Olimpiadi, che ci fa anche Bruno Munari a Milano Cortina

Un gesto senza parole alla cerimonia inaugurale ha trasformato un classico del design italiano in un segnale culturale riconoscibile su scala globale

Tra i momenti più commentati della cerimonia di apertura di Milano Cortina ce n’è stato in cui la cultura visiva ha fatto da padrona. È quello in cui Brenda Lodigiani, con il microfono spento e le mani al centro della scena, ha comunicato senza pronunciare una parola. Arrivato in un’edizione dei Giochi attraversata da numerosi progetti di arte contemporanea e iniziative culturali diffuse sul territorio, il riferimento era chiaro: Bruno Munari e il suo Supplemento al dizionario italiano, pubblicato per la prima volta nel 1963 e oggi nuovamente disponibile nel catalogo di Corraini Edizioni.

Il libro è una raccolta e uno studio sistematico della comunicazione non verbale: gesti delle mani, posture, espressioni del volto che fanno parte della vita quotidiana e che spesso dicono più delle parole. Munari li osserva, li descrive e li illustra con lo sguardo del progettista e l’ironia del narratore, trasformando un repertorio popolare in un vero e proprio dizionario visivo. «Siamo molto orgogliosi di aver lavorato con Munari e di lavorare ancora con i suoi eredi per continuare a far conoscere il suo lavoro in tutto il mondo», ha dichiarato Pietro Corraini al Corriere della Sera. «Riesce a parlare di cose complesse con semplicità. Il Supplemento al dizionario italiano tratta i gesti come elemento folkloristico, ma con grande rigore. È identitario, leggero, divertente e profondo allo stesso tempo. Per questo resta attuale ed è naturale vederlo citato in un contesto internazionale come quello delle Olimpiadi».

Nelle sue 118 pagine, illustrate dalle fotografie di Aldo Ballo, il volume spiega, tra le altre cose, che un dito sulle labbra indica il silenzio, o che il gesto delle corna, definito «di scongiuro», serve a «scaricare a terra il maleficio». Munari non banalizza il quotidiano, ma lo analizza con precisione, mostrando come molti gesti nascano in contesti locali per poi diffondersi fino a diventare comprensibili da Nord a Sud del Paese, e in alcuni casi anche oltre i confini italiani.

Il lavoro si inserisce in una tradizione di studi più ampia, che risale alla prima grande raccolta di gesti italiani realizzata dal canonico Andrea de Jorio e pubblicata a Napoli nel 1832. Munari riparte da quella base, aggiunge nuovi segni e include anche gesti provenienti da altre culture, come il celebre “OK” americano, ormai entrato nel linguaggio corporeo comune. Il risultato è un repertorio pensato anche per gli stranieri che visitano l’Italia, utile come complemento al dizionario della lingua, e la sua riproposizione sul palcoscenico globale dei Giochi ha strappato un sorriso allo stadio di San Siro e a milioni di spettatori collegati da tutto il mondo senza rinunciare alla presenza di un forte riferimento culturale. Segno, tra l’altro, di una permeabilità sempre in aumento tra i linguaggi visivi e lo scenario sportivo sotto i grandi riflettori.