Stefano Gabbana ha lasciato in silenzio la maison, che si prepara a una nuova era

Le dimissioni risalgono al dicembre 2025 ma emergono solo oggi: tra debiti, nuovi manager e scenari aperti, la casa di moda affronta una fase decisiva della sua storia

Per ben quattro mesi il silenzio, poi di colpo la notizia bomba: Stefano Gabbana non è più il presidente di Dolce & Gabbana. Le dimissioni, formalizzate nel dicembre 2025, sono diventate pubbliche solo ad ora aprendo un passaggio cruciale per una delle maison più identitarie del made in Italy. A raccogliere il testimone è Alfonso Dolce, fratello di Domenico e già amministratore delegato del gruppo, che ha assunto la presidenza a partire da gennaio. Una successione interna, dunque, che garantisce continuità familiare ma segna al tempo stesso una frattura storica: per la prima volta dalla fondazione nel 1985, uno dei due creatori non occupa più il vertice istituzionale del marchio. Più che una semplice uscita di scena, quella di Gabbana appare come l’inizio di una transizione: da maison-autore a impresa strutturata, chiamata a confrontarsi con le regole sempre più stringenti dell’industria del lusso contemporanea.

Il cambio ai vertici si inserisce in un contesto complesso per il settore del lusso e, in particolare, per Dolce & Gabbana, alle prese con una fase finanziaria delicata. Il gruppo starebbe negoziando con le banche la gestione di un debito stimato intorno ai 450 milioni di euro, valutando al contempo nuove strategie di rilancio e rafforzamento del capitale. In questo scenario si colloca anche l’arrivo di Stefano Cantino, ex amministratore delegato di Gucci, indicato come figura chiave per il futuro assetto manageriale della maison. Un segnale chiaro: accanto alla continuità familiare, si apre la porta a competenze esterne e a una possibile ridefinizione della governance.

Resta da capire quale sarà il ruolo di Stefano Gabbana. Lo stilista, che insieme a Domenico Dolce ha costruito un immaginario estetico riconoscibile in tutto il mondo, non sembra destinato a scomparire dalla scena creativa, almeno nel breve periodo. Tuttavia, il fatto che stia valutando il futuro della propria quota societaria – pari a circa il 40% – lascia intravedere scenari più profondi, che potrebbero includere anche cambiamenti nell’assetto proprietario. La vicenda segna un momento di svolta non solo per il marchio, ma per l’intero sistema moda italiano. Dolce & Gabbana è sempre stata un’azienda fortemente legata alla personalità dei suoi fondatori, impermeabile alle logiche dei grandi conglomerati internazionali. Oggi, però, tra pressioni finanziarie e trasformazioni del mercato globale, anche questo modello sembra entrare in una fase di ridefinizione.

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