In occasione dei Mondiali di calcio FIFA 2026, New York e il New Jersey accolgono non solo tifosi e partite, ma anche una diffusa manifestazione artistica che intreccia cultura visiva e sport. Si intitola Art of the Game il progetto che vede ventitré artisti internazionali reinterpretare il simbolo universale del calcio: il pallone. Le monumentali sculture saranno installate nei cinque distretti di New York e nel nord del New Jersey, trasformando piazze, parchi, snodi urbani e luoghi simbolo in un percorso espositivo diffuso. Tra i protagonisti dell’iniziativa figurano nomi di primo piano della scena contemporanea come Futura 2000, Katherine Bernhardt, Hank Willis Thomas, Eddie Martinez, Kevin Beasley, Bony Ramirez, Fred Wilson, Edgar Heap of Birds e Tomokazu Matsuyama. Gli artisti sono stati selezionati grazie al coinvolgimento di importanti istituzioni culturali, tra cui il Museum of Modern Art, il Metropolitan Museum of Art, il Whitney Museum of American Art, il Brooklyn Museum e El Museo del Barrio.

Ogni opera nasce dalla struttura geometrica classica di un pallone da calcio: trentadue pannelli in alluminio composito – dodici pentagoni e venti esagoni – assemblati su una struttura in acciaio. A partire da questa forma iconica, gli artisti hanno sviluppato linguaggi e interventi differenti: Katherine Bernhardt ha utilizzato la sua caratteristica pittura spray, mentre Matsuyama ha lavorato attraverso elaborazioni grafiche destinate alla stampa UV. Altri artisti hanno scelto approcci che combinano pittura, grafica e tecniche miste, trasformando l’oggetto sportivo in una superficie narrativa e concettuale. L’iniziativa è stata promossa dall’organizzazione no profit ARTS 14C in collaborazione con il Comitato Organizzatore della FIFA World Cup 2026 per l’area New York-New Jersey. Il progetto rappresenta inoltre una delle ultime eredità culturali della mecenate Agnes Gund, figura centrale del collezionismo e della filantropia americana, che ha contribuito a mettere in relazione artisti, musei e istituzioni coinvolte.


Le installazioni resteranno visibili fino al Labor Day, all’inizio di settembre. Alcune entreranno a far parte permanentemente dello spazio pubblico, mentre cinque opere firmate da Hank Willis Thomas, Katherine Bernhardt, Fred Wilson, Bony Ramirez e Tomokazu Matsuyama saranno battute all’asta da Christie’s. I proventi sosterranno programmi dedicati all’educazione artistica e all’accessibilità culturale, confermando la vocazione sociale dell’iniziativa. In un momento in cui il calcio catalizza l’attenzione globale, Art of the Game propone una riflessione sul potere aggregante dell’arte pubblica. Come il pallone che attraversa confini e culture, anche queste opere diventano strumenti di incontro, dialogo e partecipazione collettiva, lasciando una traccia culturale destinata a sopravvivere oltre il fischio finale del torneo.


