Ad Art Basel Bianca Censori è la protagonista del video di Vanessa Beecroft

Dietro l’ennesima apparizione destinata a far discutere si intravede una precisa genealogia artistica: quella che lega l’immaginario di Ye alla ricerca dell'artista


La presenza di Bianca Censori e Kanye West ad Art Basel, in programma a Basilea dal 18 al 21 giugno, non è passata inosservata. Ma dietro l’ennesima apparizione destinata a far discutere si intravede una precisa genealogia artistica: quella che lega l’immaginario di Ye alla ricerca di Vanessa Beecroft, tra corpo, performance e costruzione dell’immagine. Perché Kanye West e Bianca Censori sono ad Art Basel? Da anni la coppia utilizza lo spazio pubblico come un dispositivo performativo, trasformando ogni apparizione in un evento visivo che mescola moda, arte contemporanea e cultura pop. La risposta si trovava poco distante, all’interno di uno spazio semibuio che ospitava Untitled (Izanami) (2025), il nuovo lavoro video di Vanessa Beecroft. L’artista italiana, tra le figure più influenti della performance contemporanea, ha presentato un’opera della durata di 32 minuti e 32 secondi che vede proprio Bianca Censori come protagonista.

L’allestimento è essenziale e teatrale al tempo stesso. Un ambiente quasi completamente oscuro, chiuso da pesanti tende nere che isolano il visitatore dal rumore della fiera. Alcuni busti disseminati nello spazio e un lettino ospedaliero al centro della sala contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa, tra rituale e installazione. Durante la proiezione una performer rimane immobile per tutta la durata dell’opera, trasformandosi in uno schermo vivente sul quale le immagini si deformano e si ricompongono. È proprio da questa sovrapposizione tra corpo reale e immagine proiettata che emerge la figura di Bianca Censori. La donna che negli ultimi anni è stata raccontata quasi esclusivamente attraverso le sue apparizioni pubbliche accanto a Ye assume qui un ruolo differente. Non più oggetto dello sguardo mediatico ma presenza performativa, parte integrante di una ricerca artistica che indaga il corpo, la vulnerabilità e la costruzione dell’identità.

Il titolo dell’opera richiama Izanami, divinità femminile della mitologia giapponese associata alla creazione e alla morte. Un riferimento che rafforza la dimensione simbolica del lavoro e che si inserisce perfettamente nel linguaggio sviluppato da Vanessa Beecroft nel corso della sua carriera. Fin dagli anni Novanta l’artista ha utilizzato gruppi di donne, corpi immobili e tableaux vivants per interrogare le dinamiche dello sguardo, il desiderio e i meccanismi della rappresentazione. La collaborazione tra Beecroft e Ye non è nuova. I due lavorano insieme da oltre quindici anni e l’artista italiana ha contribuito a definire alcuni degli aspetti più riconoscibili dell’estetica dell’universo Yeezy. In questo nuovo progetto, tuttavia, l’attenzione sembra spostarsi su Bianca Censori, che compie un ulteriore passo verso una dimensione autoriale e performativa.

La sua presenza ad Art Basel assume quindi un significato diverso rispetto a quello attribuitole dai media. Non si tratta della visita di una celebrity alla più importante fiera d’arte contemporanea del mondo, ma della partecipazione a un progetto esposto in uno dei contesti più prestigiosi del sistema artistico internazionale. Una distinzione tutt’altro che secondaria, che suggerisce come Censori stia cercando di costruire una propria identità all’interno del mondo dell’arte, oltre l’immagine pubblica che l’ha resa celebre. Con Untitled (Izanami), Vanessa Beecroft conferma la sua capacità di intercettare e reinterpretare le figure che dominano l’immaginario contemporaneo. E Bianca Censori, da presenza costante nelle cronache di costume, entra per la prima volta in modo esplicito nel territorio della performance artistica.