterazione che ci permette di dare un tempo al viaggio, di cadenzare vittorie o sconfitte, spostamenti o persistenze. Il tempo però si può dilatare o restringere a seconda di come lo viviamo, perciò tutto diventa relativo e attraversa la transitorietà di qualsiasi luogo, di qualsiasi esperienza, di qualsiasi idea, di qualsiasi parto figurato. Nella mostra di Ak2deru<em> Hay que caminar</em> nell’Apocryphal Gallery, ideata da Mario Nalli, che si inaugura in questa occasione su <strong>Instagram il 26 marzo 2020 alle ore 19</strong>, con la cura di Mario Nalli, in collaborazione con Claudia Quintieri, e il testo critico di Ruggero Barberi, l’obliterazione è essenziale e reiterata. Nella mostra si parla di viaggio nelle sue diverse sfumature ed è come se l’artista attraverso i suoi diversi inchiostri sovrascritti su carte sagomate e stampate, trovasse ogni volta il modo di fermare quell’attimo, di renderlo eterno e leggibile, oppure oscuro e transitorio. Il progetto è nato circa due anni fa, ma solo adesso si sta sviluppando per trovare una completezza andando avanti con il tempo. Alla fine i lavori saranno circa 200, mentre in questa mostra ne verranno esposti una trentina. Oltre al singolo pezzo l’artista ha pensato di creare più composizioni modulari, dove il modulo è essenziale per l’idea dell’esposizione: verranno realizzate composizioni orizzontali, verticali e quadrate. In questo progetto Ak2deru porta avanti la ricerca monosemica che prosegue da oltre dieci anni. La reiterazione dello stesso segno, che lo caratterizza, deriva da una coscienza artistica che si rivela con il monosema, dal greco &#8221;monos&#8221;, ovvero uno, e &#8221;sema&#8221;, ovvero segno unico. Due sono i binari opposti del processo creativo: la costante unica del segno e la sua variazione perpetua con mutazioni continue che riguardano anche i materiali, i supporti, le tecniche e approcci diversi per ogni serie. Saranno poi realizzati multipli d’artista in serie limitata e stampati, riprodotti in formati differenti. Infine la mostra si arricchirà anche di tele applicate su tavola con acrilici e medium, gel e liquidi, appartenenti a cicli pittorici precedenti, realizzati fra il 2016 il 2018. L’artista è poi un compositore musicale e le sue variazioni pittoriche possono richiamare le variazioni musicali di ritmi, suoni, polifonie. In questo periodo di pandemia globale, per sostenere l’arte e la vita, si presenta al pubblico la nuova galleria Apocryphal Gallery che sarà visibile solo su Instagram. Con il riferimento della galleria all’aggettivo apocrifo si intende dire che essa è &#8221;falsa&#8221; in una direzione ben precisa, perché essa è fruibile solo su Instagram. Essa è &#8221;falsa&#8221; perché non ha più i canoni usuali di spazi effettivi, mentre è reale perché accoglie opere vere. Essa è composta da moduli componibili a seconda delle esigenze. In essa si svolge un incontro ideale con il luogo, ciò porta ad una relazione ideale con lo spazio che le opere vanno ad abitare. Tutto ciò è illusorio e surreale ma anche persistentemente vero. I lavori degli artisti sono di piccole dimensioni, ma non se ne rivelano le dimensioni effettive portando ad una sorta di smarrimento. La galleria accoglie lo spettatore secondo nuove prospettive proprie della virtualità che la caratterizza e che porta ad esperirla con nuovi mezzi tecnologici dando nuovi punti di vista rispetto al luogo abitato dalle opere.</p>
<p>Fino 10 aprile 2020 Apocryphalgallery Instagram</p>
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</p>
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