Una parte poco conosciuta della produzione di Keith Haring arriva sul mercato internazionale. A maggio, a New York, Sotheby’s presenterà all’asta una selezione di opere provenienti dalla collezione privata di Kermit Oswald, amico d’infanzia dell’artista e presenza costante nel suo percorso umano e creativo. Molti dei lavori, rimasti per decenni in ambito domestico, non sono mai stati esposti pubblicamente.
La raccolta copre un arco temporale che va dal 1977 al 1989 e comprende una varietà significativa di media. Tra i lotti principali figura uno dei rari autoritratti su tela realizzati da Haring – appena sei noti – con una stima compresa tra i 3 e i 5 milioni di dollari. In catalogo anche sculture in legno intagliato, opere su carta degli anni iniziali e la serie completa delle 17 serigrafie The Blueprint Drawings.

Accanto alle opere, trovano spazio oggetti personali che testimoniano il rapporto diretto tra Haring e Oswald. Tra questi, una culla e un comò dipinti dall’artista come dono per il primo figlio dell’amico, entrambi stimati tra i 250mila e i 350mila dollari. Elementi che restituiscono una dimensione privata e quotidiana, meno nota rispetto alla produzione destinata allo spazio pubblico.
Il nucleo è completato da fotografie e lettere che documentano la relazione tra i due. Le immagini mostrano momenti di vita condivisa, mentre le corrispondenze affrontano temi che spaziano dall’arte alla tecnologia. In una lettera del 1981, ad esempio, Haring riflette su conversazioni legate all’evoluzione e al ruolo emergente dei computer. «Molte di queste opere sono rimaste invisibili per decenni», sottolinea Sotheby’s nella presentazione ufficiale. Un aspetto che contribuisce a rafforzare il valore storico della vendita, oltre a quello di mercato.



