Videocittà 2026
Gazometro
Opening: 10 luglio 2026
Dal 10 al 12 luglio il Gazometro di Roma torna a essere il cuore della sperimentazione artistica e tecnologica con la nona edizione di Videocittà, il Festival della Visione e della Cultura Digitale ideato da Francesco Rutelli, con la direzione artistica di Anna Lea Antolini e la direzione creativa di Michele Lotti. Dopo aver esplorato negli anni temi come la Luna, la Terra, la Galassia e il Sole, il festival sceglie per il 2026 l’acqua come filo conduttore di un programma che intreccia arte, scienza, sostenibilità e innovazione. L’edizione, intitolata Videocittà Watercult 2026, propone un percorso in cui l’acqua è interpretata come origine della vita, risorsa indispensabile e metafora delle grandi trasformazioni contemporanee. Installazioni luminose, esperienze immersive, realtà virtuale, videoarte, live audiovisivi, performance e incontri invitano il pubblico a riflettere sul valore ecologico, politico e culturale di un elemento che attraversa culture, paesaggi e immaginari.



Tra gli ospiti di punta figura il compositore e producer tedesco Apparat, protagonista di una doppia partecipazione. La sua celebre Black Water viene reinterpretata per l’installazione immersiva In Lympha, prodotta da Eni insieme a Videocittà e ospitata nell’Opificio 41, mentre sabato 11 luglio l’artista sarà sul Main Stage con uno speciale DJ set pensato appositamente per il festival, tra elettronica, ambient e sperimentazione sonora. Sempre dedicata all’acqua è UNDA, la nuova installazione luminosa site-specific che trasforma il Gazometro G4 in un grande faro urbano. Attraverso laser e giochi di luce ispirati al moto perpetuo delle onde, l’opera rende uno dei simboli dell’archeologia industriale romana un organismo luminoso in continua trasformazione, visibile dall’esterno dell’area del festival. L’acqua è protagonista anche dell’installazione Water: always the same, always different, che unisce le immagini di Giuseppe La Spada, le sonorità di Francesca Heart e la performance della danzatrice brasiliana Amanda Lana. A questa si aggiunge la prima italiana di Nature’s Computility dell’artista cinese Cao Yuxi, una cascata digitale che, attraverso algoritmi e visualizzazioni ad alta definizione, traduce il flusso della natura in esperienza immersiva.



Grande spazio è riservato anche alla musica audiovisiva. Sul Main Stage si alterneranno, tra gli altri, Sara Persico e Mika Oki, Mace, Nziria, Populous, Apparat, Donato Dozzy e Neel con il progetto Voices From The Lake e il collettivo Liminal State, protagonista della nuova performance FREEFALL, dedicata al tema della caduta libera come metafora di libertà e trasformazione. La realtà virtuale conferma il proprio ruolo centrale all’interno della manifestazione. Debutta In Pinus, esperienza immersiva dedicata al pino domestico italiano realizzata nell’ambito del progetto europeo CO-VISION, mentre il pubblico potrà esplorare una selezione di opere internazionali dedicate all’acqua e agli ecosistemi marini, insieme al documentario VR Sweet End of the World!, presentato in collaborazione con Rai Cinema.
La sezione dedicata alla videoarte, curata da Damiana Leoni e Rä di Martino, riunisce alcuni tra i principali protagonisti della scena artistica internazionale. Tra gli artisti presenti figurano Shahzia Sikander, il collettivo FLATFORM, Cecilia Bengolea, Monira Al Qadiri e Adrian Paci, le cui opere affrontano il rapporto tra acqua, migrazioni, ambiente, memoria e trasformazioni geopolitiche. Accanto alle installazioni artistiche trovano spazio progetti che mettono in dialogo ricerca scientifica e creatività. È il caso di OS Ocean Suite, realizzato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), che trasforma oltre settant’anni di dati climatici sul fenomeno El Niño in un paesaggio sonoro immersivo, rendendo percepibili attraverso la musica le dinamiche che regolano gli equilibri climatici del pianeta.

Come da tradizione, Videocittà dedica ampio spazio al confronto interdisciplinare. Il ciclo di incontri AQUA, ideato da Francesco Rutelli, affronta i temi della gestione delle risorse idriche, della storia delle infrastrutture romane e della geopolitica dei mari, mentre gli Aqua Talk, coordinati da Simone Arcagni, mettono in dialogo artisti, creator, studiosi e protagonisti della cultura digitale. Tra le novità del 2026 si segnala inoltre il rafforzamento di Agorà, il programma professionale dedicato alle industrie creative e alle tecnologie immersive, che riunirà operatori italiani e internazionali, festival, curatori e aziende per promuovere il Made in Italy creativo sui mercati globali. A completare il programma, la mostra diffusa “Riflessi”, terza edizione di Arte al Gazometro, esplora il tema dell’acqua come energia e dispositivo di trasformazione attraverso installazioni site-specific firmate da artisti italiani e internazionali. Con un programma che intreccia arte contemporanea, ricerca tecnologica, musica, sostenibilità e formazione, Videocittà Watercult 2026 conferma la vocazione del festival a trasformare il Gazometro in uno dei principali laboratori europei dedicati ai linguaggi del futuro, offrendo una riflessione corale sul rapporto tra uomo, ambiente e innovazione.


