Locus Solus, all’Istituto Svizzero il futuro costruito nella pietra

Il 26 giugno Villa Maraini ospita l’evento conclusivo delle residenze, ispirandosi all'universo visionario di Raymond Roussel e curata da Lorenzo Benedetti

Locus Solus
Opening: 26 giugno ore 18:00
Istituto Svizzero

L’Istituto Svizzero di Roma conclude il ciclo di residenze Roma Calling 2025/2026 con Locus Solus. Anche le statue ricordano il futuro, evento collettivo in programma il 26 giugno negli spazi di Villa Maraini. Curato da Lorenzo Benedetti, il progetto riunisce gli interventi degli artisti e dei ricercatori residenti in un percorso che attraversa il giardino e gli ambienti dell’istituto, trasformandoli in un paesaggio di presenze, immagini e memorie in continua riattivazione. Il titolo prende ispirazione dall’omonimo romanzo di Raymond Roussel, capolavoro della letteratura del Novecento in cui un giardino si trasforma in uno spazio popolato da apparizioni, automi e figure sospese nel tempo. Da questa suggestione nasce una riflessione sul rapporto tra passato e futuro, tra memoria e immaginazione, che costituisce il filo conduttore dell’intero progetto espositivo.

Al centro della mostra emerge la figura della statua, intesa non come semplice reperto immobile ma come dispositivo di trasformazione. Corpo silenzioso e insieme macchina simbolica, la statua diventa metafora di un tempo stratificato, capace di custodire il passato e di anticipare forme ancora da venire. Le opere presentate abitano così una soglia instabile tra ciò che è stato e ciò che deve ancora apparire, attivando un dialogo continuo tra documenti storici, immagini, corpi, suoni e racconti. Il progetto coinvolge i fellow della residenza 2025/2026 provenienti da ambiti differenti – arti visive, performance, archeologia, storia dell’arte, architettura, letteratura, storia e studi sull’antichità – confermando la vocazione interdisciplinare che da sempre caratterizza il programma Roma Calling. Le diverse ricerche si intrecciano dando vita a un ambiente espositivo in cui discipline artistiche e scientifiche convivono e si contaminano reciprocamente.

Più che una mostra tradizionale, Locus Solus si presenta come una costellazione di tempi e luoghi sovrapposti, un territorio temporaneo in cui le opere si manifestano come presenze stratificate e mutevoli. In questa prospettiva, Villa Maraini diventa un laboratorio di immaginazione critica dove il passato non è un archivio chiuso, ma una materia viva attraverso cui ripensare il futuro. A chiudere la serata sarà il DJ set di Sandra Mason, che prolungherà il dialogo tra arti, ricerca e sperimentazione oltre il percorso espositivo. L’ingresso all’evento è gratuito su registrazione.

info: Istituto Svizzero