Dati che diventano storie, il mondo di Giorgia Lupi in mostra a Vicenza

Alle Gallerie d’Italia un percorso tra numeri, empatia e narrazione visiva che trasforma l’informazione in esperienza umana

Le Gallerie d’Italia di Vicenza rinnovano la collaborazione con l’Associazione Illustri e accolgono una nuova protagonista del panorama creativo contemporaneo: Giorgia Lupi. Nelle sale espositive del secondo piano prende forma un percorso dedicato a una delle voci più originali dell’information design internazionale, capace di trasformare i dati in narrazione visiva.

Nata nel 1981 e formatasi tra architettura e design al Politecnico di Milano, Lupi ha costruito negli anni un approccio personale che unisce rigore analitico e sensibilità narrativa. Al centro della sua ricerca c’è il cosiddetto Data Humanism, una filosofia che restituisce centralità all’esperienza umana dietro ai numeri. Non si tratta solo di visualizzare informazioni, ma di raccontare storie, accogliendo anche le imperfezioni e le sfumature che rendono ogni dato parte di una vicenda più ampia.

La mostra, dal titolo Giorgia Lupi. L’umanesimo dei dati, segue l’evoluzione del suo lavoro, dagli esordi con lo studio Accurat fino all’attuale attività a New York, dove è partner di Pentagram. Qui guida un team che esplora il potenziale dei dati come linguaggio visivo, collaborando con istituzioni e brand globali per costruire narrazioni accessibili e coinvolgenti.

Il percorso espositivo entra nel vivo attraverso progetti che hanno segnato la sua carriera. Tra questi, Dear Data, realizzato insieme a Stefanie Posavec e oggi conservato al Museum of Modern Art, dimostra come informazioni intime e quotidiane possano trasformarsi in un racconto universale. Allo stesso modo, lavori più recenti affrontano temi complessi e attuali, come la salute o i cambiamenti climatici, traducendoli in forme visive capaci di avvicinare il pubblico a questioni spesso percepite come astratte.

Non manca una dimensione più sperimentale: in alcune sezioni della mostra, i dati abbandonano il supporto bidimensionale per diventare oggetti concreti—tessuti, superfici, installazioni—dimostrando come la visualizzazione possa espandersi oltre lo schermo e dialogare con lo spazio fisico.

L’ultima parte del percorso promosso dalla sede vicentina dei musei di Intesa Sanpaolo coinvolge direttamente i visitatori, invitandoli a riflettere su temi come il futuro e l’intelligenza artificiale. Un approccio partecipativo che ribadisce il cuore del lavoro di Lupi: i dati non sono entità fredde, ma tracce di esperienze, decisioni e relazioni.

Ad accompagnare la mostra, un programma di incontri, laboratori e attività aperte al pubblico, pensato per approfondire il linguaggio della data visualization e renderlo accessibile anche ai non addetti ai lavori. Un’occasione per scoprire come, dietro ogni numero, si nasconda sempre una storia—e come raccontarla possa cambiare il nostro modo di guardare il mondo.

Fino al 2 agosto, info: gallerieditalia.com/it/vicenza

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