Ciò che mi guarda di Miriam Cahn e Le imperfezioni, Premio Paul Thorel
MACRO
Opening: 11 giugno
L’estate 2026 del MACRO (Museo d’Arte Contemporanea di Roma) si apre con due mostre che affrontano, da prospettive differenti ma complementari, alcune delle questioni più urgenti del contemporaneo: il corpo, la violenza, la tecnologia e la costruzione dell’identità nell’epoca digitale. Dall’11 giugno il museo romano inaugura infatti Ciò che mi guarda, prima grande retrospettiva museale italiana dedicata a Miriam Cahn, e Le imperfezioni, mostra collettiva delle vincitrici della terza edizione del Premio Paul Thorel.

Miriam Cahn, Ciò che mi guarda
Curata dalla direttrice artistica del museo Cristiana Perrella, la mostra dedicata a Miriam Cahn rappresenta il fulcro della programmazione annuale del MACRO. Nata a Basilea nel 1949, l’artista svizzera è oggi considerata una delle figure più radicali e incisive della scena internazionale. Attraverso pittura, disegno e pastello, Cahn costruisce da oltre cinquant’anni un linguaggio visivo che rifiuta ogni forma di neutralità estetica, affrontando temi come la guerra, la vulnerabilità, il desiderio e la violenza sul corpo.
Il percorso espositivo riunisce oltre cento opere dagli anni Settanta a oggi all’interno della sala principale del museo, distribuite non secondo un criterio cronologico ma attraverso nuclei tematici che mettono in relazione ossessioni e ritorni della sua ricerca. Il corpo femminile emerge come luogo politico, fragile e insieme resistente; la dimensione erotica diventa gesto di opposizione; la rappresentazione della violenza evita qualsiasi spettacolarizzazione del dolore.



Ad accompagnare il progetto è l’allestimento ideato da Didier Fiúza Faustino, artista e architetto la cui pratica indaga il rapporto tra corpo e spazio. L’intervento dialoga con le opere di Cahn trasformando l’ambiente espositivo in una dimensione sensoriale e immersiva, coerente con la tensione emotiva che attraversa l’intera mostra.
Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi protagoniste
Accanto alla retrospettiva, il MACRO ospita anche Le imperfezioni, mostra collettiva curata da Sara Dolfi Agostini e dedicata alle vincitrici della terza edizione del Premio Paul Thorel: Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi. Le opere, sviluppate durante la residenza artistica del 2025, riflettono criticamente sulle trasformazioni generate dall’economia digitale, dalla produzione algoritmica delle immagini e dalla progressiva sovrapposizione tra reale e virtuale.
Il titolo della mostra richiama l’idea di imperfezione come forma di resistenza alla prevedibilità delle macchine e all’omologazione prodotta dai sistemi tecnologici. Glitch, materiali residuali, pratiche do it yourself e interferenze visive diventano strumenti attraverso cui le artiste cercano di riaffermare una dimensione umana in una società sempre più automatizzata e iperconnessa.
Promosso dalla Fondazione Paul Thorel, il Premio nasce per sostenere la ricerca artistica legata ai linguaggi digitali, raccogliendo l’eredità di Paul Thorel, pioniere dell’immagine elettronica e della fotografia digitale in Italia sin dagli anni Ottanta. Con queste due esposizioni, il MACRO costruisce una riflessione ampia sul presente: da una parte il corpo vulnerabile e politico di Miriam Cahn, dall’altra l’identità contemporanea immersa nei sistemi tecnologici. Due percorsi differenti che si incontrano in una stessa domanda: cosa significa oggi restare umani?





info: MACRO


