LAVINIA, Parte V: arte e musica celebrano la rinascita della Loggia dei Vini

Inaugura la quinta parte del progetto artistico per il restauro della Loggia dei Vin che trasforma lo storico ambiente in un tempio del contemporaneo

Roma

Dal 12 giugno al 20 settembre prende posto nel panorama culturale romano il quinto capitolo del progetto artistico LAVINIA, ospitato nella Loggia dei Vini di Villa Borghese, con l’opera e la performance site-specific dell’artista Saâdane Afif: Live in LAVINIA. Con questo progetto si celebra la restituzione alla città di uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti del patrimonio storico romano, dopo tre anni di intensi restauri.

Curato da Salvatore Lacagnina e realizzato da Ghella in collaborazione con Roma Capitale, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Zètema Progetto Cultura, LAVINIA nasce nel 2024 come un programma triennale capace di accompagnare il recupero della Loggia dei Vini attraverso linguaggi artistici diversi. Il progetto prende il nome da Lavinia Fontana, una tra le prime artiste donne ad entrare nella storia dell’arte, e si fonda sull’idea che il restauro non debba limitarsi alla conservazione materiale dei luoghi, ma possa diventare occasione di produzione culturale e di riflessione sul rapporto tra passato e presente.

La sede del progetto è la storica Loggia dei Vini, costruita tra il 1609 e il 1618 per volontà del cardinale Scipione Borghese e progettata da Flaminio Ponzio. Anticamente nota come Ninfeo di Villa Borghese, la struttura era destinata all’intrattenimento degli ospiti del cardinale. Rimasta chiusa per decenni e progressivamente dimenticata, la Loggia torna oggi accessibile nella sua interezza grazie a un articolato intervento di recupero che ne ha restituito l’identità architettonica e paesaggistica.

Saâdane Afif, figura di primo piano della scena artistica internazionale contemporanea, porta in questo progetto i concetti cardine della sua visione: collaborazione, autorialità e concezione dell’opera d’arte come processo creativo in costante evoluzione. L’artista trasforma la Loggia dei Vini in una sala prove aperta al pubblico, sala al cui interno vengono esplorate diverse forme espressive oltre alla performance, come la scultura, i manifesti, i testi. Al centro dell’intervento vi è comunque il dialogo tra parola e musica: dieci autori internazionali sono stati invitati a scrivere testi ispirati a Live, una delle opere più note dell’artista, mentre i musicisti Federico Bisozzi e Simone Alessandrini hanno il compito di tradurli in composizioni sonore. La Loggia dei Vini diventa un luogo di produzione culturale condivisa, capace di accogliere artisti e visitatori all’interno dello stesso processo creativo, di creare stupore e stimoli diversi nel visitatore.

Come da tradizione, anche in questa quinta edizione l’inaugurazione è accompagnata da un gusto di gelato appositamente ideato. Il quinto gusto LAVINIA è dedicato all’estate 2026 e combina pistacchio e lampone. Un dettaglio apparentemente giocoso che richiama però la storia stessa della Loggia, dove nel Seicento venivano serviti sorbetti e bevande agli ospiti di Scipione Borghese, creando un ponte simbolico tra memoria storica e sperimentazione contemporanea.

Con questa quinta tappa, LAVINIA conferma la propria natura di progetto unico nel panorama italiano: un laboratorio in cui restauro, arte contemporanea, partecipazione e valorizzazione del patrimonio storico dialogano costantemente. La riapertura della Loggia dei Vini rappresenta il compimento di un percorso lungo tre anni, ma anche l’inizio di una nuova fase in cui uno spazio a lungo dimenticato torna a essere vissuto e reinterpretato attraverso i linguaggi del presente. In una città spesso divisa tra tutela e innovazione, LAVINIA dimostra come il patrimonio storico possa diventare terreno fertile per nuove forme di produzione culturale, mantenendo vivo il dialogo tra memoria e contemporaneità.