Se avete passato anche solo qualche minuto su TikTok o Instagram negli ultimi mesi, probabilmente vi sarete imbattuti in un motivetto destinato a rimanere impresso: “I wanna be the next Zaha Hadid”. Dietro quell’audio diventato virale c’è Lady Architect Ivanna, alias Ivanna Papushenko, conosciuta online come Fräulein Architektin, una creator e architetta che è riuscita a trasformare il mondo dell’architettura in un fenomeno pop, portandolo fuori dai confini tradizionali della disciplina e rendendolo accessibile a un pubblico molto più ampio.
Il suo stile è immediatamente riconoscibile: video ironici, riferimenti alla vita quotidiana degli studenti di architettura, racconti della professione, estetica curata e una forte capacità di giocare con i codici della cultura digitale. Il tormentone “I wanna be the next Zaha Hadid” funziona proprio perché unisce aspirazione, ironia e memoria collettiva: cita Zaha Hadid, una delle figure più rivoluzionarie dell’architettura contemporanea, ma strizza anche l’occhio all’immaginario pop legato al cognome Hadid, inevitabilmente associato anche alle modelle Gigi Hadid e Bella Hadid.
Questa sovrapposizione tra architettura, moda e cultura pop rende la frase immediatamente comprensibile anche a chi non appartiene al settore. Il riferimento a Zaha Hadid non rimane quindi confinato agli addetti ai lavori, ma diventa un elemento di riconoscibilità globale, quasi un marchio narrativo.


Rendere l’architettura un linguaggio pop
Uno degli aspetti più interessanti del fenomeno Fräulein Architektin è proprio il modo in cui riesce a raccontare una disciplina spesso percepita come complessa o distante. L’architettura, infatti, raramente entra nei linguaggi dell’intrattenimento quotidiano con la stessa facilità di moda, musica o beauty. Attraverso TikTok e Instagram, Lady Architect Ivanna riesce invece a trasformare concetti tecnici, dinamiche professionali e aspirazioni creative in contenuti brevi, divertenti e condivisibili. Il suo lavoro dimostra come i social possano diventare strumenti di divulgazione culturale: non si tratta soltanto di mostrare edifici o progetti, ma di raccontare la vita, le ambizioni e l’identità di chi fa architettura. L’obiettivo sembra essere quello di avvicinare un pubblico più vasto a un mondo spesso percepito come elitario, usando un linguaggio contemporaneo e immediato.
Dietro al personaggio social c’è anche un progetto più strutturato. Fräulein Architektin è una piattaforma e un’iniziativa fondata da Lady Architect Ivanna, progettista di edifici, che propone mentoring per studenti di architettura e per le donne che lavorano nel settore delle costruzioni, offrendo consigli, aggiornamenti, progetti e strumenti per la crescita professionale oltre a raccontare la vita sui cantieri. La viralità diventa quindi un punto di partenza per costruire una community: il pubblico che arriva attraverso il trend viene accompagnato verso contenuti più approfonditi legati alla formazione e alla professione. Il suo successo nasce dalla capacità di mescolare professione, cultura visiva e intrattenimento. Nei suoi contenuti racconta la vita degli studenti di architettura, il lavoro negli studi, le difficoltà del percorso professionale, ma anche la passione per il progetto e il design. Il risultato è un racconto dell’architettura meno accademico e più vicino alla vita reale di chi la studia e la pratica.


Il marketing del tormentone: quando un audio diventa un’identità
Il successo di “I wanna be the next Zaha Hadid” mette in evidenza anche una precisa intuizione dal punto di vista del marketing digitale. Un motivetto breve, semplice e facilmente riproducibile diventa un elemento di riconoscimento immediato: non è soltanto una frase, ma un vero e proprio segno distintivo del brand personale della creator. Come accade con molti fenomeni nati sui social, la forza sta nella possibilità di essere replicato, reinterpretato e trasformato in oggetti o immagini. Il tormentone non rimane confinato al video, ma può diventare un elemento visivo e commerciale: la creator ha infatti giocato anche sulla possibilità di trasformarlo in prodotti e merchandising, come cappellini e altri oggetti progettati e visualizzati attraverso render condivisi sui suoi profili social.
È un esempio di come oggi un contenuto virale possa evolversi in un’identità di marca: una frase diventa un logo mentale, un’estetica riconoscibile e potenzialmente una linea di prodotti. Un meccanismo tipico del fashion e del lifestyle che viene applicato, in questo caso, al mondo dell’architettura. Il fenomeno Fräulein Architektin racconta quindi un cambiamento più ampio: l’architettura non deve più essere comunicata soltanto attraverso riviste specializzate, mostre o pubblicazioni accademiche, ma può trovare nuovi linguaggi attraverso cui dialogare con milioni di persone.
Se il sogno di diventare “la prossima Zaha Hadid” resta un’ambizione enorme, il successo del trend dimostra che oggi anche una professione tecnica e complessa può diventare cultura pop. E forse il vero risultato della creator è proprio quello di invogliare un pubblico nuovo a scoprire l’architettura, partendo da un semplice motivetto che tutti possono canticchiare.


