Il cardigan di Julia Roberts a Venezia, un tableau vivant che omaggia Guadagnino

Alla Mostra del Cinema 2025, il gesto stilistico della celebre attrice diventa dichiarazione visiva tra moda e cinema

In un presente in cui i confini tra moda, arte e cinema si fanno sempre più porosi, il look scelto da Julia Roberts per la Mostra del Cinema di Venezia 2025 ha fatto parlare il mondo intero. L’attrice è apparsa con un cardigan bianco e nero che, più che un capo d’abbigliamento, è diventato una vera e propria dichiarazione visiva: un motivo jacquard in cui il volto del regista Luca Guadagnino si ripete come una firma grafica, rendendo l’indumento un’icona pop in movimento. Il regista palermitano è rinomato per un cinema che privilegia l’esperienza sensoriale. Le sue immagini sono pensate per entrare nel corpo dello spettatore, generando empatia e stimolazioni percettive profonde. In After the Hunt — il thriller psicologico presentato fuori concorso a Venezia e interpretato appunto da Julia Roberts — Guadagnino esplora la dinamica del potere, del consenso e della memoria attraverso un racconto raffinato, ambientato in un campus universitario d’élit

Quando la moda diventa arte

L’effetto è quello di una tela tessile su cui prende forma un ritratto non convenzionale. L’immagine di Guadagnino, moltiplicata in un pattern dal forte impatto visivo, richiama le ripetizioni ossessive della pop art alla Andy Warhol, ma con una componente affettiva e relazionale che va oltre la citazione estetica. Non si tratta solo di omaggio ironico, ma di un gesto di connessione: indossare il volto di un regista con cui si è appena lavorato è una forma sottile — e pubblica — di alleanza artistica.
Questa scelta dimostra come la moda possa farsi veicolo espressivo di storie, emozioni e legami. Il cardigan, nella sua apparente semplicità, si carica di significato: è messaggio e medium, narrazione e dichiarazione d’intenti. Va oltre la funzionalità, diventando gesto culturale che fonde estetica e contenuto, superficie e profondità.

Un alone di mistero sul design

La firma del capo, però, resta volutamente nel mistero. Mentre alcuni ipotizzano un coinvolgimento di Jonathan Anderson, direttore creativo di Loewe (non Dior, come riportato erroneamente da alcuni), altri puntano il dito verso Jeremy Scott, ex direttore creativo di Moschino, noto per il suo approccio pop e teatrale. La stylist di lunga data di Roberts, Elizabeth Stewart, ha scelto di non rivelare l’identità del designer, alimentando ulteriormente la curiosità attorno a questo look. E in fondo, anche questo silenzio è una dichiarazione: in certi casi, ciò che un capo evoca conta più di chi lo ha firmato.

Guadagnino come figura di riferimento culturale

Scegliere di celebrare Luca Guadagnino non è un atto casuale. Il regista, da anni punto di riferimento per un cinema che unisce estetica, sensibilità visiva e profondità narrativa, incarna quell’intersezione fertile tra linguaggi che Roberts sembra voler onorare. Il cardigan diventa così simbolo di un dialogo creativo che attraversa generi e media: un incontro tra immagine e performance, tra stile e contenuto, tra individuo e cultura.
Più che un look riuscito, quello di Julia Roberts è un atto performativo che mostra come la moda possa raccontare storie, manifestare relazioni e amplificare messaggi. Un capo d’abbigliamento indossato nel momento giusto, nel contesto giusto, può trasformarsi in un oggetto d’arte capace di parlare a una collettività, di catturare lo spirito di un’epoca e, forse, anche di definirlo.