Il 28 aprile lo IED Firenze presenta all’ex Teatro dell’Oriuolo In corpo presente, performance collettiva che conclude un percorso di ricerca avviato a dicembre 2025 e sviluppato con il coinvolgimento di cinquanta studentesse e studenti provenienti da discipline diverse. Il progetto, guidato da Jacopo Benassi, Sabato De Sarno e Sissi, si concentra sui concetti di libertà, presenza e appartenenza, mettendo al centro il corpo come dispositivo attivo di relazione.
L’esito scenico si configura come un processo condiviso più che come una rappresentazione conclusa: corpo, abito e suono diventano strumenti operativi attraverso cui costruire un’esperienza in continua trasformazione. L’interazione tra linguaggi differenti genera una struttura aperta, in cui i partecipanti sono chiamati a negoziare continuamente il proprio ruolo all’interno di un’azione collettiva. «La performance oggi non è più un gesto individuale. È un atto collettivo: nasce dall’ascolto, si costruisce nella relazione. Un corpo è davvero presente quando smette di rappresentarsi e inizia a sentire gli altri», afferma Sabato De Sarno in un commento rilasciato a Inside Art, sintetizzando l’impostazione teorica del progetto.

Il lavoro prende avvio da riferimenti all’immaginario della storia dell’arte e della cultura visiva, rielaborati come stimoli per una pratica corale che privilegia l’azione condivisa rispetto alla dimensione rappresentativa. In questo contesto, l’abito assume una funzione strutturale: un sistema modulare composto da elementi tessili che possono essere uniti e separati, trasformandosi nello spazio e contribuendo alla costruzione di un tableau vivant in divenire. In questo quadro, con De Sarno l’abito diventa un’estensione del gesto collettivo, una superficie neutra e trasformabile che accoglie le interazioni tra i partecipanti e ne registra le variazioni, contribuendo a costruire una drammaturgia visiva in continuo mutamento.
Accanto alla componente visiva, il suono e il movimento giocano un ruolo determinante. La ricerca di Jacopo Benassi si intreccia con quella di Sissi, dando forma a un ambiente in cui immagine, gesto e materia convivono in equilibrio instabile. L’obiettivo non è la definizione di una forma definitiva, ma l’attivazione di una dinamica relazionale capace di ridefinire continuamente i confini tra individuale e collettivo.



