Fiona Sartoretto Verna, quando il paesaggio incontra il digitale

Un percorso che unisce pratica artistica e sperimentazione digitale, ampliando l’esperienza del paesaggio contemporaneo

Fiona Sartoretto Verna è un’artista che muove la propria ricerca tra architettura, paesaggio e pratica pittorica, costruendo un linguaggio che riflette sul rapporto tra uomo e ambiente. Il suo nome è oggi tra quelli segnalati in alcuni dei principali premi italiani – dal Premio Cairo all’Exibart Prize fino ad Artein – a conferma di un percorso in crescita all’interno della scena contemporanea.

La sua formazione nasce all’interno dell’architettura, con gli studi alla Sapienza di Roma, ma si sviluppa presto in una direzione più ampia. Un passaggio importante è rappresentato dall’esperienza negli Stati Uniti, in South Carolina, dove approfondisce la pittura studiando con Aj Finley McRee. Qui entra in contatto con l’acrilico e il collage e sviluppa una sensibilità legata al colore e al paesaggio, elementi che resteranno centrali nel suo lavoro.

Rientrata in Italia, prosegue la sua formazione alla RUFA di Roma, dove si avvicina alle tecniche miste e alla pittura a olio sotto la guida di Simonetta Gagliano. Questo percorso contribuisce a definire una pratica stratificata, in cui materiali e tecniche diverse convivono all’interno della stessa opera.

Al centro della sua ricerca c’è una riflessione sul paesaggio contemporaneo e sull’impatto delle attività umane sull’ambiente. Le sue opere mettono spesso in dialogo elementi naturali e materiali artificiali, creando immagini che evidenziano tensioni e contrasti senza ricorrere a una narrazione esplicita. L’uso del sintetico diventa così uno strumento per interrogare visivamente le trasformazioni in atto.

Accanto alla dimensione pittorica, Sartoretto Verna integra anche strumenti digitali, ampliando le possibilità di fruizione delle opere. In alcuni lavori, infatti, l’esperienza non si limita alla superficie del quadro, ma invita lo spettatore a un coinvolgimento più diretto, anche sensoriale.

La sua pratica si colloca quindi tra linguaggi diversi, mantenendo un equilibrio tra ricerca formale e attenzione ai temi ambientali. Un percorso che, pur partendo da una formazione progettuale, si apre a una dimensione artistica autonoma, in continua evoluzione.

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