La Grande Arte Al Cinema torna in sala con Schiele e Fontana come protagonisti

Ideato da Nexo Digital, il ciclo di documentari dedicati ai grandi maestri dell'arte torna con due nuovi episodi dedicati a due figure fondamentali del Novecento

La nuova stagione del ciclo ideato Nexo Digital, che porta sul grande schermo documentari dedicati ai grandi maestri della storia dell’arte, si prepara a tornare con due nuovi episodi dedicati a Egon Schiele e Lucio Fontana.

Tabù. Egon Schiele

Il primo appuntamento, visibile nelle sale il 20, 21 e 22 aprile 2026, è stato diretto da Michele Mally e prodotto in collaborazione con 3D Produzioni. Il docufilm ripercorre il percorso artistico e umano di una delle figure più influenti e radicali del primo Novecento, la cui rappresentazione perturbante e provocatoria del corpo continua ancora oggi ad interrogare lo sguardo dello spettatore. Il viaggio narrativo prende avvio da Český Krumlov, città legata alle sue origini e dove ha vissuto insieme alla compagna Wally Neuzil. Da qui il racconto oscilla tra Vienna e Parigi, restituendo il clima culturale che si respirava al tempo, costantemente attraversato da profondi cambiamenti di carattere artistico e sociale.

Durante tutto il percorso lo spettatore sarà accompagnato dall’attrice Erika Carletto e dalle melodie composte dalla violinista Laura Masotto. Il film alterna così elementi biografici, come il matrimonio con Edith Harms, agli interventi storici affidati a studiosi e curatori di istituzioni come l’Albertina Museum e il Leopold Museum. Tra i passaggi più significativi emerge il racconto del 1910, anno in cui il linguaggio artistico di Schiele raggiunge la sua forma definitiva. Il documentario si conclude con il racconto del 1918, anno segnato dalla scomparsa di Schiele, Gustav Klimt e la fine dell’Impero austro-ungarico.

Lucio Fontana, The Final Cut

Disponibile nelle sale italiane il 25, 26, 27 maggio, il documentario diretto da Andrea Bettinetti e narrato da Miriam Leone, propone un ritratto inedito e potente del maestro che ha trasformato profondamente il modo di concepire spazio e materia. Prodotto da Good Day Films con l’autorizzazione della Fondazione Lucio Fontana, la pellicola abbraccia l’eredità della sua ricerca, restituendola al pubblico attraverso materiali d’archivio, testimonianze internazionali e le sue opere conservate nei musei e nelle collezioni più importanti al mondo. Il film alterna note biografiche, che mettono in risalto la personalità eccentrica e visionaria, a una serie di interviste fatte ad artisti internazionali che hanno avuto occasione di conoscerlo e confrontarsi con le sue opere. Tra questi figurano Doug Wheeler, Alfredo Jaar, Michelangelo Pistoletto e Antony Gormley. Nel film trovano spazio anche gli interventi di Luca Massimo Barbero e Daniela Alejandra Sbaraglia.

Il racconto riporta inoltre elementi più teorici, formulati dal filosofo Padre Paolo Benanti e dall’architetto Norman Foster, in quanto la produzione artistica di Fontana ha definitivamente aperto un varco tra scultura e pittura, giocando con superfici, colori e luci.

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