A Casa Batlló una mostra esplora il rapporto tra Gaudì, Miró e Gomis

Gaudí, Miró, Gomis: deconstructed, visibile dall'8 luglio, propone un dialogo inedito che attraversa tempi e le diverse sensibilità degli artisti

A Barcellona, quest’anno capitale mondiale dell’architettura 2026 e teatro delle celebrazioni della morte di Antonio Gaudì, Gaudí, Miró, Gomis: deconstructed, visitabile dall’8 luglio 2026 nelle sale di Casa Battlò, mette in relazione architettura, pittura e fotografia in un unico racconto visivo, dove l’eredità dell’architetto diventa il punto di partenza per un dialogo più ampio tra linguaggi e generazioni della cultura catalana.

La mostra, ospitata all’interno Casa Batlló Contemporary, il nuovo spazio espositivo al secondo piano della celebre residenza progettata da Gaudí tra il 1904 e il 1906, la mostra si sviluppa come un attraversamento immersivo dell’edificio. Le superfici, i volumi e la qualità organica dell’architettura vengono attivati come parte integrante del percorso, trasformando lo spazio in un dispositivo narrativo in cui l’opera di Gaudí continua a reagire al presente. La mostra è il secondo progetto ospitato da Casa Batlló Contemporary, inaugurato nel gennaio 2026 con Beyond the façade, la prima esposizione in Spagna dello studio londinese United Visual Artists, che ha segnato l’avvio di un programma curatoriale dedicato alla sperimentazione visiva e al dialogo con l’architettura gaudiniana.

Il progetto, sviluppato dallo studio creativo londinese Tomorrow Bureau e curato da Joana Seguro, rappresentante dello spazio espositivo, e Ester Ramos, parte della Fundació Joan Miró, propone un intreccio tra opere originali e interventi contemporanei, dando vita ad una lettura stratificata ed inedita delle relazioni tra i tre protagonisti. La mostra accosta sculture e lavori grafici di Miró alle fotografie di Gomis, il cui lavoro fu determinante nel dare visibilità all’architettura di Gaudí nel secondo dopoguerra. A questo insieme di materiali storici si aggiunge l’intervento di Tomorrow Bureau, che costruisce un livello parallelo di lettura attraverso installazioni audiovisive e digitali, tra ricostruzioni 3D e fotogrammetrie, con l’obiettivo di rielaborare le opere dei tre autori secondo un linguaggio profondamente contemporaneo.

Più che come una semplice raccolta di opere, il progetto si sviluppa come una conversazione che attraversa tempi e sensibilità diverse, lasciando emergere una rete di contaminazioni che unisce i tre protagonisti. In questo intreccio, Miró e Gomis appaiono legati da un rapporto di lunga durata: Gomis fu infatti uno dei principali interpreti visivi dell’universo surrealista dell’artista e, nel 1975, divenne il primo presidente della Fundació Joan Miró.

Gaudí, Miró, Gomis: deconstructed si concentra proprio su queste connessioni meno evidenti, portando alla luce affinità che si riflettono nelle scelte formali, nell’attenzione alla materia e in una comune sensibilità verso la trasformazione dello spazio urbano di Barcellona, letto come organismo in continua evoluzione.

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