Paolo Monti 37788, Federica Luzzi e Naoya Takahara protagonisti al Mattatoio

Dal dialogo tra arte e scienza alla riflessione sulla marginalità, due percorsi espositivi animano gli spazi del complesso romano

Dal 4 giugno al 2 agosto 2026 il Mattatoio di Roma presenta due progetti espositivi che, pur muovendosi lungo traiettorie differenti, condividono la volontà di interrogare il rapporto tra individuo, società e spazio attraverso linguaggi capaci di attraversare discipline e sensibilità diverse. Nel Padiglione 9b trova spazio Money in Space, ampia retrospettiva dedicata a Paolo Monti 37788 e curata da Ada Lombardi. La mostra riunisce circa cento opere realizzate dalla metà degli anni Ottanta a oggi, restituendo il profilo di un artista che ha costruito la propria ricerca all’incrocio tra arte, scienza e sperimentazione tecnologica.

Il percorso si sviluppa attraverso tre nuclei principali: il ciclo del denaro, in cui le banconote vengono trasformate e private della loro funzione economica per assumere nuovi significati relazionali; il ciclo termico, dedicato alla visualizzazione dei flussi di calore e delle energie invisibili; e le opere da viaggio, culminate nel progetto TazebAu s’pace, che ha portato nello spazio una delle sue opere trasformando il satellite EduSAT 37788 in quello che viene definito il primo museo orbitante al mondo.

Nel vicino Padiglione 9a, Esercizi per essere come gli altri, a cura di Giuseppe Garrera, mette invece in dialogo le ricerche di Federica Luzzi e Naoya Takahara. La mostra nasce dall’incontro tra due percorsi artistici accomunati da una costante attenzione verso la fragilità, la disobbedienza e le forme della marginalità. Attraverso sculture, installazioni, tessuti e interventi ambientali, i due artisti costruiscono un racconto che riflette sulla difficoltà di aderire ai modelli imposti dalla società e sul valore della differenza come spazio di resistenza.

Le opere abitano il Padiglione senza mai assumere una posizione dominante, scegliendo piuttosto una presenza discreta che dialoga con la storia e l’architettura dell’ex Mattatoio, trasformato in metafora delle strutture di controllo e organizzazione del mondo contemporaneo. Se Monti guarda alla Terra da una prospettiva cosmica, intrecciando tecnologia, responsabilità collettiva e ricerca scientifica, Luzzi e Takahara concentrano l’attenzione sulle dimensioni più intime dell’esistenza, tra vulnerabilità individuale e tensione verso forme alternative di convivenza. Due esposizioni diverse per linguaggio e approccio, ma accomunate dalla capacità di proporre una riflessione critica sul presente e sul ruolo dell’arte come strumento di conoscenza e trasformazione.

info: Mattatoio