Torna ZⓈONAMACO, Città del Messico come laboratorio globale dell’arte

Dal 4 all’8 febbraio il Banamex Center si trasforma nel cuore pulsante della scena artistica latinoamericana con ZⓈONAMACO, fiera giunta a oltre vent'anni di storia

Per cinque giorni, Città del Messico assume la forma di un grande dispositivo culturale in movimento. ZⓈONAMACO, giunta a oltre vent’anni di storia, conferma il proprio ruolo di piattaforma imprescindibile per comprendere le dinamiche dell’arte contemporanea in America Latina e il suo dialogo serrato con i circuiti internazionali. Tornando dal 4 all’8 febbraio 2026, la fiera renderà il Banamex Center uno spazio di attraversamenti: tra collezionisti e curatori, artisti affermati e voci emergenti, linguaggi consolidati e sperimentazioni radicali.

La fiera non si limita a esporre opere, ma mette in scena un sistema complesso, dove la competizione del mercato convive con una forte tensione critica. Nei corridoi si incontrano gallerie che hanno segnato la storia recente del contemporaneo, da Pace Gallery a Continua, accanto a realtà messicane come Kurimanzutto, OMR e Galería RGR, capaci di dimostrare come la scena locale non sia periferica, ma centrale, consapevole e pienamente inserita nel dibattito globale.

Alla guida della fiera per il terzo anno consecutivo, Direlia Lazo imprime una direzione chiara, sostenuta da un comitato di selezione di riconosciuta autorevolezza: Teófilo Cohen, Karen Huber, Lauren Kelly, Ben Loveless e Guilherme Simões de Assis. Il risultato è un panorama articolato, in cui pittura, scultura, installazioni, video e pratiche legate alle nuove tecnologie costruiscono un campo visivo plurale, privo di gerarchie rigide, aperto al confronto tra prospettive globali e sensibilità latinoamericane.

ZⓈONAMACO, le sezioni in fiera

Tra le sezioni più significative, ZⓈONAMACO SUR, curata da Manuela Moscoso, sposta consapevolmente il punto di vista. Qui il Sud non è inteso come margine, ma come luogo di produzione autonoma di pensiero e forme. I progetti, spesso concepiti appositamente per lo spazio fieristico, rivelano processi artistici complessi, attraversati da tensioni politiche e questioni identitarie, trasformando la fiera in un vero terreno di ricerca.

Di segno complementare è ZⓈONAMACO ARTE MODERNO, a cura di Esteban King Álvarez, che costruisce una genealogia necessaria. Le opere storiche del Novecento, latinoamericane e internazionali, non appaiono come capitoli chiusi, ma come snodi ancora attivi, capaci di dialogare con il presente e di chiarire le traiettorie dell’arte contemporanea. La dimensione riflessiva si intensifica in ZⓈONAMACO EJES, curata da Aimé Iglesias Lukin. In un contesto globale segnato da fratture politiche, economiche e sociali, questa sezione indaga il legame tra arte, commercio e circolazione delle persone, mettendo in luce come le pratiche artistiche possano rendere visibili le tensioni del nostro tempo e aprire spazi di negoziazione simbolica e dialogo collettivo.

Accanto alle arti visive, ZⓈONAMACO DISEÑO, diretta da Cecilia León de la Barra, riafferma il ruolo del design da collezione come campo culturale autonomo. Mobili, gioielli, tessuti e oggetti dialogano tra funzione e visione, tra memoria e contemporaneità, dimostrando come il design sia una forma di pensiero che attraversa il quotidiano. A questo si affianca ZⓈONAMACO DISEÑO EMERGENTE, co-curata da León de la Barra con Joel Escalona e Jorge Diego Etienne, che offre uno sguardo sulle nuove generazioni e sulle sperimentazioni più audaci, tracciando una possibile mappa del futuro.

Completa il panorama ZⓈONAMACO SALÓN DEL ANTICUARIO, curato da Alfonso Miranda e Mario Uvence, sezione dedicata all’antiquariato e alle arti decorative. Oggetti sacri, gioielli e manufatti anteriori agli anni Sessanta introducono una dimensione storica che arricchisce ulteriormente il racconto della fiera, ricordando come il presente dell’arte sia sempre attraversato da stratificazioni temporali.

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