Edoardo Bennato, In cammino…
Dal 26 maggio al 21 giugno 2026
Opening: lunedì 25 maggio ore 18:30
Sala Fontana Roma | Palazzo Esposizioni | Via Milano, 13 – 00184 Roma
C’è un altro Bennato, uno che sostituisce le chitarre con il gesto pittorico, la satira musicale con immagini dense di inquietudine e umanità. Dal 26 maggio al 21 giugno 2026, la Sala Fontana di Palazzo Esposizioni Roma accoglie In cammino…, mostra dedicata alla produzione visiva del cantautore e polistrumentista italiano, curata da Marcello Lala e ideata da Mino Dinoi.
Lontana dall’idea di semplice incursione laterale nel territorio dell’arte, la pittura di Edoardo Bennato appare piuttosto come un’estensione coerente del suo immaginario. Laureato in architettura e formatosi al liceo artistico, Bennato ha sempre attraversato linguaggi differenti — fotografia, videoclip, disegno — costruendo una poetica trasversale in cui musica e immagine dialogano continuamente. Non è un caso che alcune sue opere abbiano abitato le copertine di album iconici come La torre di Babele, Rinnegato o Io che non sono l’Imperatore: già lì era evidente una tensione figurativa capace di tradurre in forma visiva lo stesso sguardo critico presente nelle sue canzoni.


Il nucleo centrale della mostra romana nasce nei primi anni Duemila con il ciclo In cammino…, progetto unitario che utilizza la pittura per interrogare il presente. Sulle tele compaiono figure di venditori ambulanti, i cosiddetti “vu’ cumprà”, colti nel loro attraversare spiagge, città, margini urbani. Ma Bennato evita ogni retorica documentaria: quelle presenze diventano archetipi del movimento umano, simboli di una migrazione eterna che accompagna la storia dell’uomo fin dalle sue origini.
Il cammino evocato dal titolo non è soltanto geografico. È esistenziale, politico, antropologico. I corpi dipinti sembrano sospesi in una condizione di transito permanente, dentro un mondo incapace di trovare equilibrio. La pittura si fa allora strumento di riflessione sullo spaesamento contemporaneo, sulla precarietà delle identità e sulla velocità con cui mutano le coordinate del vivere collettivo.
Accanto ai lavori storici, la mostra presenta anche opere più recenti, realizzate tra il 2021 e il 2022. Qui il tono si fa ancora più inquieto. Bennato costruisce immagini attraversate da tensioni drammatiche, quasi apocalittiche, in cui il paesaggio umano appare frantumato da conflitti, paure e derive sociali. Emblematica, in questo senso, l’opera raffigurante due ragazzini smarriti nel mezzo di una città distrutta: una visione che, nelle parole dell’artista, ha assunto col tempo una risonanza tragicamente profetica.


La mostra restituisce così un autore che continua a osservare il mondo con lucidità critica, senza rinunciare alla dimensione poetica. Se la musica di Bennato ha raccontato per decenni le contraddizioni del potere, dell’infanzia e della società dello spettacolo, la sua pittura sembra invece indugiare sulle ferite silenziose della contemporaneità, affidando al colore e alla materia ciò che le parole non riescono più a contenere.
L’esposizione romana arriva inoltre in concomitanza con il tour estivo Quando sarò grande, che vedrà Bennato esibirsi nelle principali arene italiane, da Piazza San Marco a Venezia fino al Circo Massimo di Roma. Due percorsi paralleli — musica e arti visive — che confermano la natura profondamente multidisciplinare dell’artista napoletano, da sempre insofferente alle definizioni e ai confini di genere.


