Erwin Wurm al Museo Fortuny: la scultura tra corpo, assurdo e quotidiano

A Venezia la prima grande monografica italiana dedicata all'artista austriaco. Un percorso che ridefinisce la scultura tra partecipazione, ironia e critica alla società contemporanea

Erwin Wurm. Dreamers
dal 06 maggio al 22 novembre 2026
Opening: 06 maggio 2026
Museo Fortuny – San Marco 3958, Venezia

«L’ordinario è così vicino e così familiare a noi che siamo portati a trascurarlo». È da questa tensione tra quotidiano e paradosso che prende forma Dreamers, la grande mostra che il Museo Fortuny dedica a Erwin Wurm, per la prima volta protagonista in Italia di un’ampia ricognizione museale.

Nato a Bruck an der Mur nel 1954, Wurm è tra gli artisti che più radicalmente hanno ridefinito il concetto di scultura negli ultimi decenni. Il suo lavoro mette in crisi categorie tradizionali come massa, durata e superficie, spostando l’attenzione verso una dimensione temporanea, performativa e spesso partecipativa dell’opera. Emblematiche in questo senso sono le celebri One Minute Sculptures, avviate alla fine degli anni Novanta: istruzioni che invitano il pubblico a compiere azioni o assumere pose utilizzando oggetti comuni — sedie, indumenti, frutta — trasformando il corpo umano in materia scultorea. Opere effimere per definizione, che dissolvono i confini tra artista e spettatore, arte e vita quotidiana.

Accanto a queste, il percorso presenta alcuni dei nuclei più noti della sua ricerca: dalle Fat Sculptures, in cui automobili e architetture si deformano fino a perdere la loro funzionalità, alle figure ibride e antropomorfe che animano oggetti ordinari, fino alle forme astratte e organiche delle Abstract Sculptures. In tutti i casi, il gesto di espansione o contrazione — ingrassare, comprimere, alterare — diventa un atto scultoreo a tutti gli effetti.

L’umorismo, cifra distintiva della pratica di Wurm, agisce come dispositivo critico: dietro l’apparente leggerezza si articola una riflessione sulle dinamiche sociali e sulle pressioni esercitate dalla cultura contemporanea, in particolare in relazione ai modelli imposti dal capitalismo e all’idea di successo, corpo e identità. Non è casuale, in questo senso, il dialogo implicito con la storia del luogo. Il percorso dell’artista incrocia idealmente quello di Mariano Fortuny e Henriette Fortuny, figure centrali per la sperimentazione tra arte, moda e tecnica che ha caratterizzato il palazzo veneziano. Un legame che si riflette anche nell’uso ricorrente degli abiti nella pratica di Wurm, intesi come estensione del corpo e superficie scultorea.