21Art apre a Roma. Il fondatore Davide Vanin: «Siamo una galleria con una community»

Sostenuto da Alessandro Benetton, il progetto guidato da Davide Vanin si espande nella Capitale con uno sguardo già rivolto alle prossime aperture internazionali

È stata una crescita rapida quella di 21Art, galleria trevigiana fondata come società benefit su iniziativa dell’imprenditore Davide Vanin e sostenuta da Alessandro Benetton che ha aperto le porte della sua prima sede nel 2021. Dopo l’inaugurazione dello spazio a Padova nel 2025, a gennaio 2026 21Art ha fatto di Roma la sua terza casa, in un frangente in cui guarda già alle prossime aperture di Milano, Cortina e Montecarlo. L’approdo nella Capitale segna allora un momento di consolidamento e visibilità nazionale di un progetto che, come ha spiegato Vanin alla presentazione dello spazio in Largo della Fontanella Borghese ristrutturato da Fosbury Architecture, intende affiancare all’attività commerciale una visione culturale ampia, strutturata e responsabile.

21Art: una galleria con una community

«Fin dall’inizio non volevamo essere solo una galleria commerciale», ha dichiarato Vanin. «Abbiamo voluto creare una community». È da questa esigenza che ha preso forma il progetto 21Art Club: una rete di salotti culturali pensati come luoghi di dialogo e formazione, capaci di avvicinare all’arte contemporanea anche un pubblico non specialistico. «Abbiamo creato collezionisti partendo da neofiti che si sono appassionati all’arte – ha aggiunto – È un progetto che intende sostenere gli artisti nel tempo, scegliendo insieme quali percorsi portare avanti».

La sede romana, che apre con una panoramica degli artisti in catalogo, replica consapevolmente questa struttura: galleria e club convivono come due dimensioni complementari. Se nelle fasi iniziali il pubblico era composto in larga parte da neofiti, oggi la comunità di 21Art si è trasformata in una base solida di collezionisti, accompagnata da servizi sempre più articolati e mirati. Le opere che entrano in galleria sono infatti vagliate da un comitato che, ha spiegato ancora Vanin, «è uno strumento fondamentale per offrire trasparenza ai collezionisti».

21Art tra respiro internazionale e una rete di ambassador

In questo percorso, il contributo di Massimiliano Mucciaccia è centrale. Coinvolto come partner per la parte artistica, Mucciaccia ha contribuito a definire un modello di accoglienza e cura del collezionista che va oltre la singola sede. «Ho deciso di far diventare questo spazio pienamente “21”: un luogo in cui il collezionista viene seguito in tutto e per tutto dalla nostra holding – ha spiegato – in qualsiasi città si trovi, ci occupiamo di ciò che gli occorre». Ogni sede è dotata di un presidente locale, in modo da creare una vera e propria rete di ambassador dedicati al dialogo con il territorio e con chi desidera avvicinarsi all’arte: nel caso della sede romana, alla guida c’è Ottavia Zanzi Cerasi.

La dimensione culturale e curatoriale trova nella figura di Cesare Biasini Selvaggi un ulteriore asse portante. Curatore generale del progetto, Biasini Selvaggi coordina i salotti culturali, già sperimentati con successo a Treviso. «In quel contesto il pubblico era storicamente più interessato all’arte fino alla fine dell’Ottocento», racconta. «L’interesse per il contemporaneo è cresciuto a tal punto da rendere necessario il numero chiuso». Nei club di 21Art, tuttavia, non siedono solo collezionisti attivi, ma anche persone mosse dal desiderio di comprendere e partecipare.

Otto mostre per il 2026 nell’intera rete

Nel corso dell’apertura romana è stato presentato anche il programma espositivo 2026 di 21Art, che scandisce con precisione il ritmo di una progettualità pensata su scala nazionale e internazionale. Si inaugura il13 febbraio con la personale di Pascale Marthine Tayou nella sede di Treviso, in collaborazione con Galleria Continua; il16 aprile sarà la volta di Ahmet Güneştekin a Roma, seguito il 22 e 23 aprile dalle mostre diPier Paolo Calzolari a Treviso e di Piero Pizzi Cannella a Padova. In primavera, la personale diJan Fabre segnerà l’apertura della nuova sede di Montecarlo. Il programma prosegue a settembre con le esposizioni di Pier Paolo Calzolari a Montecarlo, Gonzalo Borondo a Treviso e nuovamenteAhmet Güneştekin a Padova.

Accanto alle mostre personali, 21Art presenterà una collettiva annuale dedicata allo scouting internazionale, con un focus sull’Africa e uno sull’America Latina nel biennio 2026–2027, oltre a residenze d’artista e a un articolato progetto editoriale. Il calendario si intreccia inoltre con la partecipazione alla 49ª edizione di Arte Fiera Bologna, dal 6 all’8 febbraio 2026, dove 21Art porterà nella Main Section un dialogo inedito tra Jan Fabre e Gonzalo Borondo, rafforzando il posizionamento della galleria all’interno del sistema fieristico internazionale.

L’app e i servizi per il collezionista

Nel corso dell’inaugurazione romana è stata ribadita l’importanza dell’app 21Art, strumento pensato per rafforzare il senso di comunità e continuità tra le diverse sedi. Attraverso una quota annuale, i membri del club possono catalogare le proprie opere, accedere a servizi dedicati e seguire il programma della galleria; anche i non iscritti possono consultare il calendario delle attività. Accanto alla dimensione digitale, 21Art offre servizi pratici come restauro e trasporto, completando l’idea di un accompagnamento integrale del collezionista.

Beneficenza e impatto sul territorio

Coerentemente con la propria natura di società benefit, 21Art destina il 20% degli utili a progetti di beneficenza, intesi non solo come donazioni ma soprattutto come impatto concreto sul territorio. A Roma, questo impegno si traduce nella collaborazione con il Policlinico Gemelli e la Unhate Foundation, all’interno del reparto di psichiatria, con progetti di poesia e laboratori d’arte realizzati con Alfredo Pirri. Un’iniziativa che riafferma il ruolo dell’arte come pratica capace di generare cura e responsabilità sociale.