Allestita al venticinquesimo piano della Torre Unipol, l’esposizione trasforma lo spazio espositivo in un ambiente visionario dove il dato naturale si apre a forme inattese e stranianti. Le opere di David Casini, Caterina Morigi, Marta Pierobon, Alessandro Roma e Alberto Scodro danno vita a un ecosistema in continua evoluzione, nel quale materiali, organismi e immaginari si contaminano generando nuove possibilità del vivente. La mostra, curata da Pasquale Fameli e Valentina Rossi, nasce nel solco delle riflessioni riattivate dal centenario del Manifesto del Surrealismo, ma evita qualsiasi rilettura filologica del movimento storico. Al centro del progetto emerge piuttosto una sensibilità biomorfica che guarda alla natura come matrice creativa, capace di produrre forme ibride e mutevoli. L’organico diventa così terreno di sperimentazione e trasformazione, mentre il fantastico si configura come uno strumento per osservare il reale da prospettive inedite.



Ad accogliere il visitatore è un paesaggio plastico in cui la materia sembra vivere una continua metamorfosi. Le opere si configurano come zone di contatto tra umano, animale, vegetale e minerale, dissolvendo confini consolidati e suggerendo nuove relazioni tra le diverse forme dell’esistenza. In questa prospettiva l’arte non rappresenta semplicemente la natura, ma instaura con essa un rapporto di co-creazione. Il percorso espositivo si sviluppa attraverso linguaggi e materiali differenti. David Casini costruisce microarchitetture sospese tra artificio e mondo vegetale, autentiche Wunderkammern contemporanee nelle quali elementi naturali e manufatti convivono in equilibrio precario. Caterina Morigi interviene su marmi e pietre trasformandoli in archivi di tracce e sedimentazioni che evocano fossili e reperti geologici, in una ricerca che dialoga direttamente con la scienza e con gli studi sui biomateriali per la rigenerazione ossea.



Le sculture di Marta Pierobon introducono invece un universo popolato da figure ibride e imperfette, sospese tra dimensione fiabesca e quotidianità domestica. Alessandro Roma costruisce paesaggi immaginari attraverso la stratificazione di pittura, collage e ceramica, dando forma a organismi in continua espansione nei quali convivono suggestioni vegetali e antropomorfe. Alberto Scodro, infine, lavora sulla trasformazione della materia mediante processi alchemici che coinvolgono vetro, sabbie, metalli ed elementi naturali, affidando al fuoco una parte determinante nella definizione finale delle opere. A dialogare con queste ricerche contemporanee sono due lavori provenienti dal Patrimonio artistico del Gruppo Unipol: Tombeau d’un roi maure (1929) di Alberto Savinio e Suspended Form – Red Ground (1962) di Graham Sutherland. Più che semplici riferimenti storici, le due opere si inseriscono nel percorso come presenze attive, accomunate agli artisti contemporanei dalla capacità di reinventare in chiave immaginifica le forme della natura. La collocazione stessa della mostra contribuisce alla costruzione del racconto espositivo. Le ampie vetrate della Torre Unipol mettono in relazione l’interno con il panorama urbano di Bologna, trasformando i tetti, le strade e gli edifici in elementi di un grande organismo vivente. In questo dialogo tra città e visione, Organico fantastico invita a ripensare il rapporto tra essere umano e ambiente, suggerendo un’idea di natura come processo aperto, instabile e generativo.





Organico fantastico
A cura di Pasquale Fameli e Valentina Rossi
10 giugno – 26 settembre 2026
CUBO in Torre Unipol, Via Larga 8, Bologna
Ingresso libero
Orari: lunedì-venerdì, 9.30-20.00


