Nan Goldin torna a Londra con la retrospettiva You Never Did Anything Wrong

L'esposizione, visibile da novembre 2026 a marzo 2027, si presenta come una restituzione ampia e immersiva dell'immaginario di Goldin

Dopo oltre venti anni d’assenza dalla scena artistica londinese, Nan Goldin fa il suo grande ritorno con You Never Did Anything Wrong alla Hayward Gallery. L’istituzione britannica riapre così le porte ad una delle voci più incisive della fotografia contemporanea, dedicandole un percorso espositivo che attraversa decenni di lavoro e impegno. La mostra sarà visitabile da novembre 2026 fino a marzo 2027 e segnerà anche la chiusura delle celebrazioni per il 75esimo anniversario del Southbank Centre.

Goldin ha sempre imposto al centro della sua pratica uno sguardo ravvicinato, diretto, capace di infiltrarsi nelle piaghe più intime della quotidianità. La sua fotografia non osserva mai da distanza: resta dentro le scene, ne segue il respiro, ne registra le fragilità e le intensità senza interromperne il flusso. Fin dagli anni Settanta, le sue immagini raccontano di vite complesse e spesso contraddittorie, in cui la vita notturna, le comunità alternative e le relazioni affettive costruite fuori dai modelli tradizionali diventano il centro della narrazione visiva. In questo mondo si muovono amici, amori, compagni di strada e persone scelte come famiglia, spesso legati alla scena queer che in quegli anni – negli Stati Uniti – viene profondamente segnata dalla crisi dell’AIDS.

Ogni sua opera raccoglie uno spezzone di vita altrui per poi restituirlo come parte di una memoria più ampia, condivisa. Con il tempo, questo insieme di immagini ha assunto la forma di una testimonianza generazionale. Accanto alla fotografia, la sua attività si è estesa con forza anche sul piano dell’attivismo. Nel 2017 ha fondato il collettivo P.A.I.N. (Prescription Addiction Intervention Now), impegnato nella denuncia del ruolo della famiglia Sackler nella crisi degli oppioidi. La sua azione ha avuto ampia risonanza internazionale, fino a essere raccontata nel documentario All The Beauty And The Bloodshed (2022), premiato con il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia.

La personale alla Hayward si inserisce in questo percorso come una restituzione ampia e immersiva del suo immaginario, che si configura come un archivio emotivo in cui la dimensione privata si apre continuamente a quella collettiva. La curatrice Rachel Thomas ha descritto la mostra come un’occasione per offrire una lettura ampia e approfondita del suo linguaggio artistico, mentre il direttore del Southbank Centre, Mark Ball, ha evidenziato l’impatto di accogliere una figura così radicale negli spazi architettonici del complesso, sottolineando l’incontro tra la sua visione e il contesto urbano che la ospita.

Con questa nuova esposizione, il percorso di Goldin torna a essere osservato nella sua interezza: un intreccio di immagini, vite e battaglie che continua a interrogare il rapporto tra sguardo e realtà, tra ricordo e responsabilità.