A Venzia, Albedo. You See Me in the Twilight è il nuovo progetto espositivo di Giovanni Ozzola, a cura di Giorgio Galotti e Shen Qilan, in programma dal 5 maggio al 22 novembre 2026 negli spazi della Beatrice Burati Anderson, in collaborazione con Galleria Continua. Ideata in occasione della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, la mostra è un percorso immersivo che intreccia linguaggi e percezioni, mettendo in relazione opere e architettura. L’esposizione prende forma negli ambienti storici di due antichi magazzini trecenteschi nel sestiere di San Polo, rimasti intatti nella loro struttura originaria. Qui l’artista costruisce un organismo espositivo che si sviluppa su due spazi contrapposti, collegati visivamente e fisicamente dal Rio de la Madoneta. Il canale diventa così parte integrante dell’esperienza, una soglia attiva che il visitatore attraversa, trasformando il passaggio in un elemento narrativo e sensoriale.


Al centro della mostra una nuova produzione video affiancata da un gruppo di opere fotografiche inedite, pensate in stretta relazione con il contesto architettonico. Il percorso si apre con Dust on my memories (2024), dove la presenza silenziosa di campane – normalmente strumenti di orientamento sonoro – si trasforma in un segnale visivo, invitando lo spettatore a privilegiare lo sguardo rispetto all’ascolto. Da qui lo sguardo si dirige verso Matteo, installazione video su ledwall realizzata con il supporto della Fondazione In Between Art Film, visibile da una porta d’acqua, che invita ad attraversare il canale. L’opera, definita come una “statua in movimento”, ritrae un arciere non vedente nell’istante dello scocco: un gesto sospeso che sposta l’attenzione dalla performance fisica alla dimensione percettiva e interiore, aprendo un dialogo tra orizzonte reale e immaginario.

Burati Anderson, Photo by Flavio Pescatori


Nel secondo spazio, immerso nella penombra e attraversato dalla luce naturale, un nucleo di fotografie si dispone come una costellazione simbolica. Opere come Faro 7, una notte di marzo – Venezia (2026) e Candela (2026) contribuiscono a creare un ambiente sospeso tra interno ed esterno, mentre lavori precedenti come La vida y la muerte me están desgastando e Sunset with faith (2023) aprono ulteriori varchi visivi e concettuali, ridefinendo il rapporto tra corpo e anima, tra realtà e visione. In una città come Venezia, da sempre percepita come sospesa e fuori dal tempo, Ozzola costruisce un’esperienza che interroga il presente e l’infinito, invitando il pubblico a riflettere sul ruolo dell’immaginazione come motore del futuro.
Albedo. You See Me in the Twilight
Dal 5 maggio al 22 novembre 2026
Beatrice Burati Anderson


