Un’opera pubblica di Anish Kapoor è diventata simbolo di una repressione violenta a Chicago

Le immagini pubblicate sui social con decine di agenti militari davanti all'opera hanno scatenato un dibattito sui media

La scultura Cloud Gate (2006) di Anish Kapoor è diventata sfondo di un episodio controverso con protagonisti decine di agenti. Armati e in uniforme, i federali sono scesi dai loro suv poco dopo l’alba, intorno alle sette, e hanno realizzato una serie di fotografie davanti all’opera dell’artista. Il gruppo paramilitare chiamato Border Patrol e capeggiato dal veterano Greg Bovino si è occupato nei giorni scorsi di controlli sull’immigrazione in alcuni quartieri di Chicago: il modo di operare degli agenti ha creato molto trambusto tra le strade e le foto pubblicate online hanno alimentato un acceso dibattito. L’uso dell’opera di Kapoor, un simbolo autentico della città, è ritenuto dai cittadini indecoroso e oltraggioso.

Più di 1.000 immigrati sono stati arrestati da quando gli agenti federali hanno fatto irruzione nella città di Chicago, alimentando paura nelle strade. Il corpo militare ha usato dei modi aggressivi nei controlli sull’immigrazione in quelle zone, schierando elicotteri per fare irruzione nei complessi di appartamenti durante la notte, usando sostanze chimiche vicino alle scuole pubbliche e ammanettando i membri del consiglio comunale negli ospedali.

Le reazioni sui media

Il governatore di Chicago JB Pritzker ha criticato aspramente le immagini: «È disgustoso prendersi gioco dei nostri quartieri e delle nostre comunità. Gli agenti sotto copertura non sono qui per rendere Chicago più sicura. Stanno posando per le foto e mettendo in scena un momento televisivo mentre i bambini vengono colpiti con gas lacrimogeni e gli americani vengono arrestati».

Anche l’artista di Chicago Michael Rakowitz è intervenuto mostrando indignazione: «Sono furioso oltre ogni dire, ma l’unica cosa di cui sono grato è la qualità riflettente della scultura, perché nelle foto che sono emerse, molti di quegli agenti sono smascherati e si possono vedere da tutte le angolazioni, quindi questo rende molto più facile identificarli. Chiaramente, guardarsi allo specchio non li disturba. Ma quando si tratta di noi, di sapere chi sono queste persone, non possono nascondersi da noi».

Per l’opera di Kapoor non è la prima volta

L’artista Anish Kapoor non ha risposto immediatamente in merito all’accaduto, nonostante gli sia stata inviata una richiesta di commento via email. In passato però Kapoor aveva già sporto denuncia contro un’altra organizzazione per aver utilizzato immagini del suo lavoro, in un contesto ritenuto da lui inappropriato.

Nel 2018, Kapoor aprì infatti una causa per violazione del copyright contro la National Rifle Association of America per l’utilizzo inopportuno di immagini di Cloud Gate in una pubblicità. L’artista chiese un risarcimento dei danni di 150.000 dollari e una quota dei profitti della NRA derivanti dalle nuove iscrizioni e dagli introiti dopo la messa in onda dello spot. La causa fu legalmente vinta, ma non arrivò nessun risarcimento. In quel caso l’artista si espresse e scrisse una lettera in cui denunciava l’uso della sua immagine nei video promozionali senza il suo consenso.

Originario di Mumbai, Kapoor si è sempre schierato apertamente a sostegno di immigrati e rifugiati. In passato ha donato il premio di un milione di dollari del Genesis Prize a organizzazioni che aiutano i rifugiati siriani. Nel 2015, ha organizzato una marcia attraverso Londra con il collega artista immigrato Ai Weiwei per richiamare l’attenzione sulla crisi dei rifugiati.