L’inizio risale al 2017, quando, al rientro dall’esperienza newyorkese nella moda, Edoardo Monti prende le chiavi del palazzo duecentesco acquistato dalla famiglia e lo trasforma in residenza d’artisti. Da quel momento pittori, scultori, fotografi e designer hanno lavorato nelle mura del bresciano Palazzo Monti e dormito sotto gli affreschi risalenti a metà settecento.
La sensazione, fin dall’ingresso, è quella di un ambiente famigliare. Al piano terra si trovano una sala e una cucina dove i momenti dei pasti diventano condivisioni di pensieri e visioni tra i residenti e il team di Palazzo Monti. Le opere esposte fanno parte della collezione privata di Monti che si amplia e trasforma continuamente con nuove acquisizioni e con i lasciti degli artisti al concludersi della loro residenza, della durata standard di un mese. Ai piani superiori le camere da letto, gli atelier e due sale espositive dove, fino al 5 giugno, è allestita la mostra Birds of My Neighbourhood di Sam Cockrell, l’artista rappresenta i volatili nel loro quotidiano per raccontare come vivono lo spazio costruito dall’uomo e il ritmo delle città, in particolare Brescia, dove le opere sono state prodotte durante il suo soggiorno, e New York, dove vive.

Le application per partecipare al programma arrivano da tutto il mondo tramite il sito e vengono poi selezionate anonimamente da esperti internazionali. Ogni mese ruotano tre artisti che lavorano tra il palazzo e la seconda sede: Fertile. Aperta nel 2025 in un ex vetreria non distante dalla residenza, offre spazi di lavoro e di esposizione, con la novità di poter acquistare le opere come in una galleria tradizionale. Oggi ospita la mostra Log In visitabile fino al 15 giugno, dove Salvatore Pione, Edoardo Manzoni e Aaron Feltman indagano il rapporto tra memoria, materia e costruzione dell’identità. Uno spazio sperimentale e un ampliamento necessario che stimola nuove riflessioni e spunti artistici. L’atelier di Fertile è occupato dal processo creativo di Uffe Isolotto, scultore rappresentante della Danimarca alla Biennale di Venezia 2022. Il 13 giugno, al termine della sua residenza, sarà inaugurata una mostra negli spazi di Palazzo Monti.
Per ampliare la rete sociale e la visibilità artistica è stato integrato di recente un nuovo spazio espositivo: Bunkervik. Le due realtà di Palazzo Monti e Fertile, in collaborazione con The Address, hanno preso in gestione un bunker antiaereo risalente agli anni quaranta dopo aver vinto il bando pubblico promosso dal comune di Brescia per la riattivazione e il mantenimento nei prossimi 24 mesi. Il progetto si è concretizzato nel mese di aprile 2026 con l’inaugurazione della mostra Non ho fatto nulla per tutta l’estate, se non aspettare di tornare ad essere di nuovo me stessa di Caterina Gobbi. I tunnel sotterranei ospitano l’allestimento che si fonde con il contenitore, le opere vengono inglobate e amplificate dalla natura grezza e irregolare del luogo. La mostra è visitabile fino al 15 giugno.


Il pubblico, previa prenotazione, è accolto e accompagnato negli spazi da chi c’è al momento della visita: Monti, un membro del team o gli stessi artisti. Un racconto attraverso la storia degli spazi, le ristrutturazioni e il programma in corso. Oltre alle visite guidate il pubblico è coinvolto in vari appuntamenti culturali tra cui le inaugurazioni delle mostre e l’evento “Mercoledì di festa” che prevede cinque serate organizzate da Fertile tra musica e arte. Queste realtà sono un motore artistico e sociale in piena attività e continua evoluzione, generano curiosità e interesse nella sfera locale e internazionale diventando un’attrazione per artisti e visitatori da tutto il mondo.
info: palazzomonti.org


