La vita di E.J. Hughes diventa un documentario

In anteprima al Vancouver International Film Festival, il documentario "The Painted Life of E.J. Hughes" di Jenn Strom racconta la vicenda umana e artistica di un pittore schivo ma visionario

C’è una luce particolare che attraversa i paesaggi di E.J. Hughes, come se la costa pacifica del Canada fosse vista attraverso una lente di memoria e incanto. A quell’universo visivo, denso di silenzi e di maree, il nuovo documentario The Painted Life of E.J. Hughes, scritto, diretto e montato dalla regista di Vancouver Jenn Strom, dedica un ritratto affettuoso e rigoroso. Presentato in anteprima al Vancouver International Film Festival, il film scava nella vita personale e professionale di un artista tanto riservato quanto radicalmente coerente con la propria poetica: un realismo lirico e minuzioso, rimasto fedele a se stesso anche quando le mode dell’Espressionismo astratto sembravano relegarlo ai margini.

«Il film è un dono per i collezionisti di Hughes»

Negli ultimi anni, il nome di Hughes è tornato a risuonare con forza nel panorama dell’arte canadese. Il suo dipinto Entrance to Howe Sound (1949), un olio su tela che restituisce con struggente precisione un’isola nei pressi di Vancouver, sta per essere esposto in diverse città del Paese prima di andare all’asta da Heffel, con una stima tra 1,25 e 1,75 milioni di dollari canadesi. È lo stesso circuito che nel 2018 aveva consacrato Fishboats, Rivers Inlet (1938), venduto per oltre due milioni di dollari canadesi e divenuto il record assoluto per l’artista.

«Questo film sarà un dono per i collezionisti di Hughes e contribuirà a rafforzare ulteriormente il suo mercato», ha dichiarato David Heffel, presidente della storica casa d’aste. «Negli ultimi decenni abbiamo accompagnato la crescita della sua notorietà, con risultati eccezionali e un interesse sempre crescente. È la prova che la sua eredità artistica rimane viva e potente».

Un documentario attraverso più voci

Il film porta lo spettatore all’interno di alcune delle istituzioni più importanti del Paese – dal National Gallery of Canada al Canadian War Museum, dal Vancouver Art Gallery all’Audain Art Museum – e restituisce la voce di archivisti, storici e conservatori, a cui Strom dedica un sentito omaggio. «Sono figure essenziali, spesso invisibili, che custodiscono la nostra memoria culturale», sottolinea la regista, che ha trovato ispirazione nei volumi dedicati a Hughes dallo scrittore e pittore Robert Amos. La ricerca è cominciata nel 2020, rallentata ma anche arricchita dai tempi sospesi della pandemia. «Quel ritmo più lento – spiega – si è rivelato prezioso per raccogliere materiali e per filmare molte delle sue opere più note, spesso difficili da raggiungere quando appartengono a collezioni private».

Attraverso interviste con storici dell’arte come Ian Thom, Charlie Hill e Laura Brandon, insieme a Robert Amos e a chi conobbe personalmente il pittore, il documentario delinea un ritratto complesso: l’uomo timido e solitario, l’artista ossessionato dal dettaglio, il testimone di un’epoca. Hughes fu allievo di Frederick Varley, membro del Group of Seven, e ricevette nel 1947 la borsa di studio Emily Carr su raccomandazione di Lawren Harris. Ma, a differenza dei maestri che ammirava, non dipingeva in poche ore: i suoi quadri richiedevano mesi di lavoro, strati di riflessione e di colore.

Quella stessa meticolosità attraversa il film di Strom, che alterna le immagini delle coste del Pacifico ai ricordi del Hughes artista di guerra e muralista influenzato da Diego Rivera. Accanto alla sua dedizione pittorica, emergono le difficoltà personali – la malattia della moglie, la ricerca di un rifugio lontano dal mondo – e infine la scoperta di un equilibrio fragile, raggiunto nella casa sul lago Shawnigan, dove la tranquillità e la luce divennero finalmente parte del suo orizzonte creativo.

Fu da lì che Max Stern, gallerista del Dominion Gallery di Montréal, lo “scoprì” e lo lanciò a livello nazionale, acquistando gran parte delle sue opere. Paradossalmente, ciò fece sì che per decenni i paesaggi più iconici di Hughes rimanessero lontani dalla sua terra natale. Con The Painted Life of E.J. Hughes, Jenn Strom riporta quei paesaggi a casa, restituendo loro la voce e la grazia di un artista che seppe vedere nella quotidianità della costa canadese una forma di eternità.