La pellicola, diretta da Cathy Yan e presentata al Sundance Film Festival 2026, esplora con un’ironia tagliente il sistema dell’arte contemporanea, in cui ogni morale viene accantonata per lasciare spazio al successo e alla vanità. La storia ruota intorno a Polina Polinski, rappresentata da un’ambiziosa Natalie Portman, una gallerista nevrotica, alle prese con l’organizzazione della sua esibizione per Art Basel Miami.
Polina spera che questa nuova mostra, una personale dell’artista Stella Burgess – interpretata da Da’Vine Joy Randolph -, le porti finalmente il riconoscimento che spera disperatamente di ottenere in un mondo che sembra ignorarla. Durante un’anteprima privata, l’influencer Dalton Hardberry – recitato da Zach Galifianakis – insulta pesantemente le sue opere e, dopo uno scambio acceso con la gallerista, finisce trafitto contro un pezzo dell’artista. L’evento elegante si trasforma in una catastrofe e Polina, dalla disperazione iniziale arriva all’illuminazione: perché non sfruttare questo incidente per trasformarlo in un’opera d’arte?

Da qui il film si dipana tra inganni, piani astuti e situazioni assurde per attirare l’attenzione sulla galleria. The Gallerist non si limita a fare comicità, ma esplora il confine tra arte e commercio. La creatività di Stella viene messa in crisi dalla mercificazione della sua opera, mentre dall’altra parte Polina, affamata di successo, rappresenta il lato più spietato del settore. Accanto a Portman e Ortega, si aggiunge un cast stellare: Catherine Zeta-Jones veste i panni di una negoziatrice spietata, Sterling K. Brown è l’ex marito della gallerista, con cui è sempre in conflitto, e la cantante Charli XCX interpreta un’influencer che contribuisce al caos della storia.
The Gallerist, diretto con uno stile visivamente energetico e dal ritmo aggressivo e incalzante, mescola momenti di tensione a scene di scompiglio che vogliono stimolare una riflessione sulla superficialità del mondo dell’arte e la sua ossessione per l’apparenza e la fama.



