Numerosi registi di talento, provenienti da ogni parte del mondo, hanno preso parte alla seconda edizione del TAFF, il festival dedicato al documentario d’autore promosso da Inside Art e dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.
Quest’anno il primo premio è andato a Wind’s Heritage di Nasim Soheili, un’opera intensa che mette in luce la negligenza delle autorità iraniane nei confronti di un patrimonio culturale millenario, oggi a rischio di scomparsa. Attraverso la storia di un anziano che ha consacrato la vita alla salvaguardia dei mulini a vento, Soheili racconta un amore profondo per la memoria e per la tradizione, trasformando la vicenda individuale in un messaggio universale sulla necessità di proteggere le nostre radici.
Accanto al documentario vincitore, il festival ha premiato anche altre opere di grande forza espressiva: Lucrezia e Joseph Beuys di Pierparide Tedeschi, che ha conquistato il secondo posto con il racconto appassionato dell’amicizia tra Lucrezia De Domizio Durini e il grande artista tedesco; GRAIN di Tommaso Sacconi e Alex Contell, al terzo posto, che esplora la rinascita della fotografia analogica nella società digitale contemporanea; e infine la Menzione Speciale della giuria assegnata a Waiting for King Lear di Alessandro Preziosi, un esperimento che fonde teatro, cinema e arte contemporanea per restituire, in chiave innovativa, la potenza universale della tragedia shakespeariana.
L’appuntamento si conferma dunque come un evento unico nel panorama romano: un luogo in cui il linguaggio del cinema si intreccia con le visioni e le pratiche dell’arte contemporanea. La seconda edizione di The Art Film Fest si presenta come un viaggio nelle molteplici forme della memoria – culturale e personale, storica e intima – dove ogni opera finalista racconta, con il proprio sguardo, la tensione tra ciò che rischia di scomparire e ciò che invece rinasce nell’arte, nella creatività e nella forza del racconto filmico.
La serata di premiazione si terrà il 23 settembre alla GNAMC, in viale delle Belle Arti 131, a partire dalle ore 18.00. In quell’occasione la giuria proclamerà i vincitori e saranno proiettati il documentario premiato insieme ai teaser delle opere finaliste. A introdurre l’evento saranno Guido Talarico, editore di Inside Art, e Renata Cristina Mazzantini, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.
Il primo premio
Wind’s Heritage di Nasim Soheili (Iran, 2023)

Il documentario vincitore della seconda edizione del TAFF, mette in luce la negligenza delle autorità iraniane nei confronti del patrimonio culturale del paese, a rischio di distruzione. Wind’s Heritage di Nasim Soheili racconta la storia dell’amore profondo di un uomo anziano per gli antichi reperti dell’Iran, a cui ha dedicato tutta la sua vita per la loro conservazione. Si parla dell’utilizzo dell’energia eolica pulita e priva di inquinamento per produrre farina, un metodo che veniva impiegato dai mulini a vento per migliaia di anni nell’antico Iran. Tuttavia, oggi, con l’avvento della tecnologia, l’uso di questi mulini a vento è stato dimenticato, e questo antico patrimonio rischia di essere perduto e distrutto.


Nata a Mashhad, in Iran, Nasim Soheili appartiene a quella generazione di registe che hanno trasformato l’esperienza personale in linguaggio critico e politico. Con un master in comunicazione sociale e un passato da giornalista, Soheili ha trovato nel documentario lo strumento ideale per coniugare impegno civile e ricerca artistica. La sua formazione, intrecciata da un lato con le radici familiari nel cinema e dall’altro con l’attivismo per i diritti delle donne e delle minoranze etniche, l’ha spinta a raccontare storie spesso marginali ma essenziali.
Dopo aver frequentato il corso di regia presso l’Iranian Young Filmmakers Society, ha iniziato a realizzare cortometraggi documentari che hanno trovato spazio in importanti festival internazionali, dal Cinema Verité a numerose altre rassegne dedicate al cinema del reale. Con Maat, uno dei suoi lavori più noti, ha portato all’attenzione del pubblico sguardi e voci altrimenti invisibili. Oggi insegna in università e scuole di cinema, continuando parallelamente la sua attività di attivista. Una doppia dimensione – didattica e militante – che conferma come per lei il cinema non sia mai stato solo estetica, ma soprattutto responsabilità sociale.
Secondo e Terzo classificato
Lucrezia e Joseph Beuys di Pierparide Tedeschi (Italia, 2021)

Al secondo posto il documentario di Pierparide Tedeschi – Lucrezia e Joseph Beuys – racconta la storia di una donna, Lucrezia De Domizio Durini, e della sua amicizia e collaborazione con Joseph Beuys, un artista che ha lasciato un segno indelebile nella seconda metà del Novecento, ha cambiato il nostro modo di vedere l’arte e ha anticipato le principali questioni ambientali, agricole e sociali che oggi sono al centro del dibattito culturale e politico. La testimonianza a cuore aperto di una donna che ha sempre lottato contro i pregiudizi e ci offre un sistema di valori etici e morali diverso.
GRAIN di Tommaso Sacconi e Alex Contell (Stati Uniti, 2021)

Terzo posto per GRAIN. Progetto documentario realizzato da Tommaso Sacconi e Alex Contell che esplora le storie di coloro che, ancora oggi, scelgono di utilizzare la pellicola analogica nella fotografia contemporanea. Che si tratti di una casa di moda in cerca di una “nuova” creatività o di un dilettante che naviga su eBay, la fotografia analogica ha suscitato l’interesse (e la cronologia di ricerca) di persone ovunque. È forse questa rinascita una reazione al mondo della fotografia digitale? O, più semplicemente, è una tendenza alimentata dal nostro desiderio di autenticità in un mondo sempre più inautentico?
Menzione Speciale della giuria
Aspettando Re Lear di Alessandro Preziosi (Italia, 2025)

Novità assoluta di quest’anno è il premio Menzione Speciale della giuria di The Art Film Fest assegnato al documentario Aspettando Re Lear di Alessandro Preziosi. Protagonista e regista allo stesso tempo, Preziosi è impegnato nella messa in scena di un adattamento contemporaneo del Re Lear di Shakespeare. Una realtà immersiva che tenta di restituire la tridimensionalità dell’atto teatrale, combinando teatro, cinema e arte contemporanea. La storia segue la struttura narrativa della tragedia shakespeariana, esplorando il tema centrale del rapporto tra padri e figli. Guidati dalla soggettiva dei protagonisti assistiamo, quindi, in presa diretta al compiersi di un evento teatrale dal concepimento alla messa in scena, attraverso un dialogo costruito con il maestro biellese Michelangelo Pistoletto. Alle immagini in presa diretta dello spettacolo fa da contrappunto una lunga intervista all’artista biellese che approfondisce le tematiche espresse nell’adattamento teatrale a partire dal cruciale contributo dei suoi materiali di scena.
Manipolando intelligentemente la materia della tragedia, fondendo e sovrapponendo i linguaggi con la fatidica complicità dell’artista, l’opera di Alessandro Preziosi affronta i temi attualissimi del Re Lear: i bisogni primari dell’uomo, l’esercizio del potere e l’eredità che lasciamo in vita alle nuove generazioni, dando vita a una nuova scrittura che ci dimostra come il teatro attraverso l’arte possa farsi contemporaneità e divenire attraverso il cinema un viaggio universale alla ricerca del significato più profondo dell’essere padri e figli.




