Nel sestiere di Castello, lontano dai percorsi più battuti, Venezia ritrova per un momento una delle sue immagini più familiari: i panni stesi tra le case. È da questa consuetudine domestica che prende forma Marea, l’installazione dell’artista newyorkese Melissa McGill, visibile fino al 10 maggio in Corte Nova.
Lungo Calle Nova, circa settanta lenzuola attraversano lo spazio urbano sospese su fili, restituendo un paesaggio semplice in un intervento che dialoga con la vita quotidiana e con una dimensione comunitaria sempre più fragile. Le stoffe, dipinte nei toni dell’azzurro e del verde, evocano la presenza della laguna e introducono una variazione cromatica che si modifica con la luce e il vento.
La realizzazione dei teli è parte integrante del progetto. Dipinti all’aperto, nei pressi di San Francesco della Vigna, sono stati bagnati prima dell’intervento pittorico, lasciando che l’acqua contribuisse alla definizione delle superfici. Un processo che mette in relazione gesto artistico ed elemento naturale, sottolineando il legame tra Venezia e il suo ambiente.

Il titolo Marea richiama una duplice dimensione. Da un lato, quella ambientale, legata all’innalzamento del livello del mare e agli eventi estremi come l’Acqua Granda del 2019; dall’altro, quella sociale, con riferimento al flusso turistico che incide profondamente sugli equilibri della città. In questo senso, l’installazione propone una riflessione senza toni dichiaratamente polemici, ma ancorata all’esperienza concreta del luogo.
Elemento centrale è il coinvolgimento diretto della comunità. I residenti di Corte Nova hanno partecipato al progetto insieme a studenti dello Iuav, dell’Uia e dell’Istituto Professionale Andrea Barbarigo, oltre a realtà locali come la galleria 10&Zero Uno. L’iniziativa, patrocinata dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, si inserisce in una pratica artistica che privilegia il dialogo con il territorio.
McGill, che frequenta Venezia dai primi anni Novanta, prosegue così un percorso già avviato con interventi pubblici come la Red Regatta del 2019. Anche in Marea, l’attenzione si concentra sulla relazione tra spazio, comunità e percezione, restituendo un’immagine della città che si sottrae alla rappresentazione più stereotipata. Accanto all’installazione, il progetto prevede la realizzazione di un video e di una pubblicazione, destinati a documentare il processo e le sue implicazioni.



