Domenica 14 dicembre il regista candidato al premio Oscar Rob Reiner (età 78 anni) e la moglie Michele Singer sono stati trovati morti all’interno della loro villa nei pressi di Brentwood, a Los Angeles. Secondo le prime indiscrezioni, i due sono stati assassinati. Le indagini sono ancora in corso: inizialmente i sospetti erano ricaduti sul figlio Nick (32 anni). Nelle ore successive al ritrovamento dei cadaveri, il vice capo del Dipartimento di Polizia di Los Angeles (Alan Hamilton) ha però affermato che il colpevole non è ancora stato confermato del tutto. Infatti secondo Tmz e altre testate americane, tutti i sospetti degli investigatori si erano focalizzati sul figlio Nick, ma la stessa polizia di Los Angeles ha frenato le ricostruzioni ipotetiche.

Una carriera come regista e non solo
Nato a New York nel 1947, Reiner era figlio d’arte, poiché la madre Estelle era un’attrice e il padre Carl un celebre attore e regista. Diventato negli anni regista di prestigio, autore di film cult assoluti, il regista ha spaziato tra diversi generi con l’avventura di Stand by Me – Ricordo di un’estate (1986), tratto da un romanzo di Stephen King, il fantasy in La storia fantastica (1987), la commedia brillante Harry ti presento Sally (1989), il thriller Misery non deve morire (1990), il dramma in Codice d’onore (1992), la commedia sentimentale in Mai così vicini (2014). In pochi ricordano che esordisce come attore in svariati film e serie tv, si fa conoscere dal pubblico per la sua interpretazione del personaggio di Michael Stivic nella serie Arcibaldo. Ha recitato persino in film d’autore, ad esempio in Pallottole su Broadway di Woody Allen e The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese.
Nel 2025 era riapparso nel piccolo schermo in un piccolo ruolo nella serie televisiva The Bear.Rob Reiner è considerato tra i migliori registi degli ultimi anni e in generale della storia del cinema, ha ricevuto una candidatura al premioOscar nella categoria miglior film per Codice d’Onore (A Few Good Men), ha ricevuto nove candidature ai Golden Globe in svariate categorie e per finire cinque candidature agli Emmy Awards, vincendone due, entrambi nella categoria miglior attore non protagonista per la serie tv comica Arcibaldo (All in the Family).

L’incontro sul set con la moglie
I due si conoscevano ormai da più di trent’anni, dai tempi del film Harry ti presento Sally, dove si erano proprio incontrati sul set, ed è a lei che si deve il lieto fine del film. La sceneggiatura prevedeva che le strade di Harry (Billy Cristal) e Sally (Meg Ryan) si separassero. Reiner era single da anni e poco aperto al romanticismo all’epoca, ecco perché inizialmente l’epilogo doveva essere più pessimistico.
Ma poi il direttore della fotografia Barry Sonnenfeld gli presentò Michele Singer e fu un colpo di fulmine, i due si innamorarono subito e il finale nella sceneggiatura cambiò: la commedia si chiude con Harry che dichiara il suo amore a Sally e proprio poco dopo Singer e Reiner si sposarono nel 1989, l’anno di uscita del film. Insieme hanno avuto tre figli, tutti nello spettacolo: Jake, Nick e Romy. La moglie Michele Singer aveva iniziato la propria carriera come fotografa e direttrice della fotografia, anche per alcuni film del marito, e in alcune circostanze ha anche recitato. Negli anni ha ricevuto anche una candidatura agli Emmy Awards per un documentario da lei prodotto e diretto proprio dal marito.


Il figlio Nick tra i sospettati
Dopo l’omicidio dei genitori è stato interrogato immediatamente il secondogenito Nick Reiner, un uomo di 32 anni che in passato ebbe problemi di alcolismo e per un periodo della sua vita visse da senzatetto. Secondo alcune fonti citate da People il figlio avrebbe accoltellato i suoi genitori, ma non è ancora arrivata un’ufficialità definitiva al riguardo. In un’intervista del 2016 sempre con People, Nick ha parlato della sua lotta contro la tossicodipendenza, durata anni, iniziata nella prima adolescenza e che lo ha portato a vivere per strada a lungo. Nelle sue parole del 2016 aveva dichiarato che aveva trascorso notti intere sulla strada, un’esperienza che ha descritto come tutt’altro che piacevole. Egli si è allontanato sempre di più da casa e ha trascorso lunghi periodi senza fissa dimora in diversi stati americani, tra cui il Maine, il New Jersey e il Texas.

La vicenda di Sharon Tate
L’omicidio di Rob Reiner e della moglie Michele Singer Reiner fa eco ad una vicenda simile accaduta 56 anni fa, sempre riguardante due celebrità del mondo della settima arte, l’attrice e modella Sharon Tate e il regista e sceneggiatore Roman Polański. Durante quell’evento ci fu l’omicidio dell’attrice, incinta, nella sua casa a Cielo Drive nell’agosto 1969, per mano dei seguaci di Charles Manson, che Polański considerava amici, un evento che sconvolse la sua vita e carriera, influenzando profondamente il regista che cercava vendetta.
Ci sono diversi film che toccano la storia di Sharon Tate e Roman Polanski, principalmente attraverso la lente del tragico omicidio di Cielo Drive come Sharon Tate. Tra incubo e realtà (The Haunting of Sharon Tate, 2019) e 10050 Cielo Drive (2007), anche se i film di Polanski stesso, come Rosemary’s Baby, sono legati al contesto della sua vita con Sharon. Film più recente che tratta a grandi linee la vicenda è C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino. Tuttavia il regista ha deciso di reinterpretare la vicenda rendendo il finale molto meno amaro e donando alla pellicola l’atmosfera di una fiaba in cui il cinema riesce con il suo potere artistico a cambiare la storia, come già accaduto nel finale di Bastardi senza gloria sempre dello stesso Quentin Tarantino.


