Überlagerungen, il festival delle sovrapposizioni, arriva al Quadraro Vecchio

Il 16 maggio il Quadraro ospiterà “Überlagerungen”, festival diffuso ideato da Spazio Y nell’ambito di IPER Festival delle periferie 2026 a Roma

In pieno art weekend romano, Spazio Y propone un festival che coinvolge l’intero quartiere del Quadraro: Überlagerungen. La giornata del 16 maggio offrirà un palinsesto di “sovrapposizioni artistiche” tra performance, installazioni e azioni. L’iniziativa, sostenuta da The Art Society, insiste nell’ambito di IPER Festival delle periferie, che quest’anno si intitola SUPER LIEUX [Super luoghi] Periferie storie e geografie.

Überlagerungen sta per “strati di tempi, tracce, percezioni che si depositano senza gerarchie”. Paolo Assenza, direttore artistico di Spazio Y racconta come è nato Überlagerungen e perché è stato scelto questo titolo: «Durante una delle prime riunioni con il gruppo di lavoro che segue il progetto, cercavamo di sondare l’idea del “super luogo”, tema principale di IPER26. Ci interrogavamo sul contesto in cui operiamo: la conoscenza pregressa del quartiere ci faceva riflettere su come un’ex borgata della periferia si trasforma in un super luogo. Ma ci siamo anche spinti nella direzione opposta, cercando in modo ironico di capire come questo stesso luogo viene immaginato da lontano — uno sguardo esterno che tende a raccontare la periferia in modo parziale, senza riuscire ad arrivare in profondità».

«Una visione parziale su cui è facile apporre concetti di trasformazione o riqualificazione spesso inadeguati, che non tengono conto di tutte le stratificazioni su cui si sviluppano questi luoghi. Eppure, proprio quelle stratificazioni sono il cuore del posto. La parte più evidente di un luogo ai margini della città è quella di una caotica sovrapposizione che sembra nascere da una struttura casuale e spontanea, un po ’come quelle vegetazioni che affiorano ovunque in modo disordinato. Ma tra quelle erbacce si nasconde un ecosistema che ha un senso proprio».

«Il titolo nasce da queste riflessioni. Le superfetazioni da cui sembra generarsi la periferia hanno in realtà un senso ben più ampio e meno negativo — sono strati che si accumulano con una logica propria. Überlagerungen, termine tedesco per stratificazione e sovrapposizione, lo dice senza il giudizio implicito che porta la parola italiana: non un difetto da correggere, ma una condizione da leggere. Un “super luogo”, in questo senso, non è un luogo eccezionale imposto dall’esterno, ma uno che contiene tutto ciò che vi si è depositato nel tempo».

Il programma della manifestazione ha l’obiettivo quindi di offrire un’esplorazione immersiva del tessuto urbano di Quadraro vecchia: vissuto e creatività condividono spesso le stesse strade, tramutando conglomerati residenziali da semplici “dormitori” in laboratori di possibilità e incontri inattesi.

I ragazzi de Lo SpizioLuca Falessi, Guglielmo D’Ugo, Ilaria Maciocci — da parte loro propongono una rimodulazione del proprio spazio, «articolata su più strati e visibile da una delle quattro porte. In momenti prestabiliti l’istallazione si attiva, generando un gioco di ombre e colori che attraversa e trasforma l’ambiente. Ne emerge un fluire di immagini di resistenza e rinascita, guidato dall’elemento dell’acqua che a sua volta richiama l ’elemento architettonico della volta. Questi due elementi cardine, sposati nella forma degli acquedotti, aprono, chiudono e trasportano racconti».

L’installazione sarà visibile dalle 16:00 e si attiverà con brevi spettacoli alle 19:00, alle 20:00, alle 21:00, alle 22:00. A pochi passi si trova poi lo studio di Luca Grechi e Cristiana Pacchiarotti. Mentre quest’ultima presenterà delle terre cotte, Grechi per la prima volta opta per un’opera video: Senza titolo (l’occhio sinistro). Come ci riferisce l’artista: «si tratta di uno zoom sull’occhio che si sofferma su alcuni luoghi del quartiere, fruibile da uno spioncino di una porta. Sembrerà quasi di osservare un paesaggio».

