Con il numero 137, Inside Art torna a interrogare alcune delle tensioni più vive del presente, muovendosi tra scena emergente, pratiche già consolidate e grandi domande che attraversano il sistema dell’arte. Al centro del numero, infatti, un focus dedicato al rapporto tra arte e politica che si inserisce nella complessità geopolitica attuale. Saggi e interviste pongono degli interrogativi per abitare una domanda che torna ciclicamente alla ribalta: fino a che punto l’arte può e deve esporsi, e quale responsabilità comporta scegliere di farlo. Accanto al dibattito, il magazine torna a osservare da vicino la ricerca delle nuove generazioni, affiancandola a progetti espositivi recenti. Uno sguardo laterale che prova a tenere insieme posizioni, linguaggi e prospettive diverse, seguendo le linee mobili con cui l’arte continua a interrogare il presente.
LA COVER
In un negativo della solita cover con testata nera e blocco colore, sulla copertina del numero 137 c’è una Madonna che guarda il muro. Presentata in apertura del magazine dall’editoriale di Guido Talarico, si tratta dell’opera In Search of the Miraculous di Marcello Maloberti, un’immagine potente in cuila divinità appare voltata di spalle, faccia alla parete, come se fosse stata messa in punizione, costretta a non vedere o addirittura come se non volesse vedere. L’installazione, presentata di recente al PAC di Milano, è una statua a grandezza naturale della Madonna, acquistata dall’artista a Horssen e ritenuta miracolosa nell’ascoltare le preghiere dei fedeli. Eppure la faccia al muro potrebbe non essere un rifiuto ma un invito a seguirla nella preghiera, perché, anche se è di spalle, pare accogliere l’ultimo rifugio di speranza.

IL PRIMO SFOGLIO
Il primo sfoglio del numero, come di consueto dedicato alla ricerca degli artisti della scena emergente contemporanea, accoglie le interviste a Bianca Bondi, Raffaela Naldi Rossano e al fotografo Jim C. Nedd, tre pratiche diverse che intercettano sensibilità e linguaggi della nuova generazione artistica internazionale. A queste si affianca la sezione Portfolio, dedicata al progetto CINEMA JAO di Vipra Sativa, recentemente esposto al MACRO di Roma, un lavoro che attraversa immaginario visivo, cultura pop e dimensione performativa.




La sezione Close-Up, tradizionalmente riservata ad artisti affermati o mid-career, è invece dedicata al lavoro di Marcello Maloberti, che abbiamo già incontrato sulla cover del numero a lui dedicata. Una lunga intervista che riflette la forza iconica e la tensione poetica che da anni attraversano la sua ricerca.

FOCUS – CAMPO MINATO
Muoversi in un campo minato vuol dire non sapere mai fino a che punto il passo che farai ti porterà più avanti o se farà saltare tutto in aria. Sul piano metaforico, vuol dire muoversi su un terreno scivoloso, complicato, dove a volte l’immobilità sembra più sicura dell’azione. Negli ultimi anni il rapporto tra arte e impegno politico e le problematiche ad esso annodate sono tornate con forza dentro piattaforme globali come Biennale e documenta, dove prese di posizione, astensioni, ritiri ed esclusioni hanno trasformato le esposizioni in veri e propri campi di tensione. Se come cittadini la risposta sembra ovvia, perché la politica si esercita anche e soprattutto nello spazio pubblico e nello spazio che alla cultura viene dedicato, il discorso si complica quando entra in gioco il sistema dell’arte, con i suoi equilibri, le sue responsabilità e i suoi inevitabili compromessi.
Il focus di questo numero prova ad attraversare questo terreno instabile, raccogliendo voci di curatori, artisti, critici e attivisti: Marco Baravalle, Andrea Bardi, Vincenzo Trione, la casa editrice Tlon e l’artista Shirin Neshat.

IL SECONDO SFOGLIO
Nel secondo sfoglio del numero si dà spazio a un’ampia serie di approfondimenti sulle ultime mostre inaugurate nella stagione e sulle collezioni e le attività di alcuni dei grandi musei italiani. L’attività di Palazzo Te, per esempio, con la mostra di Isaac Julien e l’intervista al direttore Stefano Baia Curioni; il progetto di Palazzo Bentivoglio curato da Tommaso Pasquali tra collezione e arte contemporanea; il lavoro di memoria e cura dell’Archivio Franco Angeli portato avanti dalla figlia dell’artista della Scuola di Piazza del Popolo, Maria Angeli. E ancora: una lunga intervista a Nicolas Bourriaud, padre teorico dell’Arte Relazionale e curatore della mostra appena conclusa al MAXXI di Roma, 1+1; un omaggio al grande fotografo del grottesco Martin Parr, recentemente scomparso e protagonista della prossima grande retrospettiva al Jeu de Paume di Parigi; Gibellina Capitale italiana dell’Arte Contemporanea, le attività di mecenatismo tra Italia e Stati Uniti di LoveItaly e molto altro.



LA PRESENTAZIONE
Un numero densissimo, sempre più ricco di contenuti che abbiamo la necessità di parlarne ancora e raccontarvelo di persona. Giovedì 12 marzo, alle 18.30, in un incontro in redazione (viale Bruno Buozzi, 102, Roma) per approfondire insieme le scintille che partono dalla lettura del magazine e vedere in quali strade ci portano. Vi aspettiamo anche per un brindisi in collaborazione con OPPURE.

Il numero è acquistabile nei nostri punti vendita e bookshop di riferimento o scrivendo ad: [email protected]


