Helter Skelter: Arthur Jafa and Richard Prince
dal 9 maggio al 23 novembre 2026
Opening: 09 maggio 2026
Fondazione Prada – Ca’ Corner della Regina, Venezia
«Entrambi sono rovistatori di immagini. Senza chiedere alcun permesso, si immergono nel serbatoio straripante della cultura visiva […] per prelevare tutto ciò che vogliono e convertirlo in arte». Con queste parole la curatrice Nancy Spector descrive il terreno comune su cui si incontrano Arthur Jafa e Richard Prince, protagonisti di Helter Skelter, la mostra allestita negli spazi veneziani di Fondazione Prada, a Ca’ Corner della Regina.

Il progetto, che inaugura il 9 maggio 2026, mette in relazione due tra le pratiche più radicali dell’arte americana contemporanea, costruendo un dialogo inedito attorno al tema dell’appropriazione. Film, pubblicità, social media, musica, editoria underground: è dentro questo flusso continuo di immagini che Jafa e Prince operano, selezionando, sottraendo e riconfigurando materiali che appartengono all’immaginario collettivo.
La mostra riunisce oltre cinquanta opere tra video, fotografie, installazioni, sculture e dipinti, includendo nuovi lavori e una zine nata dalla collaborazione diretta tra i due artisti. Più che una doppia personale, Helter Skelter si configura come un dispositivo di confronto, articolato per accostamenti visivi e concettuali che mettono in tensione affinità e divergenze. Se Jafa indaga l’esperienza afroamericana e la centralità della cultura Black nella costruzione dell’identità statunitense, Prince lavora su una zona più ambigua, sospesa tra critica e fascinazione per i miti della mascolinità bianca. In entrambi i casi, sottolinea Spector, l’appropriazione diventa uno strumento di analisi: «quello che emerge è un’implacabile denuncia dell’America».

Moderna Museet, Stoccolma © Arthur Jafa
Il riferimento al ready-made di Marcel Duchamp è esplicito, ma aggiornato a un contesto dominato dalla sovrapproduzione di immagini. Qui il gesto duchampiano si trasforma in una pratica diffusa, quasi predatoria, che attraversa archivi analogici e digitali per restituire una mappa frammentaria e conflittuale degli Stati Uniti contemporanei. Anche il titolo, Helter Skelter, riflette questa dimensione instabile: un’espressione che attraversa la cultura popolare — dalla canzone dei Beatles alle sue più oscure risonanze storiche — e che viene qui riattivata come dispositivo critico, capace di tenere insieme caos, stratificazione e ambiguità.

Collezione privata © Richard Prince


