L’hotel di Gaudí che avrebbe cambiato lo skyline di New York

Progettato nel 1908 ma mai realizzato, l'Hotel Attraction immaginato dall'artista sarebbe dovuto diventare il grattacielo più alto del mondo

Tra i progetti più affascinanti e meno conosciuti attribuiti ad Antoni Gaudí c’è l’Hotel Attraction, un gigantesco albergo pensato per Manhattan che, se fosse stato costruito, avrebbe modificato radicalmente lo skyline di New York. Ideato nel 1908 su commissione di due imprenditori americani rimasti anonimi, il progetto prevedeva un edificio alto circa 360 metri, un’altezza straordinaria per l’epoca che lo avrebbe reso il grattacielo più alto del mondo. Lontano dall’estetica dei primi skyscraper americani, l’Hotel Attraction reinterpretava il linguaggio organico del maestro catalano in chiave verticale. Una torre centrale dalla forma paraboloide, coronata da una grande stella, era affiancata da volumi destinati a musei, gallerie d’arte, sale da concerto, ristoranti e spazi per conferenze, trasformando l’edificio in una vera e propria città culturale oltre che in un albergo.

Il progetto, tuttavia, non superò mai la fase di studio. Le ragioni del suo abbandono restano in parte avvolte nell’incertezza: le dimensioni monumentali, gli elevati costi di costruzione e i numerosi impegni di Gaudí in Catalogna, dalla Sagrada Família a Casa Milà, resero l’impresa difficilmente realizzabile. Inoltre, gran parte della documentazione originale andò perduta, contribuendo ad alimentare dubbi sull’effettivo livello di sviluppo del progetto.

L’Hotel Attraction riemerse soltanto negli anni Cinquanta grazie ai racconti e agli schizzi diffusi dallo scultore Joan Matamala, collaboratore di Gaudí. Dopo l’attentato alle Torri Gemelle del 2001, alcuni architetti proposero perfino di recuperare il progetto come possibile punto di partenza per la ricostruzione di Ground Zero, contribuendo a rinnovarne il fascino nell’immaginario collettivo. L’Hotel Attraction rappresenta oggi una testimonianza della capacità visionaria di Gaudí. Un’architettura che anticipava temi come la commistione tra funzioni culturali e ricettive, la monumentalità organica e il dialogo tra natura e costruzione, confermando come alcune delle intuizioni dell’architetto catalano continuino a parlare anche al presente.

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