A miart 2026, il sistema dei premi si rivela ancora una volta come una struttura portante della fiera, capace di riflettere e al contempo indirizzare le dinamiche del contemporaneo. Più che semplici riconoscimenti, le assegnazioni delineano una geografia di sensibilità, linguaggi e tensioni critiche che attraversano la scena internazionale.
Il Fondo di Acquisizione: una collezione come organismo vivo
Il Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano, con il suo valore consolidato di 100.000 euro, conferma la propria funzione strategica: costruire nel tempo una collezione capace di restituire la pluralità dei linguaggi contemporanei.
Le dieci opere selezionate — da Vivian Suter a Sergio Fermariello, da Claudia Comte a Sung Tieu — tracciano un percorso che attraversa pittura, fotografia, scultura e pratiche ibride. Ciò che emerge è una tensione costante tra materia e processo, tra gesto e sistema. Particolarmente significativa appare la compresenza di ricerche storicizzate, come quella di Giosetta Fioroni, e voci più recenti come Nika Kutateladze o Tobias Just: un dialogo intergenerazionale che trasforma la collezione in un dispositivo narrativo aperto, più che in un archivio statico.


Premio Herno: l’allestimento come pratica curatoriale
Il Premio Herno, assegnato a Mai 36 Galerie, riconosce la centralità dell’allestimento come forma di pensiero. Il dialogo tra Robert Mapplethorpe e Jacopo Benassi non si limita a un confronto formale, ma attiva una risonanza tra epoche e sensibilità visive. La scelta della giuria evidenzia come la fiera possa ancora farsi spazio curatoriale, capace di superare la dimensione commerciale per avvicinarsi a quella museale. L’allestimento diventa così un linguaggio autonomo, una scrittura nello spazio che costruisce significato.
Emergent: urgenze e nuove narrazioni
Il Premio LCA Studio Legale per Emergent, assegnato a Lovay Fine Arts, mette in luce una generazione di artisti che lavora con consapevolezza critica e ironia. Il lavoro di Sem Lala, in particolare, si distingue per una tensione geopolitica che riflette le fratture del presente. In questo contesto, la sezione Emergent si conferma come luogo di sperimentazione e rischio, dove le pratiche artistiche non cercano ancora una forma stabilizzata, ma operano come strumenti di interrogazione del reale.


Fotografia e ricerca: Armin Linke alle Terme di Caracalla
Il Premio Orbital Cultura – Nexi Group assegna ad Armin Linke una commissione che trascende la documentazione per entrare nel campo dell’indagine. La fotografia, nella sua pratica, si configura come dispositivo analitico: non restituisce semplicemente il visibile, ma ne disarticola le strutture. Il progetto sulle Terme di Caracalla promette così una rilettura del sito archeologico come sistema complesso, attraversato da relazioni storiche, politiche e sociali.
Suono e materia: la commissione SZ CAM Sugar
Il progetto vincitore di Marco Pio Mucci introduce una riflessione sottile sulla materialità del suono. L’integrazione dei nastri magnetici all’interno della superficie pittorica produce un cortocircuito tra memoria e forma, tra traccia sonora e immagine. Qui la pratica artistica si muove lungo un confine instabile, trasformando il supporto in contenuto e la memoria in materia. Un gesto che interroga il destino degli archivi e la loro possibile riattivazione nel presente.

Archivorum Award: l’arte come pensiero critico
Il riconoscimento a Frank Wasser sottolinea la necessità di uno spazio editoriale che accompagni la pratica artistica. La sua ricerca, che attraversa performance e teoria, mette in discussione le strutture di potere e le convenzioni del sistema dell’arte.
Il premio si configura così non come punto di arrivo, ma come estensione del lavoro: una piattaforma per approfondire e articolare un discorso che resiste alla velocità e alla superficialità del contemporaneo.
Tra organico e permanente: il Premio Visconti di Modrone
L’opera di Diambe introduce una riflessione potente sulla trasformazione della materia. L’uso di elementi organici — zenzero, curcuma, cacao — come matrici per la fusione in bronzo genera una tensione tra effimero e permanenza. La scultura diventa così un luogo di transizione, in cui identità, memoria e corpo si ridefiniscono attraverso processi materiali. Anche la menzione a Sofía Salazar Rosales insiste su questa dimensione trasformativa, dove la perdita e la combustione diventano elementi costitutivi dell’opera.
Identità instabili: il Premio Massimo Giorgetti
Theresa Buchner viene premiata per una pratica che mette in crisi la rappresentazione. I suoi ritratti, sfuggenti e incompleti, aprono uno spazio di partecipazione per lo spettatore. L’identità non è mai data, ma costruita nel continuo slittamento tra visibile e invisibile. In questo senso, il lavoro di Buchner riflette una condizione contemporanea in cui il sé è sempre negoziato, mai definitivo.
Collezionare il presente: il Premio Rotary Club Milano Brera
L’acquisizione dell’opera di Emilio Gola per il Museo del Novecento evidenzia una rinnovata attenzione verso le giovani generazioni. La pittura di Gola, intima e stratificata, trasforma lo spazio domestico in un paesaggio mentale, un archivio di tracce personali e culturali. Non un autoritratto narcisistico, ma una costruzione complessa dell’identità attraverso oggetti, memorie e riferimenti.



