Marina Abramović, Transforming Energy
dal 06 maggio al 19 ottobre 2026
Opening: 06 maggio 2026
Gallerie dell’Accademia – Calle della Carità 1050, Venezia
Dal 6 maggio al 19 ottobre 2026 le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano Transforming Energy, la grande mostra dedicata a Marina Abramović, presentata in occasione della 61ª Biennale Arte. Un progetto che segna un passaggio storico per l’istituzione: l’artista serba diventa infatti la prima donna vivente a essere celebrata con una personale di questa portata negli spazi del museo.
La mostra, concepita in dialogo con la collezione permanente, mette in relazione la pratica performativa dell’artista con i capolavori del Rinascimento veneziano. Non si tratta di una semplice sovrapposizione temporale, ma di un confronto diretto tra linguaggi: da un lato la centralità del corpo come strumento di esperienza e trasformazione, dall’altro la tradizione figurativa che ha costruito l’identità visiva della città.

Curata da Shai Baitel, Direttore Artistico del Modern Art Museum (MAM) di Shanghai, l’esposizione attraversa l’intero arco della carriera dell’artista, accostando lavori iconici – come Rhythm 0 (1974), Imponderabilia (1977) e Balkan Baroque (1997) – a nuove produzioni pensate appositamente per Venezia.
Accanto a questi, trovano spazio i cosiddetti Transitory Objects: strutture in pietra e cristalli che invitano il pubblico a un coinvolgimento diretto, trasformando la fruizione in esperienza fisica e meditativa. Il progetto è nato a Shangai e nella città lagunare arriva arricchitto di molti altri lavori: l’allestimento occupa sia le sale della collezione permanente sia gli spazi temporanei, una scelta che rafforza l’intento di integrare il contemporaneo nel cuore dell’istituzione: il progetto si inserisce nella linea programmatica delle Gallerie, che negli ultimi anni hanno aperto un dialogo sempre più strutturato tra antico e presente.

Non è secondario il dato anagrafico: Transforming Energy coincide con l’ottantesimo compleanno dell’artista, assumendo anche il valore di una retrospettiva simbolica. Ma più che celebrare un percorso, il progetto sembra interrogarne la persistenza: quanto il corpo, sottoposto a resistenza, dolore e concentrazione, possa ancora essere luogo di conoscenza. In questo contesto, Venezia diventa spazio ideale. Città storicamente sospesa tra materia e spiritualità, tra immagine e ritualità, accoglie un lavoro che da decenni indaga proprio queste tensioni.
Dal 6 maggio al 19 ottobre 2026
Gallerie dell’Accademia, Venezia


