Brasile, dopo quarant’anni riapre al pubblico “Casa Bola” di Eduardo Longo

La struttura sferica, rimasta inattiva, ospiterà la quinta edizione di Aberto, un'iniziativa che propone mostre d'arte in case "iconiche"

Negli anni ’70, Eduardo Longo – parte di una generazione di architetti brasiliani influenzati dalla cultura pop e dalle utopie tecnologiche -, si immagina una nuova forma diversa di vivere il nucleo domestico. Secondo la sua immaginazione, gli umani non abiteranno più in case tradizionali, ma in sfere metalliche sospese sopra la città: spazi continui caratterizzati da pareti curve e dall’assenza di angoli. È da questa visione che nel 1974 nasce Casa Bola.

La scelta della forma geometrica non riguarda solo il gusto estetico, ma la sua efficienza: secondo l’architetto infatti, la sfera è la configurazione strutturale più efficiente, capace di racchiudere il massimo volume utilizzando una quantità di materiale minima. L’idea di Longo era quindi di poter creare delle abitazioni leggere, riproducibili e diffuse su ampia scala. Purtroppo ad oggi rimane solo un prototipo nel quartiere di Itaim Bibi di San Paolo. Costruita in ferrocemento e dal diametro di otto metri, Casa Bola unisce al suo interno pareti, illuminazione e arredi, creando così un unico organismo architettonico. Nonostante il carattere estremamente radicale, la casa è stata realmente abitata dalla famiglia di Longo per decenni.

Per molti anni tuttavia la struttura è rimasta poco conosciuta al di fuori degli ambenti accademici, diventando quasi una curiosità, attirando l’attenzione di pochi passanti. Grazie all’iniziativa di Aberto, Casa Bola riaprirà i propri spazi per accogliere le opere di più di cinquanta artisti. Lo scopo piattaforma, giunta ormai al suo quinto anno, è di aprire le case iconiche dell’architettura al pubblico, trasformandole allo stesso tempo in spazi espositivi. L’anno precedente ha visto come protagonista Maison La Roche, la casa progettata a Parigi da Le Corbusier and Pierre Jeanneret tra il 1923 e 1925. Questa edizione, curata da Filipe Assis insieme a Claudia Moreira Salles e Kiki Mazzucchelli, riunisce più di sessanta lavori – di cui la maggior parte ispirati direttamente all’abitazione -, che dialogano apertamente con l’architettura utopica di Longo.

La riapertura di Casa Bola, visitabile dal 13 maggio fino all’8 giugno, offre un’occasione unica: entrare in una delle strutture più visionare di San Paolo, rimasta inattiva per quarant’anni, e immergersi nell’arte contemporanea. I visitatori così potranno prendere parte, anche solo per un momento, al futuro utopico immaginato da uno degli architetti che ha segnato la storia del Brasile.

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