Norman Foster firma una capsula del tempo per i 250 anni degli Stati Uniti

La capsula di Foster sarà sepolta sotto il Monumento a George Washington, nel cuore di Washington D.C., e riaperta soltanto il 4 luglio 2276

Per il 250° anniversario della firma della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti, che sarà celebrato il 4 luglio 2026, l’architetto britannico Norman Foster ha concepito un oggetto carico di valore simbolico: una capsula del tempo destinata a essere sepolta sotto il Monumento a George Washington, nel cuore di Washington D.C., e riaperta soltanto il 4 luglio 2276, nel quinto centenario dell’Independence Day. Un dispositivo di memoria che, più che conservare il passato, sembra interrogare il futuro.

Realizzata in titanio, la capsula americana dialoga idealmente con un suo gemello installato a Trafalgar Square, a Londra, nel 2025. Quest’ultima è stata collocata in occasione del restauro della statua di George Washington e del relativo piedistallo – un dono dello Stato della Virginia al Regno Unito nel 1921 – intervento seguito da Foster + Partners, lo studio incaricato anche del piano generale di riqualificazione della storica piazza londinese. Due oggetti speculari, due capitali, una storia condivisa fatta di fratture, riconciliazioni e alleanze durature.

La capsula destinata agli Stati Uniti presenta, sulla base esterna, tredici stelle a sei punte, chiaro rimando alle tredici colonie che per prime si affrancarono dal dominio britannico. Una semplice ma perentoria iscrizione avverte: «Non aprire prima del 4 luglio 2276». Sul lato opposto compare il sigillo dello Stato della Virginia, con l’allegoria della Virtù che sconfigge la Tirannia, accompagnata dal celebre motto “Sic semper tyrannis”, adottato nel 1776, anno fondativo della nazione americana.

All’interno, il contenuto compone una sorta di archivio simbolico del presente: lettere e proclami di alte cariche istituzionali degli Stati Uniti e del Regno Unito, tra cui il presidente Donald Trump e Re Carlo III, accanto ai progetti studenteschi vincitori del concorso “Expressions of Freedom” promosso dalla Virginia. Completano il nucleo una targa incisa dallo stesso Foster e due campioni di terra altamente evocativi: uno proveniente da Sulgrave Manor, la dimora inglese della famiglia Washington, e l’altro da Mount Vernon, residenza di George Washington in Virginia. La stessa combinazione di terre è custodita anche nella capsula londinese, a suggellare un legame che supera il tempo e la geografia.

La consegna ufficiale della capsula agli Stati Uniti è avvenuta per mano del vice primo ministro britannico David Lammy, che durante la sua visita ha donato anche una pietra calcarea di Portland, ricavata da uno dei gradini originali del basamento della statua di Washington. Su di essa sono incise tredici stelle a sei punte, eco visiva della bandiera utilizzata dal quartier generale di George Washington durante la guerra d’indipendenza. «Le capsule del tempo sono un modo per parlare al futuro», ha dichiarato Lammy. «Sono certo che quando questo tesoro verrà aperto, i nostri discendenti scopriranno che Gran Bretagna e America sono ancora le più care amiche e le più fedeli alleate».

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