Il ritorno della Nouvelle Vague che non smette di tornare

Linklater torna alla Nouvelle Vague e a Godard: il regista americano racconta come quegli anni di libertà e sperimentazione continuino a influenzare il cinema contemporaneo

La Nouvelle Vague è mai davvero finita? Più che un movimento storico circoscritto alla Francia tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta, è diventata negli anni una grammatica iconica del cinema: libertà di produzione, centralità dello sguardo autoriale, riprese in esterni, montaggio libero, storie intime attraversate dal tempo e dalla città. Non sorprende quindi che, ciclicamente, il cinema torni a guardare a quella stagione come a una fonte inesauribile di energia.

È proprio a quell’immaginario che guarda Richard Linklater con il suo nuovo progetto dedicato alla nascita della Nouvelle Vague e alla figura di Jean-Luc Godard durante la realizzazione di À bout de souffle, 1960. Il film, intitolato chiaramente Nouvelle Vague, non è un semplice biopic né un’operazione nostalgica: è piuttosto un ritorno al momento in cui un gruppo di giovani critici trasformò radicalmente il linguaggio del cinema.

In quegli anni, figure come François Truffaut, Agnès Varda e lo stesso Godard passarono dalle pagine dei Cahiers du cinéma alla macchina da presa, rifiutando le regole della produzione tradizionale e costruendo un cinema leggero, improvvisato, urbano. Il loro gesto fu prima di tutto politico e culturale: dimostrare che il cinema poteva nascere anche fuori dalle strutture industriali, con pochi mezzi e molta libertà.

Il progetto di Linklater si inserisce in una traiettoria coerente con la sua filmografia. Dai dialoghi erranti della trilogia Before alla riflessione sul tempo di Boyhood, il regista americano ha sempre lavorato su forme narrative aperte, attente alla vita quotidiana e al passaggio degli anni. Guardare alla Nouvelle Vague significa tornare a una radice del cinema indipendente contemporaneo. Ma il ritorno a quella stagione non riguarda solo la storia del cinema. Raccontarne la nascita della Nouvelle Vague oggi significa ricordare che il cinema può ancora reinventarsi partendo da una camera leggera e da uno sguardo personale. È forse questo il vero motivo per cui la Nouvelle Vague continua a tornare: non come nostalgia cinefila, ma come un’idea di cinema che, ogni volta che riaffiora, ricorda quanto sia possibile cambiare le regole del gioco partendo quasi da zero.