Armin Linke, il tempo del vino, il tempo dell’arte

Continuità della tradizione e trasformazioni del presente: Antinori Art Project presenta il progetto commissionato a Linke e curato da Ilaria Bonacossa

Ci sono pratiche che si costruiscono nel tempo lungo dell’osservazione, della sedimentazione, dell’attesa. Il vino e l’arte, se vogliamo, condividono questa caratteristica quasi controcorrente rispetto al tempo accelerato che scandisce il presente. Lo attraversano, ma resistono ai suoi dettami. Si potrebbe partire da una riflessione sul tempo per presentare Sampling the Vineyard, il lavoro fotografico di Armin Linke commissionato da Antinori Art Project per la cantina Antinori nel Chianti Classico, a cura di Ilaria Bonacossa. Ma, analogamente, tanto nel vino quanto nell’arte, ci sono circostanze in cui la partita si gioca in una manciata di istanti. «Ha un che di performativo il lavoro del vigneto – spiega Linke durante la presentazione del progetto alla stampa, il 28 maggio –. Così come si impiegano magari anni per realizzare una performance che si esaurisce in breve tempo, anche in questo mestiere ci sono decisioni che vanno prese in tempi brevissimi: in un attimo si può cambiare l’esito di un equilibrio costruito lentamente».

Su questa tensione si struttura non solo il progetto fotografico, ma anche la residenza dell’artista all’interno delle tenute Antinori. Prima ancora di produrre immagini, Linke ha infatti seguito da vicino le fasi della produzione, attraversato vigneti e laboratori, osservato processi e soprattutto costruito un dialogo continuo con agronomi, tecnici e operatori. La ricerca di Linke, che da anni si interroga sulle relazioni tra tecnologia, ambiente e lavoro umano usando la fotografia come strumento di osservazione e analisi dei processi in trasformazione, anche in questo caso non si risolve in una documentazione immediata, ma in un lento allineamento ai ritmi e alle logiche di un sistema complesso. «Ho cominciato a pensare al vigneto – spiega Linke – non solo come luogo di produzione, ma quasi come una partitura musicale, una partitura cartografica, una sorta di antenna che registra la storia geologica e climatica».

Alessia Antinori, Armin Linke e Ilaria Bonacossa

La restituzione formale del progetto è una serie di scatti di formati diversi che evitano la distanza panoramica per far emergere il vino come struttura stratificata, in cui convivono sapere scientifico, memoria artigianale, tecnologie di monitoraggio e gesti quotidiani. Lo sguardo inconfondibile di Linke scarta il paesaggio complessivo per concentrarsi su dettagli precisi: foglie, grappoli, strumenti, annotazioni, superfici, campioni. Una penna a biro poggiata su un foglio di numeri e appunti ricorda la presenza dell’uomo, ancora centrale, nei processi di produzione. Un trittico in formato verticale domina la sala con grappoli d’uva di varia dimensione e colore. Si staglia di fronte alla grande vetrata che dà sul vigneto, come una pala d’altare che richiama la centralità della natura oggi, celebrandone la funzione materiale e simbolica. «Attraverso immagini al tempo stesso monumentali e intime – spiega la curatrice Bonacossa – il suo lavoro restituisce un efficace ritratto dell’era dell’Antropocene».


Marchesi Antinori, laboratorio di enologia, rapporto provvisorio di analisi chimiche di mosti e vini, San Casciano Val di Pesa, Bargino, Italia, 2025, courtesy Antinori e Armin Linke

Difatti, come racconta Alessia Antinori, il progetto nasce dall’idea di riflettere su come cambiamento climatico e modernizzazione abbiano trasformato l’attività della famiglia: «Linke ha agito come un sociologo, raccontando la realtà contemporanea e le sue trasformazioni. Dal suo lavoro affiora uno sguardo inedito, capace di raccontare come tradizione e innovazione, natura e sapere umano siano inestricabilmente connessi nell’attività della nostra famiglia. Le fotografie che abbiamo selezionato, infatti, dimostrano quanto l’artigianalità possa fare la differenza».

Attraverso frammenti apparentemente marginali, Linke racconta il vigneto come uno spazio di relazione in cui ambiente, tecnologia e presenza umana restano profondamente intrecciati. Sampling the Vineyard restituisce così una riflessione più ampia sul contemporaneo, un mondo in cui si ridefinisce continuamente il rapporto tra sapere artigianale, controllo tecnico e natura.

Il lavoro fotografico di Linke, che si inserisce nel percorso di Antinori Art Project — piattaforma nata nel 2012 per sviluppare interventi site-specific in dialogo con la cantina e la sua identità culturale — entrerà a far parte della collezione permanente della cantina Antinori nel Chianti Classico, in dialogo con le opere di Yona Friedman, Rosa Barba, Tomás Saraceno, Giorgio Andreotta Calò, Nicolas Party, Jorge Peris, Stefano Arienti, Sam Falls ed Elisabetta Benassi, ampliando la riflessione sul rapporto tra paesaggio, produzione e forme della conoscenza contemporanea.