Il vino che nasce da un’opera d’arte: a Ostuni una vigna disegna il Terzo Paradiso di Pistoletto

A Villa Agreste, in Puglia, un vigneto riproduce il simbolo ideato dall’artista. Il vino prodotto contribuirà a finanziare residenze artistiche e nuovi progetti culturali

Non avevo mai camminato in un vigneto circolare, e neanche in un vigneto che prende la forma di una nota opera d’arte. Siamo in Puglia, circondati da un mare di ulivi, all’interno dell’azienda agricola di Villa Agreste guidata da Enzo Iaia, produttore che ha legato l’identità dell’azienda alla ricerca e alla coltivazione di vitigni rarissimi e che, per celebrare il traguardo storico dell’attività, ha inaugurato un vigneto piantato seguendo la forma esatta del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, che ha accolto e avallato il progetto.

Ci sono voluti quattro anni di lavoro per completare la tracciatura del terreno, la mappatura satellitare e la crescita delle viti. Il risultato è un’opera viva: camminare lungo la geometria del vigneto significa percorrere il suo simbolo, rendendolo indubbiamente un’esperienza. nIl perché della scelta di questo segno è semplice. Ilaria Oliva, curatrice dell’iniziativa, sostiene che l’analogia con Il terzo paradiso e il lavoro agricolo che viene svolto sul posto sia immediata. Il primo Paradiso, infatti, per Pistoletto, rappresenta la connessione con la natura, il secondo con l’applicazione dell’intelligenza umana su di essa e la genesi del terzo dalla convivenza dei primi due.


photo Angela Catamerò

“Il Terzo Paradiso è il grande mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità nella visione globale. Il termine paradiso deriva dall’antica lingua persiana e significa ‘giardino protetto’. Noi siamo i giardinieri che devono proteggere questo pianeta e curare la società umana che lo abita.” (Michelangelo Pistoletto)

L’installazione non si ferma qui, infatti, dall’uva prodotta nell’istallazione nascerà una produzione vinicola speciale, ideata come vero e proprio motore economico per la cultura: i ricavi della vendita delle bottiglie andranno infatti a finanziare future residenze artistiche e progetti culturali site-specific. Non sono un esperto di vino, ma sicuramente sarà un prodotto fuori dal comune.