Vertigo, Marco Sgarbossa trasforma “La Furgonetta” in uno spazio mobile di cura e meraviglia

A Piano di Sorrento inaugura il nuovo progetto itinerante di Portulaca: un’esposizione nomade tra arte contemporanea, paesaggio e riflessione sul disagio mentale giovanile

Portulaca presenta Vertigo, mostra personale di Marco Sgarbossa ospitata all’interno de La Furgonetta, innovativo spazio espositivo mobile che attraversa la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana trasformando luoghi quotidiani in occasioni di incontro e riflessione. Più che una semplice galleria itinerante, La Furgonetta nasce come dispositivo artistico e relazionale capace di inserirsi nei territori segnati dal turismo di massa e dalle fragilità ambientali, proponendo momenti di rallentamento e osservazione critica. Spiagge, porti, piazze, mercati e luoghi produttivi diventano così scenari di interventi site-specific che dialogano con il paesaggio e le comunità locali. Al centro della mostra, Sgarbossa presenta Stupor (2026), installazione composta da un macchinario che produce bolle di sapone contenenti antidepressivo. Un’opera poetica e concettuale che affronta il tema della depressione e del crescente ricorso ai farmaci, soprattutto tra adolescenti e giovani, trasformando la fragilità in esperienza condivisa e possibilità di cura simbolica.

Le bolle, leggere ed effimere, attraversano lo spazio come metafora di una speranza collettiva: non evasione dalla realtà, ma invito a recuperare stupore, immaginazione e partecipazione. La macchina ideata dall’artista genera un rituale continuo che coinvolge il pubblico in una riflessione sulla vulnerabilità contemporanea e sulla necessità di costruire nuove forme di benessere condiviso. La mostra si inserisce nella ricerca di Portulaca_project, APS attiva nell’incontro tra arte contemporanea, tutela del territorio e promozione del benessere psicofisico. Il progetto propone infatti l’arte come strumento complementare ai percorsi terapeutici tradizionali, capace di attivare processi culturali e relazionali attorno a temi sempre più urgenti come il disagio mentale giovanile.

La ricerca dell’artista, nato a Padova nel 1990, si sviluppa tra scultura, disegno e pratiche concettuali, indagando temi come l’imprevedibilità, l’errore e la vulnerabilità. Elementi che ritornano anche in questa installazione, dove la macchina produce un’azione continua ma instabile, affidata al movimento dell’aria e alla partecipazione del pubblico. Attraverso La Furgonetta, Portulaca_project ridefinisce inoltre il concetto stesso di piazza pubblica, non più soltanto luogo architettonico e stabile, ma evento temporaneo generato dalla presenza e dall’interazione. Il furgone diventa così una vera infrastruttura nomade dedicata all’arte contemporanea, capace di attivare nuove forme di socialità e attenzione nei territori attraversati.

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