Festival Normandia Impressionista 2026: omaggio a Claude Monet

Per la sua sesta edizione, dal 29 maggio al 27 settembre 2026, il festival celebra il centenario della morte di Claude Monet con 73 progetti dedicati all’eredità del padre dell’Impressionismo

Il 2026 segnerà il ritorno del festival Normandie Impressionniste, in programma dal 29 maggio al 27 settembre 2026, un appuntamento che rilegge l’eredità dell’Impressionismo e si afferma come uno dei principali eventi culturali della Normandia e della Francia. L’edizione proporrà mostre ed eventi contemporanei in dialogo con i linguaggi del presente, dando spazio sia a grandi nomi della scena internazionale sia alla giovane creazione emergente. Il festival propone 73 progetti e circa sessanta eventi che saranno svelati all’inizio del 2026, con una prima selezione di artisti già annunciati, tra cui Ai Weiwei, Céleste Boursier-Mougenot, Fujiko Nakaya, Jacques Perconte, Julien des Monstiers, Lionel Sabatté, Mika Ninagawa, Noémie Goudal, Sarah Moon, Studio Drift e Tanja Smeets.

Il 2026 segna inoltre il centenario della scomparsa di Claude Monet, morto il 5 dicembre 1926 a Giverny, in Normandia. La sesta edizione del festival è soprattutto un’occasione per rileggere la sua eredità e interrogarla alla luce del presente, più che per celebrarla in senso puramente commemorativo. Come sottolinea il direttore artistico Philippe Platel: «Monet ha proiettato la storia dell’arte verso la modernità e l’astrazione. Senza quel grande salto nell’avventura astratta delle “Ninfee”, come sarebbero potuti emergere artisti come Joan Mitchell e Jackson Pollock, e più tardi Sean Scully, David Hockney e Oliver Beer?». Monet ha aperto la strada a una genealogia che si estende fino a numerosi artisti contemporanei.

Il tema scelto, il “giardino”, rende omaggio alla sua opera e al suo celebre giardino di Giverny, trasformato in atelier a cielo aperto e immortalato nella serie delle Ninfee, e attraversa l’intera programmazione come figura centrale, intesa come spazio di relazione tra natura, memoria e trasformazione. Il festival si sviluppa nei luoghi che hanno ispirato Monet e lungo la Senna, da Le Havre a Parigi, passando per Honfleur, Rouen e Vernon, immaginando un’estensione diffusa del giardino di Giverny in tutta la Normandia. In questo paesaggio, il giardino diventa spazio simbolico e sensibile, talvolta intimo e contemplativo, talvolta aperto e condiviso, capace di riflettere le trasformazioni del nostro tempo e di farsi luogo di espressione, relazione e riconnessione.

Pratiche artistiche e presenze diffuse nel paesaggio

L’arte contemporanea attraversa l’intera edizione, mettendo in relazione le pratiche attuali con le grandi mutazioni del presente. Se gli impressionisti osservavano la rivoluzione industriale come apertura verso un mondo nuovo, gli artisti contemporanei si confrontano oggi con una rivoluzione tecnologica e digitale segnata da tensioni e incertezze. In questa prospettiva, il dialogo tra passato e presente diventa uno strumento per leggere il paesaggio, la natura e le sue trasformazioni, restituendo al giardino una dimensione insieme poetica e critica. Gli artisti invitati intervengono nei luoghi della cultura della Normandia e negli spazi pubblici, lungo il corso della Senna, tra Le Havre e Rouen, Honfleur e Vernon.

La scena asiatica occupa un ruolo centrale. Platel ricorda che lo stesso Monet diceva: «Devo tanto al Giappone». A Honfleur, Fujiko Nakaya presenta una scultura di nebbia nel Jardin des Personnalités, una nube d’acqua artificiale e mutevole che dialoga con la luce e la memoria di Eugène Boudin (29 maggio-27 settembre). A Rouen, Mika Ninagawa realizza una proiezione monumentale sulla facciata della cattedrale gotica, ispirata alle stampe giapponesi collezionate da Monet (29 maggio-27 settembre). Cai Guo-Qiang interviene all’abbazia del Mont Saint-Michel con dipinti realizzati con polvere da sparo ispirati al giardino di Monet (29 maggio-31 agosto) e a Vernon con uno spettacolo pirotecnico diurno di nuvole colorate e fiori effimeri.

Il MuMaMusée d’art moderne André Malraux di Le Havre presenta per la prima volta in Francia Water Lilies di Ai Weiwei, grandi pannelli realizzati con 650mila mattoncini Lego (5 giugno-27 settembre), insieme alla mostra Monet a Le Havre, che ricostruisce il legame tra il pittore e la città dove nacque Impression, soleil levant. Nel contesto europeo, il duo Drift presenta l’installazione Meadow nella chiesa Sainte-Croix-des-Pelletiers di Rouen (29 maggio-27 settembre), mentre Diana Scherer trasforma le radici in linguaggio scultoreo nella chiesa Saint-Nicolas di Caen (29 maggio-27 settembre).

Tra gli artisti francesi, Jacques Perconte propone un doppio intervento tra il Musée Michel Ciry e la stazione di Rouen con immagini digitali e proiezioni immersive dedicate ai paesaggi normanni (16 maggio-31 agosto). Al Musée Blanche Hoschedé-Monet di Vernon, Lionel Sabatté sviluppa un’“immersione organica” nel lago delle ninfee di Giverny, utilizzando il limo come pigmento pittorico. Il percorso si estende anche alle opere di Sarah Moon, Ange Leccia e Daniela Capaccioli, fino alla grande mostra Sotto la pioggia al Musée des Beaux-Arts di Rouen, che riunisce Monet, Pissarro e Caillebotte in un dialogo tra natura, luce e percezione.

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