La Kunsthalle di Winterthur chiude per ristrutturazione ma non si ferma

Quattro spazi d’arte in città ospiteranno il programma annuale. La prima mostra è All Day di Sam Cottington al Museum Schaffen

Vengono montate le impalcature e bloccati gli accessi del Waaghaus, il palazzo gotico nel centro storico si prepara alla ristrutturazione. Fin dalla sua apertura, nel 1503, è stato un punto di riferimento importante per la scena sociale e culturale della città. Al piano terra ospitava il mercato coperto e la pesa pubblica cittadina (dal tedesco: Waage= pesa, Haus= casa) mentre ai piani superiori si svolgevano spettacoli teatrali e si custodiva la collezione del Kunst Museum. Oggi l’edificio ospita una gastronomia, un teatro di burattini e la Kunsthalle, inaugurata nel 1980 con una mostra di Max Bill, artista e architetto originario di Winterthur. Dalla sua fondazione il museo allestisce ogni anno tra le quattro e le sei mostre coinvolgendo artisti locali e internazionali. Anche durante la chiusura per lavori, l’attività del museo non si arresta ma si reinventa: il programma annuale sarà organizzato in quattro diverse location cittadine che apriranno le porte all’arte contemporanea, per alimentare dialoghi e indicare nuove prospettive in attesa della riapertura, prevista per gennaio 2027.

La prima mostra è All Day di Sam Cottington negli spazi del Museo Schaffen. La sua produzione artistica indaga spesso il lavoro, le pratiche di produzione e le relazioni sociali. Temi che si riflettono nella ricerca del museo. In questa occasione l’artista indaga l’attività dell’andare al museo come una routine, un ripetersi di azioni che si svolgono per lo più in ambienti subordinati a quello dell’allestimento: si entra, si compra il biglietto, si lasciano borse e giacche, si visita la mostra, si entra nel bookshop, ci si ferma alla caffetteria, si ritirano gli oggetti dal guardaroba e si esce. 

All Day abita gli spazi secondari ma fondamentali per arricchire l’esperienza del visitatore. Il primo intervento “Deadline” consiste in due piatti identici di colore rosso, uno appeso sopra il bancone del bar diventa l’opera visibile, il secondo è usato per servire gli ordini e mantiene la sua funzione originaria. Questo gesto porta al centro della scena la caffetteria, che da fornitore di un servizio diventa protagonista di una performance: è l’oggetto comune a diventare opera d’arte o è l’opera d’arte a diventare oggetto comune? Nella zona tavoli è esposto “Total War”, un testo che descrive il sentimento di terrore condiviso dalle persone nel 1930 in vista della guerra, sulla targa di colore rosso viene fatta un’aggiunta che altera la versione originale, una parola sola “giovedì”. Un gesto semplice ma potente che dà una nuova lettura al testo storico e cambia l’esperienza del visitatore coinvolgendolo.

Nella meeting room l’opera “+” consiste in due schermi che riproducono la stessa registrazione di un’attrice che legge un monologo scritto dall’artista, vuole riflettere sulle dinamiche che nascono tra attore, copione e pubblico. L’ultima opera, che apre e chiude la mostra, non è fisicamente presente né visibile, si tratta di “REID” una performance di tre giorni che si svolgerà per messaggio, i visitatori che vogliono partecipare sono invitati a registrarsi tramite un qr code esposto all’ingresso tramite cui esprimono il consenso a ricevere messaggi da parte dell’artista per tutta la durata. Una performance che entra nella quotidianità dei singoli individui che decideranno come partecipare, se lasciarsi coinvolgere nel loro privato o trascurare le notifiche. L’intervento di Sam Cottington si inserisce delicatamente nel contesto del museo, accompagnando la mostra in corso senza contrastarla facendo apparizioni puntuali dove il pubblico è messo al centro.

I prossimi eventi nel programma della Kunsthalle saranno ospitati nella sala di lettura del Kunst Museum, al Naturmuseum Winterthur e alla fondazione CAMPO.

Dal 9 maggio al 26 luglio 2026; Kunsthalle Winterthur at Museum Schaffen, Lagerplatz 9, Winterthur; info: kunsthallewinterthur.ch

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