Open Studios 2026, l’American Academy in Rome apre gli atelier dei Rome Prize Fellows

Musica, ricerca e arti visive: il 28 maggio l’American Academy in Rome trasforma il Gianicolo in un laboratorio aperto al pubblic

L’American Academy in Rome torna ad aprire le porte dei propri studi e laboratori con Open Studios 2026: Artists’ Showcase, l’appuntamento annuale che invita il pubblico a entrare nel cuore della produzione artistica contemporanea sviluppata dai Rome Prize Fellows e dagli Italian Fellows ospitati dall’Accademia. L’evento si terrà giovedì 28 maggio, dalle 18 alle 22, negli spazi del complesso progettato da McKim, Mead & White sul Gianicolo. Più che una mostra tradizionale, Open Studios si presenta come una piattaforma di attraversamento tra discipline: arti visive, architettura, design, letteratura, musica e ricerca ambientale convivono in un percorso fatto di opere in progress, installazioni, letture, performance e momenti sonori.

L’edizione 2026 mette al centro temi come il cambiamento climatico, il paesaggio vulcanico, le identità diasporiche, le trasformazioni dello spazio pubblico e il rapporto tra memoria e materia. Tra i progetti annunciati figurano studi sulle temperature urbane di Roma, ricerche sui fondali sommersi, tassonomie di pesci nell’antichità romana, esplorazioni sonore di cave di marmo e siti archeologici, fino a lavori performativi dedicati all’idea di appartenenza e frammentazione contemporanea. Negli atelier e nei giardini dell’Accademia saranno presentati i lavori di artisti come Andrea Fraser, Jennifer Bornstein, Heather Hart, Liz Glynn e Jefferson Pinder, insieme ai progetti di compositori, architetti e scrittori internazionali selezionati attraverso il Rome Prize, una delle residenze artistiche più prestigiose degli Stati Uniti.

La serata culminerà con una serie di live acts nel Bass Garden, dove si alterneranno performance musicali, letture e interventi interdisciplinari firmati, tra gli altri, da Marta de Pascalis, Maya Binyam, David Keplinger e Lembit Beecher. Fondato nel 1894, l’American Academy in Rome è uno dei principali centri internazionali dedicati alla ricerca artistica e umanistica. Nel corso della sua storia ha ospitato figure come Cy Twombly, Philip Guston, Aaron Copland, Jhumpa Lahiri e Toni Morrison, consolidando il proprio ruolo come luogo di scambio tra cultura americana e contesto italiano. Con Open Studios, l’istituzione rinnova una tradizione che risale ai primi del Novecento: rendere visibile il processo creativo, aprire gli spazi della ricerca al pubblico e trasformare temporaneamente l’Accademia in una comunità attraversabile. Come sottolinea l’American Academy, l’“openness” non è soltanto accessibilità, ma una metodologia fondata sul dialogo e sull’incontro tra pratiche artistiche e pensiero critico.

info: American Academy in Rome

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