Dal design come linguaggio estetico al design come pratica politica e sociale. È questa la direzione intrapresa da MOUE – Design fuori fuoco, il festival di grafica sociale che dall’11 al 15 maggio 2026 torna a Foggia per la sua seconda edizione, coinvolgendo studenti, designer, associazioni e cittadini in un programma diffuso di laboratori, mostre e incontri pubblici. Nato dalla collaborazione tra l’Accademia di Belle Arti di Foggia e l’associazione Generact, con la coorganizzazione del Comune di Foggia e il patrocinio di AIAP, il festival propone una riflessione sul ruolo contemporaneo del progetto grafico, concepito come strumento in grado di creare connessioni tra le persone e attivare nuove dinamiche culturali sul territorio.



Il tema scelto per il 2026, Design fuori fuoco, invita infatti a spostare lo sguardo verso ciò che resta ai margini: luoghi periferici, soggetti invisibili, fragilità sociali e pratiche informali che raramente entrano nelle narrazioni ufficiali del design. Un approccio che supera le tradizionali dicotomie tra centro e periferia, autore e comunità, produzione e partecipazione. Cuore operativo del festival saranno i Cantieri, nove laboratori di design sociale diffusi in città e sviluppati insieme a enti pubblici, realtà associative e cittadini. I risultati dei workshop verranno presentati il 14 maggio al Palazzetto dell’Arte Andrea Pazienza, in dialogo con incontri istituzionali e con la restituzione artistica del murale di Giovanni Albanese.

I nove cantieri del festival danno vita a una rete di collaborazioni che coinvolge università, istituzioni pubbliche, associazioni culturali e professionisti del design. Tra i partner figurano il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia insieme all’Area Rigenerazione Urbana del Comune, gli architetti Alberto Iacovoni e Luca La Torre dello studio MA0, il Centro Antidiscriminazione LGBTQ+ A.R.I.A., Scuola Fatoma, l’associazione iFun, il Polo Biblio-Museale di Foggia, la Cooperativa Sociale Emmaus, FIAB Foggia e la Piccola Compagnia Impertinente. Accanto a queste realtà operano designer, illustratori, artisti e ricercatori come Diletta Damiano, Andrea Vendetti, Gaia Formigari, Francesco Paolo Incantalupo, Giuseppe Defilippis, Donato Renzulli, Cammamoro, Francesco Garavaglia, Mattia Tafel, Martina Bracchi, Adelmo Petrucci, Fabrizio Crollari e Francesco Fidani, dando forma a progetti che intrecciano comunicazione visiva, pratiche sociali, inclusione e rigenerazione urbana.



Accanto ai laboratori, il programma ospita diverse esposizioni. Tra queste Grafica a parte, dedicata alle figure femminili della grafica italiana spesso escluse dalla storiografia ufficiale, e due mostre curate dagli studenti dell’Accademia, tra ricerca tipografica e progettualità legate ai temi sociali contemporanei. Il festival si estende anche allo spazio urbano attraverso la call internazionale Marginalità Ø, aperta a designer e creativi chiamati a riflettere sulle dinamiche tra centro e margine tramite il linguaggio del poster design. Una selezione dei lavori entrerà successivamente nella programmazione del Museo TAM di Matera. A completare il programma, i Dialoghi del 15 maggio riuniranno protagonisti della comunicazione visiva italiana attorno a questioni come editoria indipendente, innovazione sociale e parità di genere nel progetto grafico, confermando la volontà di MOUE di costruire uno spazio di confronto aperto tra discipline, pratiche e territori.
Info: MOUE 2026


