David di Donatello 2026, trionfa “Le città di pianura”: otto premi per Sossai, Sorrentino resta a mani vuote

La 71ª edizione dei David consacra Francesco Sossai e il suo film-rivelazione, vincitore di otto statuette. Delusione per Paolo Sorrentino

È stata la notte di Le città di pianura. Alla 71ª edizione dei David di Donatello il film di Francesco Sossai ha conquistato otto premi, imponendosi come grande vincitore della serata e confermando il ruolo centrale assunto negli ultimi mesi nel panorama del cinema italiano. Dopo essere arrivato alla cerimonia con 16 candidature, il lungometraggio ha mantenuto le aspettative portando a casa i riconoscimenti più importanti, tra cui Miglior film e Miglior regia. La cerimonia, trasmessa in prima serata su Rai 1, è stata guidata da Bianca Balti e Flavio Insinna, con quest’ultimo vero protagonista sul palco grazie a una conduzione energica, ironica e capace di tenere insieme spettacolo e ritmo televisivo. Tra monologhi, improvvisazioni e siparietti con gli ospiti, Insinna è riuscito a dare alla serata un tono più leggero senza perdere eleganza. Se per Sossai è stata una consacrazione definitiva, la serata ha invece segnato una battuta d’arresto per Paolo Sorrentino. La grazia, forte di 14 nomination e considerato uno dei favoriti della vigilia, è uscito dalla premiazione senza alcuna statuetta, nonostante le candidature nelle categorie principali.

A sorprendere è soprattutto la portata del successo del regista bellunese, già indicato dagli addetti ai lavori come uno dei nomi più interessanti della nuova generazione del cinema italiano. Le città di pianura, diventato negli ultimi mesi un piccolo caso cinematografico anche grazie al passaparola, ha conquistato critica e pubblico con il suo racconto sospeso tra provincia, malinconia e ricerca identitaria. Nel corso della serata spazio anche ai premi tecnici e agli omaggi alla carriera. Ornella Muti ha ricevuto il David Speciale, accolta da una lunga standing ovation del pubblico presente in sala. Tra gli altri titoli premiati figurano anche Le assaggiatrici di Silvio Soldini e Fuori di Mario Martone, mentre il cinema d’autore italiano conferma una stagione dominata da opere intime e fortemente personali.

Quattro premi invece per Primavera di Damiano Michieletto, che ha conquistato i riconoscimenti per Miglior compositore, Migliori costumi, Miglior acconciatura e Miglior suono, mentre La città proibita di Gabriele Mainetti ha ottenuto tre David, tra cui fotografia, scenografia ed effetti visivi. Due statuette a testa per Le assaggiatrici di Silvio Soldini e Gioia mia di Margherita Spampinato. Tra i premi agli interpreti, Aurora Quattrocchi ha vinto come Miglior attrice protagonista per Gioia mia, Matilda De Angelis come Miglior attrice non protagonista per Fuori, mentre Lino Musella è stato premiato come Miglior attore non protagonista per Nonostante. Il David per il Miglior film internazionale è andato a Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson. Ma il vero nome che esce rafforzato da questa edizione dei David rimane quello di Francesco Sossai, ormai considerato la rivelazione assoluta dell’anno cinematografico italiano.

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