Il Barbican di Londra chiude per un anno a partire da giugno 2028

Il Barbican chiuderà temporaneamente per ristrutturazioni e miglioramenti logistici, con lo scopo di rendere la struttura più funzionale e accogliente in vista del suo 50° anniversario

Tra i più grandi poli culturali di Londra, il Barbican Centre chiuderà per un anno a partire da giugno 2028 a causa di una ristrutturazione da 241 milioni di sterline in vista del suo 50° anniversario. I progetti per rinnovare gli spazi creativi e performativi, nonché per restaurare i foyer brutalisti, Lakeside Terrace e Conservatory, hanno ricevuto l’approvazione della City of London Corporation, proprietaria del complesso che finanzierà circa l’80% dei lavori. Il programma multimilionario di ristrutturazione interviene a seguito di decenni di usura del sito con l’obiettivo di restituire al pubblico un centro più funzionale, accogliente e in linea con le esigenze contemporanee, senza snaturarne l’identità.

In merito alle tempistiche, i lavori procederanno in più fasi, prima di tutto con grandi costruzioni nel 2027, che porteranno alla chiusura totale del sito fino al giugno 2029. Il conservatorio chiuderà, mentre i cinema di Beech Street resteranno aperti e l’accesso al quartiere residenziale continuerà senza interruzioni. Perciò il completamento definitivo è previsto per il 2030, poco prima del 50° anniversario del Barbican nel 2032. Per quanto riguarda invece le spese, il costo complessivo delle operazioni di rinnovo ammonta a 451 milioni di sterline, di cui 241 milioni per la prima fase e ulteriori 191 milioni impegnati.

Gli obiettivi del restauro

La ristrutturazione migliorerà la sostenibilità della struttura attraverso un approccio “retrofit-first”, che mira a riutilizzare materiali come i vetri delle verande e le pavimentazioni piuttosto che sostituirli. L’obiettivo primario è di rendere il centro più inclusivo e accessibile, anche dal punto di vista logistico con progetti per una nuova sala multireligiosa come spazio di raccoglimento e dialogo interculturale, una migliore segnaletica e la piena accessibilità nel conservatorio. I miglioramenti coinvolgono dei lavori negli atri con una migliore illuminazione, il ripristino della terrazza sul lago, una rinnovata accessibilità del giardino d’inverno in qualità di giardino pubblico gratuito, i lavori sono assegnati allo studio Harris Bugg che guida la ristrutturazione eco-brutalista del giardino d’inverno.

È in programma una campagna di raccolta fondi per finanziare il completamento della ristrutturazione degli spazi pubblici. Philippa Simpson, direttrice del Barbican Centre ha dichiarato: «Questo è un momento decisivo per il Barbican. L’approvazione odierna ci dà la fiducia e la certezza di cui abbiamo bisogno per realizzare gli aggiornamenti essenziali per le generazioni future. Il Barbican è sorto dalle rovine di un sito bombardato quasi 50 anni fa e nell’estate del 2029 abbracceremo lo stesso spirito di ottimismo: rinnovati, rivitalizzati e pronti per il futuro».

Un edificio storico che attira oltre 1,5 milioni di visitatori all’anno

Il Barbican Centre aprì nel 1982, dalle rovine del sito bombardato nella Londra del dopoguerra, sin dal principio venne concepito come una città nella città, un luogo in cui abitare, lavorare e produrre cultura convivessero in modo organico. Il suo stile brutalista, fatto di cemento a vista e geometrie imponenti, ha sempre diviso l’opinione pubblica, ma proprio questo stile architettonico lo ha reso distintivo e riconoscibile. Nel corso dei decenni, il Barbican è anche diventato casa della London Symphony Orchestra, oltre che punto di riferimento per teatro, danza, cinema e arti visive.

Dopo quarant’anni di attività ininterrotta la struttura mostra i segni del tempo: il deterioramento è significativo, sia per quanto riguarda i materiali sia per gli impianti interni. Molti sistemi sono ormai obsoleti, dalla climatizzazione all’illuminazione, fino alla gestione degli spazi per il pubblico. Inoltre, alcune aree risultano oggi sottoutilizzate o difficili da fruire, soprattutto per persone con disabilità o esigenze specifiche. La decisione di procedere con una chiusura di un anno non nasce quindi da una volontà, ma da una necessità concreta.

Durante la chiusura alcuni spazi resteranno aperti

Durante la chiusura, il Barbican intende mantenere la programmazione degli eventi, i cinema di Beech Street rimarranno aperti così come l’accesso attraverso il complesso residenziale sarà garantito durante la chiusura di un anno. L’orchestra terrà l’intera stagione 2028/29 a Londra e in tournée, mentre le due stagioni precedenti si terranno al Barbican come previsto. Durante la chiusura, St Luke’s diventerà la sede principale della LSO, con più concerti, registrazioni e trasmissioni, supportati da strutture digitali migliorate. Per quanto concerne invece eventi e spettacoli che non possono svolgersi durante i lavori, ma che hanno già avviato una programmazione, il Barbican intende collaborare con i partner per garantire lo stesso una programmazione altrove durante la chiusura.

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