Non ci si dimentica di chiamare a raccolta i vicini di casa. Nicola Rotiroti, fondatore di Studio 54, ci spiega come Studio 54 sia nato dal bisogno di condividere uno spazio e, attraverso quello spazio, una visione. «A Torpignattara abbiamo costruito qualcosa che va oltre l’atelier: è un luogo dove artisti, vicini di casa, poeti, musicisti e idraulici si incontrano sullo stesso piano. L’arte qui non si espone soltanto — si vive, si discute, si reinventa ogni giorno. Questo quartiere ci ha dato una comunità, e noi abbiamo cercato di restituirgliela.» Gli artisti che ne fanno parte hanno lavorato per l’occasione su un progetto in cui il Cadavre Exquis risulta «non più solo un gioco tra artisti, ma una sovrapposizione di storie e volti incontrati lungo il cammino. Il risultato finale restituirà un ritratto corale e inaspettato del quartiere».

Abbiamo raggiunto Eliseo Sonnino Di Laudadio, fondatore di una artist run space nell’area di Valle Aurelia: «Ho trovato il progetto affine al modus operandi e alla visione di PrimaLinea: un approccio all’arte contemporanea in una chiave espansiva, in modo che esca dagli spazi normativi per dialogare con la città. La manifestazione ha visto una nostra partecipazione entusiasta: abbiamo presentato un progetto collettivo formato dalle singole espressioni di ogni membro di PrimaLinea. Il lavoro di Alessio d’Anelli si può considerare doppio: ha scritto un testo curatoriale in modo tale da racchiudere i nostri 3 lavori sotto lo stesso cappello. Ha trovato l’espediente di una figura archetipica incarnata da un golem metropolitano, emblema delle stratificazioni della periferia che si sviluppa anche nel suo contributo artistico — una poesia che diventa installazione su un vetro specchiato. Lo specchio moltiplica la percezione nel riflesso alludendo alle stratificazioni, le opere sono disposte in modo che formino una sorta di diagonale o di triangolo. Il lavoro di Riccardo D’Avola Corte è in dialogo con il luogo che lo ospita: una scultura, una composizione di tubi innocenti all’ingresso di Officina 11, lavora con una serie di sculture di Paolo Assenza. Infine, il mio lavoro pittorico è stato concepito per comunicare con l’esterno, infatti è disposto sulla facciata del palazzo contiguo allo studio. L’opera non utilizza i mezzi canonici della pittura, è altresì formato da una giustapposizione di teli e reti utilizzate nei cantieri o nel giardinaggio e gioca con le trasparenze».

In occasione della manifestazione, Flavio Orlando ha concepito una grafica speciale per le magliette, i gadget ricordo che verranno distribuiti. Nel fronte sono radunati gli artisti partecipanti, i loro profili e volti vanno a confondersi e sovrapporsi, la scritta Überlagerungen appare in bianco come una cancellatura che toglie elementi all’immagine. «È una sorta di agglomerato di artisti che appare confuso ma se si osserva attentamente emergono facce, occhi e lineamenti degli artisti. Ho adottato il medesimo metodo per il retro con la sovrapposizione dei nomi dei partecipanti: alcuni sono leggibili, altri meno. Infine, ho scelto una frase allusiva al significato della parola tedesca, il principio fondante della mostra: È inutile provare a capire la forma originaria. Ora questo è un ÜBERLAGERUNGEN!».

SpazioY: Oltre al direttore artistico Paolo Assenza, artista e co-fondatore di SpazioY, collaborano al progetto Alessia Simonetti, Beatrice Ciotoli, Irene Iodice, Ugo Piccioni, Viviana Capasso, Valeria Caputo e Gianna Caratelli.
Side events: Kina, Moggio, Grandma.
Parteciperanno alla manifestazione: Carmelo Baglivo, Lucia Bricco, Giulio Cassanelli, Comitato di quartiere (Gigliola di Matteo, Daniela Sinatra e Chiara Vicini), Elena Cucci, Luca Grechi, Nicolas Martino, Flavio Orlando, Cristiana Pacchiarotti, Clarissa Secco, Silvia Spoti, PrimaLinea Studio (Eliseo Sonnino Di Laudadio, Alessio d’Anelli, Riccardo D’Avola-Corte), Nadia Vallino, LoSpizio, ME (a) LS Duo, Studio 54 (Ilaria Cappellini, Martha Micali, Luisa Montalto, Francesca Orelli, Nicola Rotiroti, Simone Tso, Klim Kutsevskyy).
Media partner del progetto è The Art Society, piattaforma culturale fondata da Andrea Vittoria Giovannini, impegnata nel sostenere la ricerca di artisti italiani under 40 e nel promuovere nuove modalità di fruizione dell’arte